Spesa, per gli italiani la sostenibilità degli imballaggi non è più un optional

Secondo un’indagine condotta da Ipsos Doxa per Comieco, il 77% degli italiani è influenzato nelle sue scelte di spesa dalla riciclabilità del packaging
April 13, 2026
Spesa, per gli italiani la sostenibilità degli imballaggi non è più un optional
Ogni tanto il libro si giudica dalla copertina. E in qualche caso, non è una cattiva notizia. Secondo un’indagine condotta da Ipsos Doxa per Comieco, il consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi, il 77% degli italiani è influenzato nelle sue scelte di spesa dalla sostenibilità del packaging.  
Nonostante i primi fattori che orientano i consumi rimangano la qualità e il prezzo degli alimenti, riciclabilità, praticità dell’imballaggio e tipologia di materiale hanno un ruolo sempre più cruciale. Secondo il report presentato oggi a Parma in occasione dell’apertura della Paper Week 2026, infatti, il rapporto degli italiani con il cibo sta cambiando su diversi fronti.  
«La tradizione non è in discussione, la cucina domestica resta centrale ma si è arricchita di nuove abitudini e, soprattutto, di nuove attenzioni», ha spiegato Alberta Della Bella, Senior Researcher Ipsos Doxa Public Affairs. «L'imballaggio è uscito dall'invisibilità: è diventato criterio di scelta, veicolo di valori, strumento di fiducia. I consumatori premiano la sostenibilità percepita e la comunicazione chiara. La differenziata resta un pilastro del senso civico italiano, stabile da un decennio. È un contesto favorevole per chi innova con responsabilità e trasparenza». 
I numeri parlano chiaro: il 96% degli italiani legge le istruzioni relative alla raccolta differenziata sull’imballaggio. E tra i messaggi riportati sulla confezione, quello considerato più efficace è proprio “100% riciclabile”. Più diretto e comprensibile rispetto alle certificazioni tecniche o al claim “carbon neutral”.  
E se è vero che gli italiani prestano sempre più attenzione alla sostenibilità degli imballaggi, è anche vero che con questi hanno sempre più a che fare. Infatti, nonostante per l’83% degli italiani i pasti preparati in casa rimangano una pratica quotidiana, un italiano su due oggi utilizza il delivery (quota che tra i giovani di 18-30 anni sale al 73%), il take-away coinvolge il 63% della popolazione, mentre il consumo on-the-go il 48%. 
Per questo è così importante mettere i consumatori nelle migliori condizioni possibili per gestire il fine vita dei prodotti. In questo, i comportamenti che emergono dall’indagine sembrano virtuosi: il 74% degli intervistati si assegna un voto alto (8-10) sul proprio modo di fare la differenziata. Anche se l'88% ammette di ricorrere all'indifferenziato almeno qualche volta quando ha dubbi sul materiale, mentre il 72% ammette di farlo per fretta o comodità. Entrambe le percentuali sono più alte nella fascia dei giovani tra i 18 e i 30 anni: 94% nel primo caso, 85% nel secondo. E sono proprio loro che quando cercano informazioni, sono i più propensi ad andare "a intuito" – il 19% contro il 15% del totale campione – o a chiedere a qualcuno (20%, il doppio della media del 12%). In generale, a non avere mai dubbi su dove e cosa riciclare è solo il 4% degli italiani. Agire sull’ecodesign degli imballaggi, allora, oggi è fondamentale per ridurre i margini d’errore e rendere il riciclo una scelta semplice e immediata per tutti. 

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