Si prepara l'uscita dei civili da Oleshky, ma c'è il rischio delle mine
Per il Cremlino l’intesa «può essere un precedente per altre iniziative». Il cessate il fuoco in vigore nella città dalle tre della scorsa notte. Da oggi la visita dell’elemosiniere del Papa

È una questione di sopravvivenza per i civili rimasti in città, fino a 1.700 residenti, tra cui 47 bambini secondo le stime dell’Onu, bloccati in una “trappola mortale” tra cibo, acqua, elettricità e sicurezza che mancano. Se reggesse, sarebbe però anche un segnale concreto di impegno delle parti, «un precedente», come lo ha definito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, più che mai utile in vista della ripresa dei colloqui trilaterali confermati per novembre. È scattato alle 3 della notte scorsa, le 2 in Italia, il cessate il fuoco localizzato raggiunto per la cittadina ucraina di Oleshky, distretto di Kherson, sulla riva sinistra del fiume Dnepr, occupata dalle forze di Mosca dal 2022. Obiettivo complesso, delicato, non più rinviabile, è la distribuzione di aiuti, accompagnata dall'evacuazione di chi è rimasto lì. Dalla Casa Bianca, il 23 ottobre, era arrivata la notizia di un accordo per un cessate il fuoco «ottenuto con successo» dalla first lady statunitense Melania Trump, a una settimana dalla richiesta formulata da papa Leone XIV, dall’ospedale dove era ricoverato, in colloquio telefonico con il presidente russo, Vladimir Putin e, tre giorni dopo, con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Proprio oggi, l'Elemosiniere del Papa, monsignor Luis Marín de San Martín, sarà in Ucraina al seguito di una missione con diversi Tir carichi di aiuti per la popolazione del Paese. Il viaggio toccherà le città di Kyiv, Zhaporizhia, Dnipro e Fastiv.Pochi dettagli ci sono, al momento, su cosa accadrà da oggi a Oleshky. Ieri, l’agenzia russa Tass, citando il quotidiano Izvestija e l'esperto militare Vasilij Dandykin, riferiva che le squadre di ricognizione del genio militare dovranno innanzitutto ispezionare i percorsi utilizzati dal convoglio umanitario, per liberare le strade da mine e veicoli militari distrutti. Si tratterà di una bonifica svolta, per ora, solo dalle forze armate, perché, spiega ad Avvenire Olena Shustova di Halo Trust Ukraine, «le operazioni di sminamento a scopo umanitario di solito iniziano a distanza di 1-1,5 mesi dalla fine dell'occupazione di un territorio. E qui, si ha notizia solo di un corridoio» per aiuti e evacuazioni.
Intanto, domenica, il Commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino, Dmytro Lubinets, che ha tenuto un incontro online con l’omologa russa Yana Lantratova, in un post su Telegram ha lanciato un appello a residenti di Oleshky. «È di fondamentale importanza raccogliere quante più informazioni possibili sui presenti in città, in particolare anziani e individui con mobilità ridotta». Attraverso WhatsApp, Viber, Telegram l'Ufficio dell'Ombudsman ucraino sta raccogliendo le liste di nomi di «responsabili civili, non appartenenti all'ambito militare, provenienti da entrambi i Paesi» che «collaboreranno per incontrare i residenti di Oleshky nelle abitazioni e valutare il tipo di assistenza di cui necessitano», parlava, venerdì, la nota ufficiale della Casa Bianca. Non è chiaro, però, chi si occuperà del traporto e dell’assistenza delle persone. In territorio sotto controllo russo, conferma l’Ocha ad Avvenire, è presente la Croce Rossa Internazionale, che però non avrebbe una base operativa nell’Oblast di Kherson, bensì nei più lontani territori in mano russa del Donetsk e Luhansk. La riuscita dell’operazione umanitaria e la tenuta della tregua potrebbero contribuire a creare un clima positivo per il riavvio dei colloqui in modalità tripartita con gli Usa, confermati sia da Mosca che da Kiev per il mese prossimo, con ogni probabilità negli Emirati Arabi Uniti.
Sul fronte diplomatico, si registra anche un’apertura del Cremlino nei confronti di un’Europa che, novità dal punto di vista russo, potrebbe avere un ruolo nei prossimi negoziati. Lo ha sottolineato il consigliere per la politica estera del presidente Putin, Yuri Ushakov, in un'intervista tv, ma lo ha fatto intendere anche Dmitry Peskov, affermando che Mosca accoglie con favore la nomina da parte dell’Ue di un inviato per i negoziati sull’Ucraina, ha aggiunto, che operi per una soluzione pacifica. Infine, sempre ieri, una commissione internazionale indipendente su mandato del Consiglio Onu per i Diritti Umani ha accusato la Russia di crimini contro l'umanità per gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine e la tratta di esseri umani per rafforzare le proprie forze armate. Istituita nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina, la commissione osserva che «nel corso degli anni, la frequenza, l’intensità e l’estensione geografica delle ondate di attacchi russi sono aumentate, provocando danni considerevoli al settore energetico ucraino». La commissione non parla a nome delle Nazioni Unite e non è riconosciuta da Mosca.
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