Il partito Jabloko fuori dalle urne ma vincente perché ha conquistato i giovani russi

L’unica formazione politica di opposizione e contraria alla guerra è stata esclusa dalle elezioni del 20 settembre Ma davanti al tribunale i ragazzi cantavano: «La notte finirà». Dal presidente Rybakov parole di speranza: «Siamo qui per la pace e ringraziamo quanti sono accorsi per sostenere la richiesta di mettere fine al più presto al bagno di sangue. L’importante è salvare vite umane»
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August 12, 2026
Il partito Jabloko fuori dalle urne ma vincente perché ha conquistato i giovani russi
Il presidente di Jabloko, Nikolai Rybakov, saluta i sostenitori. 
Sotto, il leader durante un’udienza alla Corte suprema/ Ansa
La notizia dell’esclusione dalle elezioni per il rinnovo della Duma di Jabloko, l’unico partito russo di opposizione e l’unico contrario alla guerra, ha trovato eco in alcuni media in Occidente. Meno interesse però ha suscitato la mobilitazione innescata da Jabloko, e non solo lunedì sera davanti al tribunale di Mosca che ha emesso la sentenza. Eppure, è proprio in questa mobilitazione che si possono trovare indizi per capire cosa serpeggia nella società russa: qualcosa che, da più parti, non si vuole vedere oppure si intende negare. Molti osservatori hanno commentato che chi pensava, con l’uccisione di Alekseij Navalny, di aver ucciso il desiderio di cambiamento si sbagliava. Navalny giace purtroppo nella sua tomba ma i giovani sono lì e quando è possibile, in ogni occasione che lo permetta, arrivano e si fanno vedere. Questo accade sotto gli occhi di tutti e non poteva essere tollerato. Con Jabloko è successo questo.
Era successo con le file infinite ai funerali di Navalvy e si era ripetuto quando alle elezioni presidenziali tentò di presentarsi Boris Nadezhdin, con il suo appello a mettere fine alla guerra. Migliaia di persone si presentarono per apporre la firma a sostegno della sua candidatura. Tanti giovani si misero in fila anche per portare l’ultimo saluto a Mikhail Gorbachev scomparso a pochi mesi dall’inizio dell’Operazione Speciale. In ognuna di queste occasioni, diverse ma accomunate dalla possibilità di esporsi relativamente senza pericolo di arresto, le generazione del futuro si sono fatte avanti nella speranza di poter contribuire.
Nella decisione del tribunale su Jabloko non è l’esclusione a sorprendere ma quello che è andato in scena davanti all’edificio, e non solo ieri ma a partire dalle settimane precedenti. C’è stato un vero e proprio effetto “palla di neve” – ma qui la palla è una “mela”: questo significa “jabloko” in russo –, che ha trovato terreno fertile soprattutto fra i giovani. La chiamata via social è passata da un account Instagram e Tik Tok all’altro, come se questi ragazzi – molti dei quali erano probabilmente minorenni al tempo dell’invasione russa dell’Ucraina – non aspettassero altro. Basta un segnale, un pertugio per potersi esprimere per la pace e per il cambiamento e loro arrivano.
Ma tant’è: hanno estromesso Jabloko dalle elezioni. Il presidente del partito Nicolai Rybakov però rivolgendosi alla folla subito dopo la decisione della Corte ha detto che ora ci sono secondo la legge cinque giorni per presentare ricorso e il suo partito sta già lavorando per procedere e sperare ancora di vedere riconosciuto il diritto a partecipare alla competizione elettorale. Dagli organi di comunicazione del partito si sottolinea che non si tratta infatti di una decisione finale e che al momento Jabloko è ancora nelle liste e che in ogni caso restano ammessi i candidati nei collegi uninominali e per questi sarà possibile votare. Esiste perciò una possibilità di esprimere il voto per la pace sostenendo questi candidati. Va ricordato che la leadership è stata esclusa dalla possibilità di candidarsi. Come nel caso di Maksim Kruglov vicepresidente del partito in carcere condannato a 7 anni di reclusione, o di Lev Shlossberg anch’egli in carcere. O come decine di altri candidati meno noti estromessi attraverso i più diversi escamotage. Resta quindi il fatto che oggi questa forza politica ha visto un crescendo incredibile di sostegno soprattutto dai giovani che hanno colto l’opportunità di coltivare una speranza: potersi esprimere contro la guerra. Lunedì una boccata di aria fresca davanti al tribunale si è respirata e centinaia di ragazzi hanno potuto condividere per qualche ora i loro sentimenti allo scoperto. Un bel segnale a riprova che un’altra Russia c’è e non vuole la guerra e chiede solo di potersi esprimere. Jabloko oggi è questo e ha offerto loro di farlo alla luce del giorno.
Per il regime e soprattutto per la parte dei cosiddetti falchi è troppo vitale per poterla sopportare. Rybakov ha dichiarato. «Prima di tutto siamo qui per la pace e ringraziamo tutti coloro che sono accorsi per sostenere la richiesta di mettere fine al più presto al bagno di sangue. Il fine di tutti coloro che sono venuti e che speriamo continueranno a impegnarsi con noi è il cessate il fuoco e salvare le vite umane. Questa per noi è la cosa più importante e su questa speranza investiremo le nostre forze insieme a voi. Non si deve lasciare spazio alla disperazione e bisogna mantenere viva la speranza».
Non è un caso che, in quella serata, i ragazzi cantassero le strofe di canzoni che da generazioni rappresentano la speranza. Come quella del cartone animato “I musicanti di Brema”: «La notte passerà, la mattina arriverà luminosa. Un velo di oscurità ha nascosto il raggio di sole dorato. E tra noi, ancora una volta, un muro è sorto all’improvviso... La notte passerà, verrà un mattino limpido; so che la felicità ci attende entrambi. La notte passerà, il tempo della tempesta finirà».

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