Melania Trump annuncia la tregua per la città di Oleshky. Si realizza il sogno del Papa
di Luca Geronico, inviato a Kiev
La first lady ha ottenuto il cessate il fuoco tra Russia e Ucraina. Leone XIV nei giorni scorsi aveva telefonato a Putin e Zelensky per propiziare il dialogo tra i due leader in guerra

«Ciao, ciao. Sono riuscito ad andare in bicicletta fino a Radensk. E poi in taxi fino a … »; il nome resta volutamente sospeso. Il messaggino di Viktor è arrivato sul telefonino di Anatoly Mykolaiovych il 5 ottobre. Uscito vivo dai 22 chilometri della “strada della morte”, ha pensato di avvisare l’amico di una vita dal nuovo rifugio, sempre nel territorio occupato dai russi. Non subito, però, ma non appena è riuscito ad intercettare un po’ di campo della rete ucraina dai ripetitori della vicina Kherson. «La prima cosa che hanno fatto i russi il giorno dell’invasione del 24 ottobre 2022 è stata di installare Internet e la tv russa», ricorda Anatoly. Ingegnere meccanico di 77 anni, Mykolaiovych con la moglie Natalia era fuggito a Kiev il 23 giugno del 2023 quando, due settimane prima, i russi avevano fatto saltare la diga di Kakovka sul Dnipro allagando tutto il bacino sulla riva sinistra. Anche per lui l’annuncio giunto improvviso dalla Casa Bianca di una tregua umanitaria per Oleshky – dopo l’appello di papa Leone XIV dal Gemelli il 16 ottobre durante la telefonata con Vladimir Putin – è come una boccata d’ossigeno. Sarà dal 29 ottobre, afferma la Casa Bianca. Russia e Ucraina «si sono detti d'accordo nel fermare temporaneamente le azioni militari a Olenshky per consentire agli aiuti umanitari di entrare e preparare l'evacuazione dei civili tramite passaggi stabiliti» si legge in una nota. L’intesa, più volte cercata e sempre sfumata, sarebbe stata raggiunta grazie a Melania Trump.
Oleshky è «sull'orlo del disastro» con la popolazione superstite «composta principalmente da anziani» che necessitano urgentemente di assistenza medica, cibo e acqua potabile, elettricità limitata, circondati «da strade minate e subiscono costanti attacchi militari» afferma Melania. «Senza il mio intervento» il tentativo di portare aiuti e evacuare gli anziani «sarebbe stato impossibile» precisa la first lady sempre nella nota ufficiale. Una trattativa svolta con organizzazioni non militari di entrambi i Paesi «per definire i termini di un cessate il fuoco circoscritto, coordinando le parti sugli obiettivi dell'accordo, sulle procedure tecniche, sulle tempistiche, sulle modalità operative e sulle condizioni pattuite» mentre una «organizzazione mediatica imparziale» statunitense monitorerà russi e ucraini per «garantire che le volontà di ciascuna famiglia vengano rispettate fedelmente».
Una «iniziativa di Melania ed entrambe le parti sono state d’accordo», ha commentato Trump. Il negoziato avviato durante l’Assemblea generale dell’Onu, fa sapere la Casa Bianca, ha sfruttato i canali già aperti per il ricongiungimento di 34 minori ucraini. Il 15 agosto del 2025 durante il vertice in Alaska la first lady aveva sollevato la questione dei minori con una lettera consegnata a Putin da Donald Trump.
Il “dossier Oleshky”, rivela una fonte diplomatica, era stato ricordato a Putin durante l’incontro a San Pietroburgo di mercoledì scorso con Witkoff. Immediata la conferma dell’intesa da Mosca, ma con un leggero anticipo di calendario: il cessate il fuoco a Oleshky secondo la Difesa russa inizierà alle 4 del mattino del 27 ottobre. Una operazione complessa se, precisava il portavoce del Cremlino Peskov, per evacuare tutti i civili serviranno «diversi giorni». L’intesa a Kiev era confermata da Davyd Arakhamia, capogruppo alla rada di Servitore del popolo, il partito di Zelensky che, confermando una lunga trattativa, ringraziava in particolare il Papa e la first lady Melania. Grandi movimenti, dunque, nella cosiddetta “diplomazia umanitaria”. Da registrare pure un nuovo scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina. Kiev ha ottenuto la liberazione di 9 civili – tra cui una mamma e un bambino di Mariupol, una anziana di 90 anni e una cardiopatica grave – oltre a 261 soldati per un totale di 270 persone. Tra i militari ucraini 86 erano stati condannati da tribunali russi, ha precisato il Commissario per i diritti umani Lubinets.
Martedì prossimo giungerà in Ucraina l’elemosiniere del Papa monsignor Luis Marín de San Martín per una missione di solidarietà, con la partecipazione della Chiesa greco cattolica e di quella latina. Sempre ieri, incontrando in udienza il Papa, l'arcivescovo maggiore di Kiev, Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco cattolica ucraina, rinnovando la gratitudine dell’Ucraina per per gli appelli e l’azione umanitaria della Santa Sede, ha consegnato a Leone XIV una lista con i nomi di centinaia di prigionieri detenuti in Russia.
Una luce in fondo al tunnel sembra dunque essersi accesa per i 1.700, al massimo 2.000 civili tra cui anche una cinquantina di bambini. Da maggio nella cittadina a cui si accede solo attraverso due strade controllate dai russi non arriva più cibo. Secondo numerose testimonianze la popolazione è sopravvissuta mangiando i prodotti degli orti locali e cibandosi anche di erbe selvatiche. Alcune Ong ucraine come Kryla sono riuscite a consegnare medicine e viveri con droni, ma chi, disperato per la fame e il freddo, si metteva in strada per comprare un sacco di patate a Radensk rischiava di essere ucciso dai continui droni. Un orrore accresciuto dai cadaveri abbandonati ed ormai decomposti per strada. Ma da ieri Anatoly spera di poter ricevere presto una telefonata del suo vecchio amico Viktor.
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