L'Italia proroga la sospensione di Schengen con la Spagna. E Madrid risponde
La decisione segue l'appello alla solidarietà lanciato dal premier spagnolo, Sanchez, alle autorità europee: «Per Madrid è mancata, a differenza di altri casi»

Roma proroga la sospensione degli accordi di Schengen con la Spagna per altri 15 giorni. E pazienza se la decisione arriva poco dopo l’appello di Pedro Sánchez alla solidarietà dell’Unione, con annesso riferimento al caso di Lampedusa. Poco importa anche se innesca una reazione uguale e contraria, proprio mentre a Ceuta tornano i disordini. Perché Giorgia Meloni ha deciso di condurre la sua battaglia europea sull’immigrazione con altri compagni (la Danimarca di Mette Frederiksen in testa) e Madrid può anche essere sacrificata sull’altare della sicurezza dei confini.
Prosegue, dunque, il braccio di ferro iniziato con gli arrivi di massa nell'enclave spagnola in Marocco. Ufficialmente per motivi di sicurezza: la decisione, fa sapere non a caso il Viminale in una nota, è stata assunta «in linea con l'analisi effettuata dal Comitato immigrazione e sicurezza delle frontiere e in ragione del permanere degli elementi che erano stati alla base» del provvedimento originario, quello dello scorso primo agosto. Ma al contempo, puntualizza il testo, «tenendo conto delle iniziative già avviate dalla Spagna insieme all'Unione Europea, affinché in quell'area la situazione possa avviarsi a una prossima normalizzazione». Va detto che dal ripristino dei controlli alle frontiere per chi proviene dalla Spagna, cioè dal primo di agosto a ieri, sono stati adottati in tutto 31 provvedimenti di respingimento, tra i quali 8 nei confronti di cittadini marocchini. Mentre 6 persone sono state tratte in arresto.
Numeri e valutazioni che il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha rappresentato al suo omologo spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, nel corso di «un costruttivo confronto telefonico».
Evidentemente, però, la telefonata tra i due titolari degli Interni non deve aver convinto Madrid: il governo spagnolo ha infatti deciso di prolungare per lo stesso periodo di tempo i controlli frontalieri dei passeggeri provenienti dall'Italia. E questo nonostante la precisazione di Piantedosi, che ha parlato di quella disposta oggi come «dell'ultima proroga», auspicando lui stesso che lo sia davvero, e ha persino lodato gli sforzi della Spagna per gestire l'emergenza. L'esecutivo guidato da Sánchez, fanno sapere fonti qualificate, ha scelto di agire in questa direzione «per reciprocità» con la decisione del governo italiano. Anche perché, come detto, la proroga italiana è arrivata a seguito di un appello accorato alla solidarietà dei partner europei lanciato dal premier spagnolo: «L'Europa deve essere solidale a Lampedusa, in Groenlandia e a Ceuta o alle Canarie», ha tuonato, «abbiamo bisogno della solidarietà dei Paesi centroeuropei e del Nord d'Europa. Perché nel caso della Spagna non c'è stata la solidarietà compatta dei Paesi Ue? Perché abbiamo un governo di coalizione progressista? O perché abbiamo una posizione rispetto a Gaza e ad altre questioni?». Un appello al quale, di fatto, Roma si è mostrata insensibile.
La proroga è stata salutata con favore dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, e da diversi esponenti del centrodestra. Il capo della Farnesina ha ricordato che si tratta di una misura «provvisoria», dovuta anche alla necessità di «garantire la sicurezza delle frontiere italiane ed europee e impedire qualsiasi infiltrazione, a cominciare da quella jihadista». Diverso il giudizio delle opposizioni, in particolare del M5s: con la scelta di Roma, attacca Vittoria Baldino, il Governo «si conferma un Esecutivo di incapaci», che «hanno fatto solo danni sull'immigrazione come su tanti altri dossier, sprecando anche un sacco di soldi con la pagliacciata dei centri in Albania. L'Italia con il Governo Meloni sta diventando lo zimbello d'Europa». «Solo bugie e propaganda», taglia corto il leader di Avs, Angelo Bonelli.
Intanto, a Ceuta sono scoppiati nuovi disordini, in particolare nel quartiere di Loma Colmenar, dopo l'ingresso di centinaia di persone rimaste accampate in strada nelle ultime settimane in una tensostruttura di accoglienza allestita dal governo. Secondo fonti della polizia, l'incidente è stato provocato dall'afflusso in massa di migranti che hanno scavalcato la fila di quanti erano già in attesa di entrare. La polizia è intervenuta con un ampio spiegamento di forze e gli agenti hanno sparato in aria colpi di arma da fuoco a scopo dissuasorio. Successivamente, gli agenti sono intervenuti per sgomberare l'area.
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