Dieci anni fa l'«Amoris Laetitia», spinta viva dell'oggi
Dal confronto sinodale è nato un orientamento che valorizza ascolto, prossimità e responsabilità per il rilancio del Vangelo dell’amore in famiglia

Dieci anni fa, l’8 aprile 2016, veniva resa pubblica l’esortazione apostolica Amoris Laetitia, dopo la firma di papa Francesco qualche giorno prima (19 marzo). Il testo recepiva i lavori di ben due Sinodi sulla Famiglia, tenutisi tra il 2014 e il 2015. Un lavoro complesso ed espressione di tutta la Chiesa, non solo del Pontefice che l’aveva pubblicata: una riflessione che partiva dall’ascolto delle famiglie, anche attraverso una consultazione dei fedeli. Anche per questo, a dieci anni di distanza, l’esortazione si sta affermando per quello che è, un rilancio del Vangelo dell’amore, e sta portando frutti nell’accoglienza alle famiglie e nell’annuncio della “buona novella” dell’amore cristiano nel matrimonio e nella famiglia. Già nel titolo si parla di “gioia” vissuta dalle persone che compongono le famiglie e di “giubilo” che la Chiesa vive nel vedere incarnato l’amore di Dio per l’uomo nella famiglia, e che la motiva a sostenere l’annuncio di questo amore e ad accompagnare il cammino delle famiglie.
Non sono mancate, in questo decennio, opposizioni al testo, legate sostanzialmente all’interpretazione di una nota del capitolo ottavo, ma una lettura completa del documento evidenzia piena continuità con il magistero precedente e mostra come l’esortazione sia un «rinnovamento creativo della tradizione», che vuole accompagnare gli sposi. Lo fa partendo dalla famiglia reale, con le sue fragilità e debolezze, evitando un’idealizzazione spesso eccessiva che a volte ha caratterizzato l’azione pastorale. Guardare le realtà familiari nella loro quotidianità e concretezza, ascoltarne i bisogni e i timori, confrontarli con la possibilità di avviare processi graduali di conversione e di perdono, tutto questo ha aperto spiragli dove in precedenza, con un atteggiamento difensivo, era larga la tendenza di moltiplicare gli attacchi al mondo decadente. Come spiega papa Francesco, si tratta invece di far risuonare nell’atteggiamento della Chiesa la predicazione e gli atteggiamenti di Gesù, che «proponeva un ideale esigente» e nel contempo «non perdeva mai la vicinanza compassionevole alle persone fragili come la samaritana o la donna adultera» (AL 38).
Possiamo dire che in questi anni è cresciuta la consapevolezza della comunità ecclesiale sulla necessità di trovare nuove e più efficaci modalità di ascolto, di vicinanza e di annuncio alle famiglie. E questa consapevolezza sta facendo crescere anche la soggettività delle famiglie, non più solo destinatarie di attenzioni e di azioni pastorali, ma esse stesse attrici e protagoniste di una nuova primavera dell’annuncio della buona novella, sia in campo pastorale sia nella società. Lo abbiamo sperimentato di recente in un incontro organizzato il 21 marzo scorso a Roma dal Forum delle Associazioni Familiari nazionale insieme con l’Ufficio Famiglia della Conferenza Episcopale Italiana, che hanno voluto celebrare questo decennale con un convegno che ha visto la partecipazione dell’associazionismo familiare e degli operatori pastorali di tante Diocesi italiane.
A una prima parte di approfondimento e di riflessione, a cui hanno portato i loro contributi padre Marco Vianelli (Direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia Cei), Giuseppe Notarstefano (presidente dell’Azione Cattolica italiana), Don Maurizio Gronchi (Università Pontificia Urbaniana) e Don Philippe Bordeyne (preside dell’Istituto Giovanni Paolo II), ha fatto seguito la condivisione di alcune esperienze nate a seguito di Amoris Laetitia, promosse sui territori dalle Diocesi di Terni (Centro Amoris Laetitia) e di Pisa (Cammino di Sicar) e da alcune associazioni (Azione Cattolica italiana, Incontro Matrimoniale, Associazione Papa Giovanni XXIII). Le conclusioni, curate da Pinella Crimì – vice-presidente del Forum delle Associazioni Familiari – e da Padre Marco Vianelli, hanno evidenziato come le strade aperte stiano già portando frutti e che l’azione coordinata di consacrati e fedeli laici sia la modalità più feconda, sia dal punto di vista pastorale sia nel campo sociale.
Amoris Laetitia è «un luminoso messaggio di speranza riguardo all’amore coniugale e famigliare», come ha ricordato papa Leone XIV nel messaggio del 19 marzo scorso per il decennale del documento, che ha dato impulso «allo studio e alla conversione pastorale della Chiesa». Nel ringraziare il Signore per quanto fatto, Papa Leone aggiunge che dobbiamo «chiedergli il coraggio di proseguire il cammino, accogliendo sempre nuovamente il Vangelo, nella gioia di poterlo annunciare a tutti». E perché questo non rimanga solo un desiderio o una raccomandazione, papa Leone ha deciso di convocare nell’ottobre 2026 i Presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo, per «procedere, nell’ascolto reciproco, a un discernimento sinodale sui passi da compiere per annunciare il Vangelo alle famiglie oggi, alla luce di Amoris Laetitia e tenendo conto di quanto si sta realizzando nelle Chiese locali». Non possiamo che accogliere con gioia e gratitudine questa decisione di papa Leone. Proseguiamo perciò il cammino con rinnovata convinzione, insieme a tante altre famiglie, a tanti pastori, religiose, battezzati che hanno ricevuto come noi questo dono e questa gioia, chiedendo al Signore che altri possano sperimentarli.
Forum delle Associazioni Familiari e Ufficio Famiglia Cei
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