Giovani intrappolati, uscite di sicurezza inadeguate: la strage di Bangkok ricorda Crans-Montana
Il rogo sviluppatosi in un locale della capitale thailandese ha causato la morte di almeno 27 persone, con molti feriti e dispersi. Un'intensa fiammata orizzontale si è propagata all'ingresso dell'edificio, di solo un piano. La polizia: stiamo verificando se una via di sicurezza non fosse stata chiusa a chiave, si tratterebbe di un comportamento sconsiderato

Un devastante incendio è scoppiato la scorsa notte in un locale di Bangkok e ha causato almeno 27 morti, oltre al ferimento di una settantina di altre persone, 22 delle quali ricoverate in gravi condizioni. Sono inoltre giunte segnalazioni riguardo a circa 45 persone, presumibilmente presenti prima del rogo e di cui non si hanno più notizie. Ci vorrà tempo e una dolorosa raccolta di testimonianze tra i sopravvissuti per far luce sulle cause del disastro e sulle eventuali responsabilità di un rogo che riporta inevitabilmente alla mente il ricordo di quello di Crans-Montana dello scorso Capodanno con le sue 41 vittime e i suoi 115 feriti.
Il vicecapo della polizia di Bangkok, Panlop Aeromla, ha dichiarato che tra i feriti individuati vi è il proprietario del locale, ricoverato in terapia intensiva e al momento non può essere interrogato. Le salme delle vittime accertate sono state trasferite presso l'Istituto di Medicina Legale dell'Ospedale Generale della Polizia, dove i familiari potranno espletare le pratiche per l'identificazione e il rilascio delle salme in vista dei funerali.
Le immagini dell'incidente diffuse sui social mostrano un denso fumo uscire dall'edificio a un solo piano, prima che un'intensa fiammata orizzontale si propaghi violentemente dall'ingresso. Il cantante del gruppo che stava intrattenendo i clienti nella birreria Rong Beer Na Ladprao, nell’area di Chatuchak, tra le più vivaci quanto a vita notturna e shopping della capitale thailandese, ha segnalato di avere visto del fumo uscire da una centralina elettrica vicina al palco prima che scoppiasse l’incendio che si è diffuso rapidamente.
Le indagini in corso sul rogo mortale, stanno cercando di accertare se le uscite di sicurezza fossero adeguatamente segnalate, posizionate e sottoposte a manutenzione. Proprio nei pressi di una delle due sul retro sono stati trovati diversi clienti deceduti, probabilmente incapaci di uscire all’aperto dopo che, disorientati, avrebbero imboccato la porta dei bagni anziché quella dell’uscita vicina finendo intrappolati. «La polizia sta verificando se tale uscita fosse chiusa a chiave. In tal caso, si tratterebbe di un comportamento sconsiderato» ha affermato il capo della polizia nazionale, il generale Kittharath.
All’altra uscita posteriore si accedeva attraverso la cucina del locale. Difficile dire se la segnaletica di emergenza fosse adeguata, dato che è stata consumata dal fuoco, mentre la polizia dovrà stabilire se la maniglia della porta d’uscita, ora mancante, sia andata distrutta nell'incendio o se fosse già rotta in precedenza. Un passaggio minore che in emergenza avrebbe consentito un ulteriore deflusso verso l’esterno, è stato trovato parzialmente ostruito da scatole e scaffali, una condizione che, secondo il capo della polizia, confermerebbe «negligenza nella predisposizione delle misure di sicurezza per le emergenze».
Quello di Chatuchak è l'incendio più letale in Thailandia dopo il rogo che durante i festeggiamenti per il Capodanno, nel 2009 sempre a Bangkok, devastò il club Santika provocando la morte, in buona parte per asfissia, di 67 giovani clienti e dipendenti. Allora furono accertate le uscite bloccate, come pure parte delle finestre, e sull’emozione sollevata dal disastro furono imposte regole più severe ai gestori dei locali di intrattenimento che altri episodi hanno dimostrato successivamente essere sottovalutate o ignorate.
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