Per le Pmi la sostenibilità non è più un optional

Il 41% delle piccole medie imprese europee implementa o sta implementando strategie di sostenibilità e il 68% la considera un vero vantaggio competitivo
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May 11, 2026
Per le Pmi la sostenibilità non è più un optional
Gli ostacoli non mancano, ma nonostante questo, la spinta delle piccole medie imprese verso l’impegno ambientale in questi anni non si è mai fermato. In Europa, il 41% di queste implementa o sta implementando strategie di sostenibilità. Una crescita di 7 punti percentuali rispetto al 2020. E non si tratta solo di una scelta etica: il 68% la considera un vero vantaggio competitivo
Negli ultimi cinque anni il ritmo della transizione ha registrato un rallentamento, senza però intaccare il ruolo ormai strutturale della sostenibilità all’interno delle Pmi. Restano però differenze significative tra i vari Paesi: rispetto al 2020 in Italia l’aumento è stato di 27 punti percentuali, in Spagna di 13, in Francia di 10 e in Ungheria di 8.  
I dati emergono dalla V edizione del White Paper realizzato da Generali in collaborazione con SDA Bocconi, basato su un’indagine condotta su 1.100 Pmi di tutta Europa. Lo studio è stato presentato oggi a Bruxelles insieme a SME EnterPRIZE, l’iniziativa promossa da Generali per valorizzare le piccole e medie imprese impegnate nella transizione sostenibile, premiando i cosiddetti “Eroi della Sostenibilità”. Per l’Italia, quest’anno il riconoscimento è andato a Diemmebi, azienda produttrice di mobili premiata per il suo impegno nella circolarità e per l’eccellenza dell’artigianato contemporaneo italiano. 
Secondo lo studio, a incidere in modo significativo sull’adozione di strategie sostenibili è soprattutto la dimensione aziendale: le Pmi che hanno tra i 50 e i 249 dipendenti hanno un tasso di attuazione del 56%, contro il 37% delle imprese più piccole, con 10-19 dipendenti. E a rappresentare un ostacolo oggi sono soprattutto le barriere istituzionali: la mancanza di supporto, di incentivi e di chiarezza normativa. Infatti, durante la fase di transizione le aziende denunciano di interfacciarsi con regole frammentate, requisiti poco chiari e obblighi sovrapposti.  
E se queste barriere rallentano il processo, sul piano finanziario i progressi negli ultimi anni sono incoraggianti. Le condizioni legate all’accesso al credito e alle coperture assicurative sono migliorate, raggiungendo rispettivamente il 57% e il 62% (+15 e +14 punti percentuali rispetto al 2022). Numeri che confermano la crescente convinzione che la sostenibilità possa tradursi in benefici finanziari concreti per le Pmi. 
Il White Paper dedica inoltre un focus specifico al rischio climatico. In questo evidenzia un aumento nella consapevolezza del rischio rispetto all’anno scorso: dal 50% al 55%. Nonostante questo, il 59% delle Pmi non è assicurato contro eventi estremi e il 74% non dispone di coperture per l’interruzione dell’attività. Una vulnerabilità presente soprattutto nel settore dei servizi, mentre industria, costruzioni e commercio registrano livelli più elevati di attenzione.  
Secondo le imprese intervistate, per accelerare davvero la transizione servirebbero soprattutto incentivi finanziari, fondi pubblici e una maggiore semplificazione normativa. Il 56% delle imprese, infatti, sostiene che gli incentivi pubblici non siano sufficienti e che ci sia una carenza di supporto istituzionale, mentre il 53% segnala l’assenza di un quadro normativo chiaro. Dal White Paper emerge inoltre la necessità di incentivi fiscali stabili e fondi agevolati europei e nazionali, insieme a condizioni di credito favorevoli legate a obiettivi di sostenibilità.  
«In un contesto globale sempre più incerto, rafforzare la resilienza delle Pmi non è solo una necessità, ma una priorità strategica per le nostre economie e le nostre società», ha commentato Philippe Donnet, ad del Gruppo Generali. «Questa trasformazione richiederà tempo, ma la direzione è chiara e restiamo determinati a sostenere la resilienza e la sostenibilità delle Pmi come investimento collettivo per la crescita e il benessere di tutti». 

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