
Scioperi in calo nel 2025, ma sono in controtendenza gli stop generali soprattutto per iniziativa di sigle minori e di base. «Il 2025 consolida la parabola discendente della conflittualità: con 1.020 astensioni effettuate (dalle 1.129 del 2023 alle 1.080 del 2024) si registra una flessione del 5,5% rispetto al 2024 e una contrazione del 9,6% nel triennio». È quanto indica la Relazione annuale della Commissione di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali, illustrata dalla presidente Paola Bellocchi alla Camera. «Spicca tuttavia - si sottolinea - il dato in controtendenza dello sciopero generale, le cui proclamazioni sono raddoppiate, passando dalle 17 del 2024 alle 33 nel 2025. Questo incremento, quasi interamente ascrivibile all'iniziativa di sigle minori e del sindacalismo di base, si è tradotto in 27 mobilitazioni effettivamente svolte, concentrate in nove giornate».
Inoltre quasi tre scioperi su quattro avvengono a livello locale. E il settore della mobilità passeggeri continua a generare circa un terzo dell'intera attività conflittuale, con il Tpl-Trasporto pubblico locale che conferma le maggiori criticità. «La conflittualità territoriale, alimentata da criticità aziendali o locali, si conferma il motore quotidiano della protesta - quasi tre scioperi su quattro avvengono a livello locale, rappresentando il 72,5% delle astensioni totali - ma appare più fluida e soggetta a mediazioni, con un tasso di attuazione del 61%. Al contrario - si legge ancora nella Relazione - lo sciopero nazionale resta l'approdo di vertenze più rigide e difficili da comporre, con un indice di attuazione del 70% (su 383 proclamazioni di azioni, ben 269 sono state effettuate)».
A livello settoriale, la riduzione delle proteste appare "strutturale" in comparti come il credito (-69,2%), il ferroviario (-50,0%) e l'igiene ambientale (-33,3%), grazie alla chiusura dei cicli contrattuali. Nel complesso, invece, il settore della mobilità passeggeri (che comprende Tpl, ferroviario, aereo e marittimo) «continua a generare circa un terzo dell'intera attività conflittuale monitorata dalla Commissione. In pratica più di uno sciopero su tre si concentra in questi settori. Tuttavia, le dinamiche interne - si sottolinea ancora nella relazione del Garante degli scioperi - rivelano tendenze divergenti: mentre il trasporto ferroviario e quello aereo mostrano chiari segnali di raffreddamento (con una riduzione delle astensioni effettive pari, rispettivamente, al 50% e al 18% nel biennio), il Tpl si conferma il settore più critico: sebbene gli scioperi siano rimasti pressoché stabili nel numero assoluto, ha registrato nel 2025 un netto incremento delle giornate interessate da astensioni, passate dalle 62 dell'anno precedente a 101, evidenziando una persistente difficoltà nella gestione delle relazioni industriali in questo ambito».
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