La campagna di Oxfam: «Tre richieste al governo italiano per il popolo palestinese»
L’iniziativa vuole chiedere completo accesso alla Striscia degli aiuti umanitari, una legge per vietare il commercio con le colonie illegali e la garanzia di processi di autodeterminazione per il futuro di Gaza e della Cisgiordania. Previste diverse mobilitazioni nei prossimi mesi

Sono passati 9 mesi dal cessate il fuoco che avrebbe dovuto stoppare le bombe israeliane su Gaza, eppure la situazione umanitaria nella Striscia rimane «catastrofica», come più volte l’Onu l’ha definita. Anche in Cisgiordania le comunità palestinesi sono sottoposte a una quotidiana violenza da parte dei coloni: gli insediamenti si espandono, nonostante due anni fa la Corte internazionale di giustizia li abbia definiti «illegali» e abbia chiesto alla comunità internazionale di agire per mettere fine a una pratica «contraria al diritto internazionale». Nulla è cambiato. Per fermare l’immobilismo delle istituzioni, l’organizzazione non governativa Oxfam ha lanciato una nuova campagna con alcune richieste precise al Governo italiano.
«Rischiamo un punto di non ritorno verso la sparizione definitiva della Palestina» spiega Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam-Italia. «Negare i diritti fondamentali del popolo palestinese significa indebolire i principi universali che proteggono tutti noi, ovunque» specifica l’organizzazione. Si chiede alle istituzioni di agire per consentire il pieno accesso alla Striscia di Gaza alle organizzazioni impegnate sul campo nell’assistenza e nel sostegno umanitario, «che soccorrono migliaia di famiglie allo stremo». Si chiede poi al governo di adottare una proposta di legge formulata dalla stessa organizzazione – sostenuta da una coalizione dei partiti di centro sinistra, da Pd ad Avs e M5s, e che ha per primi firmatari Elly Schlein, Angelo Bonelli, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni – che vuole stabilire un divieto all’importazione di merci e forniture di servizi che arrivano dagli insediamenti nei territori occupati della Cisgiordania. Si sollecita il riconoscimento dello Stato palestinese, accompagnato da un piano che salvaguardi i diritti fondamentali. La campagna, spiega l’organizzazione, «vuole coinvolgere in azioni di mobilitazione chiunque ritenga giusto ribadire il diritto dei palestinesi a essere autori esclusivi del proprio futuro, proprietari della loro terra, acqua, protagonisti della ricostruzione a Gaza». La pressione sul governo italiano e sulle istituzioni internazionali ha l’obiettivo di portare ad una «autodeterminazione» del popolo palestinese, con un pieno coinvolgimento in tutti i processi che riguardino il futuro della Striscia e la situazione in Cisgiordania. Nei prossimi mesi verranno organizzati incontri tra cittadini e istituzioni per ricordare le situazioni di Gaza, «resa invivibile» e della Cisgiordania, un territorio che – conclude Oxfam – «è talmente frammentato al punto che è impossibile delimitare i confini. In entrambi i contesti, si continua a sopravvivere a stenti». I cittadini possono partecipare lasciando il loro contatto sul sito creato appositamente per la campagna: si trova online cercando il nome dell’iniziativa, @Palestina - tutti i diritti riservati.
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