«Non sei più quello di prima»: da dove ricomincia una coppia in crisi
di Luciano Moia
Mentre in tv il tradimento viene raccontato come una possibile cura alla noia coniugale, Aiuto Famiglia lancia una campagna che sta facendo migliaia di visualizzazioni su YouTube. Il segreto per ritrovarsi? Accettare che l’amore cambi, senza smettere di scegliersi

«Ma l’adulterio è una boccata d’ossigeno?». Era il titolo di uno sconclusionato dibattito andato in onda mercoledì scorso, ore 14, Raiuno, nel programma “La volta buona” condotto da Caterina Balivo, il cui argomento si incastra a meraviglia, come in contraltare, con quello scelto dall’associazione Aiuto Famiglia che nei giorni scorsi ha inaugurato la XIX Campagna nazionale per la promozione dell’armonia di coppia. La domanda di partenza infatti, come nel caso del programma Rai, è sempre la stessa: come rivitalizzare dopo tanti anni un rapporto di coppia che conosce momenti di stanchezza e di fatica? Le risposte, lo abbiamo capito, possono essere diverse ma vanno sostanzialmente a confluire in due filoni. C’è quello, all’apparenza più gettonato, che sollecita a cercare fuori dalla coppia quelle emozioni di cui si sarebbe persa traccia nelle relazioni coniugali. Il ritornello recita: che sarà mai, una piccola distrazione. Scherziamo, ma la tesi della scappatella benefica è da prendere molto seriamente. Perché chi la proclama – non solo nello spazio d’intrattenimento televisivo alle due del pomeriggio – o ignora il senso di quanto va narrando, o è in malafede. Tenendo per buona l’ipotesi, ricordiamo ai lieti divulgatori dei propri e degli altrui adulteri, che nessun matrimonio o convivenza ha mai tratto beneficio dal tradimento di uno dei coniugi. L’unico risultato certo di una relazione parallela, a parte la confusione morale, è quella di innescare meccanismi di disturbo più o meno laceranti nei rapporti con il proprio marito o la propria moglie che hanno un esito purtroppo scontato. La prima causa nelle disgregazioni coniugali che nel 2024, ultimo dato disponibile, hanno determinato 75.014 separazioni e 77.364 divorzi, sono proprio le “scappatelle”. Possibile che nessuno abbia mai spiegato agli ignari ospiti della “Volta buona” che dietro ogni famiglia che si sfascia, anche la più inconsapevole, ci sono tensioni, ansie, lacerazioni, sofferenze che, quando ci sono, si allargano poi ai figli con conseguenze quasi sempre pesantissime?
Ecco, sono proprio quei rischi che gli amici dell’associazione Aiuto famiglia hanno invece ben presente e che da 19 anni sono al centro delle loro campagne per aiutare le coppie a capire e superare i momenti difficili. Il tema di quest’anno, “Non è più come prima. È l’inizio di qualcosa di nuovo”, fotografa una delle condizioni spesso alla base della crisi. Quando la relazione comincia a perdere colpi, è frequente che lui o lei finisca per guardare in modo nostalgico i tempi passati e si lasci confondere dalla tentazione di recuperare l’immagine, spesso distorta, dell’amore che fu. «Cosa è successo? Non sei più quello di prima», è una delle frasi che si sente spesso ripetere in questi casi, come se l’illusione di ingessare modalità, espressioni, abitudini, parole, comportamenti fosse la garanzia di una relazione stabile nel tempo. Invece è vero il contrario. Quanto più i coniugi sanno cambiare e accettano i cambiamenti, nel gioco delicato, sottile e rispettoso della reciprocità, tanto più sarà possibile mantenere sempre vivo l’interesse l’uno per l’altra e andare oltre le inevitabili fatiche che, in tempi e modalità diverse, toccano ogni relazione. Aiuto famiglia racconta tutto ciò in modo semplice ed immediato, con un linguaggio diretto comprensibile. E i risultati si vedono. Negli ultimi sette giorni, gli shorts pubblicati sul canale YouTube dell’associazione hanno raggiunto quasi 20mila visualizzazioni. E tra i contenuti che hanno attirato maggiormente l’attenzione c’è il reel “Non sei più la persona che ho sposato”, che ha raggiunto circa 18 mila visualizzazioni e quasi altrettante su Meta.
Un altro reel della serie, “Sempre insieme… e litighiamo di più”, ha superato in breve tempo le 1.500 visualizzazioni su YouTube, confermando l’interesse per contenuti che partono da situazioni quotidiane e riconoscibili. «Ci ha colpito vedere come frasi molto semplici, che raccontano situazioni concrete della vita di coppia, riescano a fermare l’attenzione delle persone – osserva Aldo Vincenzo Delfino, presidente di Aiuto Famiglia –. È un segnale che il tema scelto non è astratto: molte coppie avvertono che qualcosa è cambiato, ma non sempre riescono a dirlo o a capire da dove ripartire». La campagna propone alle coppie anche un piccolo esercizio pratico: “10 minuti per il vostro nuovo noi”. L’invito è semplice, mettere da parte per dieci minuti telefoni e distrazioni e rispondere insieme a tre domande: «Che cosa è cambiato in noi? Che cosa vorremmo ritrovare? Quale piccolo passo possiamo scegliere insieme?». Non una soluzione preconfezionata, ma un’occasione per fermarsi, ascoltarsi e riconoscere che anche una relazione può cambiare senza necessariamente perdersi.
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