Magyar è stato un «rivelatore di scandali»: così ha convinto gli ungheresi stufi di Orban
Chi è il leader che ha vinto le elezioni in Ungheria: un passato in Fidesz, il partito dell'ex premier sconfitto, ha poi creato Tisza, con un sistema di "isole", piccoli circoli di discussione che gli hanno permesso di coprire tutto il territorio e di farsi conoscere personalmente

Fino al 2024 Péter Magyar, 45 anni, era semi sconosciuto anche in patria. Certo, viene da una famiglia di rilievo, il nonno è stato presidente ungherese dal 2000 al 2005, il padre presentatore alla televisione durante il regime socialista. Lui stesso ha un passato dentro Fidesz, ha lavorato a lungo al ministero degli Esteri (per otto anni alla rappresentanza permanente ungherese Ue a Bruxelles). Poi, da ultimo, è stato direttore di una piccola agenzia pubblica che si occupa di prestiti agli studenti.
L’11 febbraio 2024, però, ha sbattuto la porta e se n’è andato, lasciando incarico e partito, con un’intervista in cui denunciava che ormai l’Ungheria era in mano a poche famiglie corrotte. Pienamente coinvolta nel regime di Viktor Orbán era la sua ex moglie, Judit Varga, a lungo ministra della Giustizia. Da lei Péter aveva divorziato nel 2023. L’anno dopo, Varga si è dovuta dimettere per uno scandalo per la grazia concessa a un uomo condannato per pedofilia. Più tardi l’ex consorte accuserà Magyar di violenze e di averla registrata, e in effetti nel marzo 2024 emerge una registrazione risalente al gennaio 2023 tra i due coniugi in cui la donna descrive come funzionari del governo abbiano chiesto ai pm di rimuovere nomi di politici da documenti relativi a un caso di corruzione.
Quanto basta per dare a Magyar il volto del “rivelatore di scandali” che è piaciuto molto alla gente stufa del sistema ormai marcio. Soprattutto, Magyar ha capito quanto sia cruciale essere vicini alla gente. Ha creato un sistema di “isole Tisza”, piccoli circoli di discussione fin nei più piccoli paesini, e in campagna elettorale ha visitato personalmente oltre 700 località fin nella più profonda e remota provincia. Raggiungendo così tantissime persone, anche elettori di Fidesz. Nell’aprile 2024 si è unito a un piccolissimo partito fino allora semisconosciuto, Tisza, appunto, che di colpo, grazie a Magyar, alle europee del giugno di quell’anno ottiene il 30%, diventando la seconda forza politica dietro Fidesz. È l’inizio della grande ascesa di Magyar, culminato nel trionfo di domenica.
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