L’ascesa dell’India tra le macerie dell’Ucraina: vola l’export di armi verso l'Europa

L'incremento registrato dall'inizio della guerra è stato superiore al 1.600%. A rischio il rapporto con la Russia?
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October 23, 2026
Visitatori indiani al Defence and Technology Expo 2023
Visitatori indiani al Defence and Technology Expo 2023/ ANSA
C’è un “attore” che si sta muovendo, con spregiudicatezza, dietro lo scenario di guerra in Ucraina. Sfruttando gli “spazi” aperti da una guerra che ormai si trascina da quattro anni e trasformando la crisi geopolitica europea in un’opportunità strategica ed economica. È l’India. Secondo i dati diffusi da Trade Data Monitor, dall'inizio dell'invasione russa dell'Ucraina, i produttori di armamenti indiani hanno inviato in Europa munizioni - tra cui proiettili d'artiglieria, colpi di mortaio, propellenti ed esplosivi - per un valore di almeno 872 milioni di dollari. Come scrive Bloomberg, siamo davanti a una “crescita esplosiva”: l’incremento è di oltre il 1.600% rispetto ai 49,2 milioni di dollari di armamenti esportati nel quadriennio precedente al conflitto. Il gigante asiatico è oggi “il secondo fornitore complessivo di armamenti verso l’Europa, superando la Corea del Sud e risalendo dalla 28ª posizione occupata quattro anni fa”.
Ma chi sono i clienti dell’“industria della morte” indiana? E dove finiscono le armi? Secondo la ricostruzione dell’agenzia Usa, tre quarti di tali forniture sono state destinate a un blocco di 13 Paesi dell'Europa orientale e centrale. Che, a loro volta, riforniscono di armi l’Ucraina, che continua a essere l’epicentro dei movimenti di armi. Come rilevato dallo Stockholm International Peace Research Institute (Sipri), il Paese “è stato il principale destinatario mondiale di armi di grosso calibro nel periodo 2021-2025, ricevendo il 9,7% delle importazioni globali totali di armi, rispetto allo 0,1% del periodo 2016-2020”.
«L’invasione russa dell’Ucraina ha generato una domanda vorace di proiettili e munizioni, e le aziende indiane ne stanno approfittando», ha spiegato a Bloomberg Walter Ladwig, politologo esperto di politiche di difesa nell’Asia meridionale presso il King’s College di Londra. «È stata la Russia a creare la domanda di mercato a cui le aziende indiane della difesa stanno rispondendo”, ha aggiunto.
Da sempre interprete dell’«autonomia strategica» e di una politica di non allineamento nei grandi conflitti, New Delhi ha guadagnato così ampi spazi di manovra. Ma la spregiudicatezza del gigante asiatico rischia di urtare contro un altro pilastro della politica indiana: la collaborazione energetica con la Russia. Modi e Putin si sono incontrati già due volte nel corso di quest’anno, esibendo grande amicizia e manifestando propositi di collaborare alla costruzione di un ordine globale alternativo. A Mosca non hanno gradito il riposizionamento dell’industria bellica indiana: il Cremlino ha formalmente sollevato la questione e protestato con le autorità di Nuova Delhi.
La sempre più agguerrita presenza indiana nello scenario ucraino si colloca in un più ampio movimento. Come scrive il sito Outlook Business, il Paese “sta gradualmente passando dall'essere uno dei maggiori importatori mondiali a un esportatore globale emergente, con una produzione nel settore della difesa che ha raggiunto la cifra record di 1,78 trilioni di rupie e un'impennata delle esportazioni a 38.424 crore di rupie nell'anno fiscale 2026”. Una crescita certificata dai numeri: secondo lo Stockholm International Peace Research Institute, l'India è stato il secondo maggiore importatore di armi al mondo tra il 2021 e il 2025, rappresentando l'8,2% delle importazioni globali di armi.
“Le forze armate del Paese continuano a dipendere da fornitori stranieri per tecnologie complesse come i motori avanzati per aerei da combattimento, i componenti per portaerei e i sistemi per sottomarini nucleari. Tuttavia, la composizione delle importazioni sta cambiando. La quota della Russia nelle importazioni indiane di materiale bellico è diminuita significativamente, passando dal 70% nel periodo 2011-2015 a circa il 40% negli ultimi anni, poiché l'India sta diversificando gli acquisti verso Francia, Stati Uniti e produttori nazionali”.

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