Sostenibilità, la fiducia passa dalle verifiche. Oltre 100 mila le imprese certificate in Italia
di Antonio Fera
L’Osservatorio di Accredia con Prometeia: le aziende che adottano certificazioni e controlli indipendenti registrano risultati economici migliori. Per la collettività benefici stimati in 42,6 miliardi di euro tra il 2012 e il 2024

Come si dimostra che un'impresa mantiene davvero gli impegni presi sull'ambiente, sulla sicurezza o sulle condizioni di lavoro? È una domanda che banche, investitori e clienti pongono sempre più spesso alle aziende. Perché la sostenibilità, ormai, non è più soltanto una dichiarazione d'intenti. È diventata un elemento che può influenzare l'accesso al credito, le scelte di investimento e perfino la possibilità di entrare o restare nelle filiere produttive. Ed è da qui che parte il nuovo Osservatorio realizzato da Accredia (l'ente italiano di accreditamento) insieme a Prometeia (società di ricerca e consulenza economica), dedicato al ruolo delle certificazioni accreditate nell'economia e nella finanza sostenibile.
Oltre 100 mila imprese certificate
Lo studio fotografa innanzitutto la crescita delle imprese che scelgono di sottoporsi a verifiche indipendenti. Erano circa 75 mila nel 2012; oggi sono oltre 100 mila. Pur rappresentando una quota limitata del totale delle aziende italiane, generano oltre il 40% del fatturato complessivo del sistema produttivo. Un dato che racconta come questi strumenti siano ormai diffusi soprattutto nelle realtà più strutturate e maggiormente inserite nei mercati nazionali e internazionali.
Performance economiche migliori
Secondo la ricerca, le imprese certificate mostrano risultati economici mediamente migliori rispetto a quelle non certificate. I ricavi netti mediani raggiungono i 3,6 milioni di euro contro i 200 mila euro delle aziende prive di certificazione. Anche gli altri indicatori economici risultano più elevati: il margine operativo lordo si attesta al 12,7% rispetto all'8,9%, mentre il ritorno sugli investimenti raggiunge il 9,1% contro il 5,4%. È il caso delle certificazioni ambientali. L'analisi realizzata da Prometeia rileva che l'adozione della norma ISO 14001, uno dei principali standard per la gestione ambientale, è associata a una crescita del fatturato del 4,3% già nel primo anno, fino all'11,4% dopo due anni.
Credito, investimenti e dati verificabili
Ma il cuore dello studio riguarda soprattutto la qualità delle informazioni. Oggi chi concede credito o decide un investimento guarda sempre più non solo ai conti di un'azienda, ma anche a come gestisce l'impatto ambientale, le condizioni di lavoro, la sicurezza e gli aspetti organizzativi. Per questo cresce la richiesta di dati affidabili, verificabili e confrontabili. Le certificazioni, sostiene il rapporto, aiutano proprio a rendere più credibili le informazioni fornite dalle imprese e a costruire un rapporto di maggiore fiducia con il sistema finanziario.
Non solo immagine
Non si tratta soltanto di reputazione. Sempre più spesso l'accesso al credito, il rapporto con gli investitori e la partecipazione alle filiere produttive dipendono dalla capacità delle aziende di documentare con dati e controlli indipendenti ciò che dichiarano. In un contesto in cui la sostenibilità è entrata stabilmente nelle strategie economiche europee, il tema della verificabilità delle informazioni assume un peso crescente. Per banche e investitori, infatti, non basta sapere quali obiettivi un'impresa si pone: conta poter misurare i risultati raggiunti. Lo studio evidenzia anche un cambiamento nel modo in cui le imprese utilizzano questi strumenti. Se per anni le certificazioni hanno riguardato soprattutto la qualità dei processi produttivi e organizzativi, oggi cresce il peso degli aspetti ambientali e sociali.
Benefici per la collettività
L'impatto, secondo la ricerca, non riguarda soltanto le aziende. Tra il 2012 e il 2024 le certificazioni accreditate hanno generato benefici stimati in 42,6 miliardi di euro per la collettività, di cui 36 miliardi legati agli effetti ambientali e 6,6 miliardi a quelli sociali. Nel solo 2024 il beneficio è stato valutato in circa 5,5 miliardi di euro.
La sfida contro il greenwashing
Sul fondo c'è una questione che accompagna tutta la transizione ecologica: distinguere gli impegni reali dagli slogan. Per Accredia, il valore delle certificazioni sta proprio qui. Offrire verifiche indipendenti che aiutino a contrastare il greenwashing e a rendere più trasparenti i percorsi intrapresi dalle imprese. «La qualità delle informazioni ESG diventa una condizione essenziale per la definizione di metriche condivise e credibili», osserva il presidente di Accredia, Massimo De Felice. Una sfida che riguarda imprese, finanza e istituzioni. Ma che, in ultima analisi, riguarda anche i cittadini. Perché la credibilità della transizione ecologica passa dalla possibilità di verificare ciò che viene promesso e di riconoscere ciò che viene effettivamente realizzato.
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