Hind Rajab, la bambina di Gaza che chiedeva aiuto al telefono: ora Israele indaga sulla sua morte

di Luca Foschi, Ramallah
Uccisa a 5 anni il 29 gennaio 2024, la piccola rimase per tre ore e mezza in chiamata con la Mezzaluna Rossa mentre attorno a lei giacevano i corpi dei parenti prima che la sua macchina fosse crivellata di colpi. La sua storia ha ispirato il film che ha vinto il Leone d'Argento a Venezia
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August 19, 2026
La foto di Hind mostrata alla presentazione del film “La voce di Hind Rajab” alla Mostra di Venezia 2025/ ANSA
La foto di Hind mostrata alla presentazione del film “La voce di Hind Rajab” alla Mostra di Venezia 2025/ ANSA
Dopo aver completato l’analisi di diversi «incidenti operativi eccezionali» verificatisi nella Striscia di Gaza a partire dal 7 ottobre 2023, l’esercito israeliano ha ordinato ieri alla polizia militare di avviare le indagini sul caso di Hind Rajab, la bambina palestinese di cinque anni uccisa insieme a cinque parenti e a due soccorritori il 29 gennaio 2024. In cerca di rifugio dai bombardamenti che colpivano Gaza City, Hind si trovava a bordo dell’automobile su cui viaggiavano gli zii e quattro cugini quando centinaia di colpi di arma da fuoco hanno messo fine alla fuga. Agonizzante, circondata dai cadaveri, per tre ore e mezza la bambina è riuscita a mantenere un contatto telefonico con il centro operativo della Mezzaluna Rossa di Ramallah, avviato dalla cugina più grande Layan. La corsa dell’ambulanza inviata a salvarla è stata interrotta a 50 metri dall’auto da colpi che risulterebbero compatibili con i mezzi blindati israeliani presenti in quel momento nell’area. I corpi delle vittime sono stati recuperati solo dieci giorni dopo la morte.
La diffusione del drammatico dialogo con gli operatori, registrato, ha commosso e indignato la comunità internazionale, diventando più tardi materiale per il film La voce di Hind Rajab, vincitore di numerosi premi, fra cui il Leone d’Argento all’82esima Mostra del Cinema di Venezia. La scelta di includere l’incidente fra quelli meritevoli di indagine, spiega l’esercito israeliano, viene da «presunti fallimenti» nelle comunicazioni avvenute intorno al movimento dell’ambulanza. L’altro episodio di «significativa attenzione pubblica» reputato dall’Idf degno di accertamenti riguarda l’uccisione di 15 palestinesi, tra cui personale medico e un dipendente dell’Onu, a Tel al-Sultan, nel marzo 2025. Sono state escluse invece l’uccisione di due dottori di Medici senza frontiere a Khan Yunis nel febbraio del 2024, di altri due operatori a Gaza City nel novembre 2023, e la morte di sette operatori umanitari di World Central Kitchen a Deir al-Balah, nell’aprile 2024. In quest’ultimo caso le indagini interne condotte dall’esercito hanno appurato che la scorta creata intorno al convoglio della Ong non era composta da miliziani di Hamas, ma da uomini di una compagnia privata ingaggiati per proteggere il carico di aiuti. La decisione di colpire gli operatori umanitari sarebbe giunta dopo il tentativo, durato 30 minuti, di raggiungere l’organizzazione per una verifica. «Nonostante le gravi carenze nel processo che aveva portato alla valutazione secondo cui nei veicoli viaggiassero operatori di Hamas, le decisioni assunte dai comandanti non sollevavano un ragionevole sospetto di condotta criminale», ha dichiarato l’Idf.
L’esercito sottolinea che il processo di revisione dei casi, applicato in circa 150 occasioni dall’ottobre 2023, risponde agli obblighi previsti dalla legge israeliana e internazionale. Lo scorso febbraio un rapporto delle Nazioni Unite ha accusato le forze armate dello Stato ebraico di aver mantenuto durante la guerra di Gaza una condotta caratterizzata da un «pervasivo senso di impunità» intorno alle flagranti violazioni dei diritti umani. Continuano nel frattempo gli attacchi nella Striscia, responsabili della morte di oltre 1.200 persone dal “cessate il fuoco” proclamato il 10 ottobre 2025. A Nuseirat l’aviazione israeliana ha ucciso una persona che viaggiava su una motocicletta. Nel quartiere di Tuffah, a Gaza City, il bombardamento portato su una postazione della polizia avrebbe secondo i media palestinesi ucciso nove persone. Sarebbero due i comandanti di Hamas eliminati durante le operazioni, lanciate nell’arco di mezzora. Il proseguo delle uccisioni mirate dei rappresentanti del movimento islamico, e in particolare dei responsabili del 7 ottobre, è stato approvato dal Board of Peace durante l’incontro che l’Alto rappresentante Nikolay Mladenov e l’inviato speciale americano Jared Kushner hanno intrattenuto lunedì con il primo ministro Benjamin Netanyahu. Secondo le autorità sanitarie della Striscia fra le persone uccise ieri a Gaza City c’è anche Dana al-Jamasi, di 13 anni.

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