II "nuovo" Giappone ha grandi ambizioni militari. Ma mancano i soldati

Nonostante una inversione di tendenza registrata nel 2025, gli obiettivi restano largamente disattesi. I giovani possono contare su un ventaglio di possibilità lavorative molto ampio
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July 1, 2026
Ufficiali della Forza di autodifesa aerea giapponese
Ufficiali della Forza di autodifesa aerea giapponese/ ANSA
Ambizioni strategiche e militari sempre più spregiudicate. Un numero di soldati considerato come fortemente insufficiente. Il “nuovo” Giappone - quello che si sta progressivamente distaccandosi dall’anima pacifista di cui si era dotato dopo la Seconda guerra mondiale -, è sempre più stretto in questa tenaglia. Sotto la guida del primo ministro Sanae Takaichi, Tokyo sta accelerando i piani per aumentare la spesa per la difesa al 2% del Pil, sta sviluppando capacità di attacco a lungo raggio e sta espandendo il proprio ruolo operativo in un contesto regionale sempre più “movimentato”. Secondo gli analisti, questa ricalibratura strategica verso una deterrenza più attiva è dettata in gran parte dalla paura “per la modernizzazione militare cinese, l'attività missilistica nordcoreana e l'incertezza sulla capacità strategica a lungo termine degli Stati Uniti”.
Il cambio di passo urta però contro un vulnus strutturale: mancano i soldati. Una carenza che resta grave nonostante nel 2025 si sia registrata un’inversione di tendenza: le Forze di autodifesa giapponesi hanno reclutato 11.177 persone nell'anno fiscale 2025, superando per la prima volta in tre anni la soglia dei 10.000 effettivi e registrando un incremento di 1.453 unità rispetto all'anno precedente. Ma gli obiettivi fissati restano lontani.
Come scrive Asia Times, nell'anno fiscale 2023, la campagna di reclutamento si è fermata al 51% dell'obiettivo prefissato: 9.959 contro i 19.598 indicati, con un calo del 66% dell'anno precedente. “La carenza è stata resa ancora più evidente dalle ambizioni del governo stesso: l'obiettivo era stato innalzato rispetto ai precedenti 11.758 in linea con la spinta a rafforzare la difesa nazionale, eppure il numero effettivo di reclute è diminuito di quasi 1.800 unità”.
Qual sono le cause di questo progressivo “restringimento” che azzoppa i piani di grandeur giapponesi? A incidere è innanzitutto l’inverno demografico che, da anni, avvolge nelle sue spirali il Giappone. Dalla metà degli anni '90, la popolazione giapponese di età compresa tra i 18 e i 26 anni è diminuita di circa il 40%, e il numero di giovani adulti fisicamente idonei e reclutabili continuerà a ridursi per decenni.
Altro ordine di fattore è riconducibile allo scarso appeal della vita militare e all’ampio ventaglio di occasioni lavorative che si presenta ai giovani giapponesi. Come scrive il Geopolitical Monitor, “il mercato del lavoro giapponese è diventato estremamente competitivo, con datori di lavoro di tutti i settori che si contendono aggressivamente i lavoratori. Nell'anno fiscale 2023, per ogni neodiplomato in cerca di lavoro c'erano 3,52 offerte di lavoro, a dimostrazione di quanto sia diventato competitivo il mercato del lavoro giovanile. Storicamente, il servizio militare poteva rappresentare un percorso stabile per la mobilità sociale, soprattutto per coloro che avevano poche alternative. Questa logica si è indebolita”. I giovani giapponesi scelgono insomma una strada fatta di “salari più alti, maggiore flessibilità e minori rischi personali rispetto al servizio militare”.

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