Niente bollino rosso (per ora): cosa si nasconde dietro la battaglia delle etichette sugli alimenti in India

Gli attivisti chiedono “avvertenze colorate” sulla parte anteriore delle confezioni alimentari. I produttori si oppongono. I rischi per la salute e l'emergenza obesità
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August 25, 2026
Prodotti alimentari in un supermercato di Mumbai, in India
Prodotti alimentari in un supermercato di Mumbai, in India/ REUTERS
Da una parte i colossi del settore alimentare. Dall’altro un pugno di attivisti per la salute pubblica. In mezzo, il gigantesco Paese asiatico che affronta quella che per gli esperti si profila ormai come un’emergenza nazionale: il sovrappeso. La battaglia – come riporta la Reuters – (per ora) vede i primi prevalere sui secondi, dopo il pronunciamento dell'ente regolatore indiano per la sicurezza alimentare che ha bocciato l'iniziativa per introdurre “avvertenze colorate” sulla parte anteriore delle confezioni alimentari. Ma la partita non è affatto finita: la Corte Suprema indiana, come riporta ancora la Reuters, sta riesaminando la decisione dopo una petizione presentata dagli attivisti. In gioco c'è la salute dei 450 milioni di indiani che potrebbero essere obesi o in sovrappeso entro il 2050, secondo la “fosca” previsione contenuta in uno studio pubblicato da Lancet.
Qual è la posta in gioco? Gli attivisti chiedono che i prodotti alimentari (a partire dalle bevande) vengano dotate di etichette visibili e facilmente “leggibili”, grazie a un sistema di “avvertimenti” colorati. Un metodo semplice e comprensibile: il rosso indicherebbe un’alta concentrazione di zuccheri o grassi. Insomma, "bollerebbe" gli alimenti poco salutari. “Gli imballaggi sarebbero invasi dal rosso se l'industria adottasse etichette di avvertimento con codice colore”, ha commentato Deepak Jolly dell'Ind Food & Beverage Association. I giganti del settore si oppongono all’iniziativa, affermando che le etichette con i valori nutrizionali sono già presenti sui prodotti. “Sono troppo piccoli e dunque poco comprensibili”, controribattono gli attivisti. Secondo le stime del settore, quasi l'80% dei prodotti realizzati nel mercato indiano degli alimenti e delle bevande confezionati, una “torta” da oltre 100 miliardi di dollari, può essere considerato ad alto contenuto di grassi, zuccheri e sale.
Lo scontro in atto investe direttamente il tema della salute pubblica. I dati catturano l’entità di un fenomeno, quello dell’obesità, galoppante. Nel 2021 l'India ha registrato il secondo numero più alto di adulti in sovrappeso o obesi: 180 milioni di persone, dietro solo alla Cina. Secondo i dati del National Family Health Survey-6, la sesta e più recente indagine demografica e sanitaria del gigante asiatico, il 30,7% delle donne indiane e il 27,3% degli uomini di età compresa tra 15 e 49 anni sono ora in sovrappeso o obesi, rispetto al 24% e al 22,9% rilevati nell'NFHS-5 (2019-2021), con un aumento di quasi 7 punti percentuali tra le donne e di oltre 4 punti tra gli uomini in meno di cinque anni. L’aumento dell’obesità abbraccia tutte le classi di età. E, cosa allarmante, ad esserne investiti sono sempre più i bambini. Secondo i dati ufficiali, l'India sta assistendo a un rapido aumento del sovrappeso e dell'obesità tra i bambini sotto i cinque anni, con una prevalenza in aumento del 127%. Negli adulti, la prevalenza è aumentata del 91% tra le donne e del 146% tra gli uomini (dal 9,3% al 22,9%), indicando una crisi sanitaria a livello nazionale. Si prevede che entro il 2030 nel Paese asiatico vivranno oltre 27 milioni di bambini e adolescenti (dai 5 ai 19 anni) affetti da obesità. In parallelo aumenta il ricorso ai "rimedi". Secondo la società di ricerche di mercato Pharmarack, le vendite mensili di farmaci dimagranti che riducono l'appetito sono aumentate del 400% dall'inizio del 2025. Secondo i medici, l'aumento dei tassi di sovrappeso e obesità riflette un contesto alimentare in evoluzione, nonché cambiamenti più ampi negli stili di vita. Sotto accusa "la trasformazione dell'ambiente alimentare indiano", nel quale il cibo ultra-processato e ad alta densità energetica è diventato economico, onnipresente e fortemente commercializzato "anche nelle piccole città e nei villaggi".

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