
L'8 agosto rappresenta una delle pagine più dolorose della storia del lavoro italiano e della Femca Cisl in particolare. Quel giorno del 1956 a Marcinelle, in Belgio, persero la vita 262 minatori, tra cui 136 connazionali. Quel giorno, di cui oggi ricorre il settantesimo anniversario, continua a risuonare in noi, che firmiamo i rinnovi del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro delle Attività Minerarie, con una responsabilità precisa: fare in modo che il lavoro sia sempre sinonimo di dignità, mai di rischio di non rivedere il cielo.
Ricordare quella tragedia non significa dunque soltanto rendere omaggio al sacrificio del lavoro italiano nel mondo, come si fa ogni 8 agosto. Vuol dire interrogarsi su quanto è stato fatto e su quanto resta ancora da fare per garantire ambienti di lavoro più sicuri, soprattutto nei settori più complessi e ad alta intensità di rischio, come quello minerario ed estrattivo. Tra gli obiettivi raggiunti: il libretto formativo, la gestione dei tempi di lavoro per la prevenzione del rischio, il coinvolgimento rafforzato degli RLS e la sorveglianza sanitaria, l’assistenza sanitaria integrativa interamente a carico dell’azienda, la previdenza e le tutele assicurative potenziate e la Giornata Annuale HSE, oltre a impegni concreti su inclusione, contrasto alle molestie e diritti umani.
Come Femca Cisl rappresentiamo lavoratrici e lavoratori che operano con 20 contratti diversi, ogni giorno, in contesti nei quali salute e sicurezza non possono essere considerate un adempimento formale, ma devono costituire il fondamento dell'organizzazione del lavoro, con il miglioramento delle tutele, il rafforzamento della prevenzione, la promozione di una cultura della sicurezza sempre più diffusa.
Cultura che non può prescindere dall’innovazione. Non dobbiamo avere paura delle nuove tecnologie, quando sono progettate e utilizzate per proteggere le persone. Sistemi di monitoraggio avanzati, sensoristica, intelligenza artificiale e strumenti di analisi possono contribuire a prevenire incidenti che, in passato, sarebbero stati inevitabili.
Un caso concreto arriva dalla Computer Vision sviluppata nei siti industriali di Eni e Saipem, capace di individuare tempestivamente anche piccole emissioni di gas. Tecnologie di questo tipo consentono di intervenire prima che una perdita possa trasformarsi in un'esplosione, provocando danni alle persone e all'ambiente. Solo un esempio per ricordare che l'innovazione, se governata correttamente, può diventare un alleato fondamentale anche del mondo del lavoro.
Tuttavia comprendiamo le preoccupazioni che spesso accompagnano l'introduzione di nuove tecnologie. Il timore che possano trasformarsi in strumenti di controllo dei lavoratori è reale e non va sottovalutato. Ma gli incidenti sul lavoro ci insegnano che non possiamo rinunciare a strumenti che salvano vite. La sfida, ancora una volta, è governare l'innovazione, non subirla.
È qui che il ruolo del sindacato diventa decisivo. Per la Cisl e la nostra federazione, la partecipazione è il metodo attraverso il quale innovazione e diritti possono crescere insieme. Le tecnologie devono essere introdotte con regole condivise, trasparenza e coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori. L’introduzione nel nostro ccnl Energia, di figure come il rappresentante di sito per la
sicurezza, che estende la propria azione di tutela anche ai lavoratori delle imprese in appalto e subappalto, dimostra come sia possibile rafforzare la prevenzione lungo tutta la filiera produttiva.
Non dobbiamo dimenticare, però, che nessuna tecnologia può sostituire la responsabilità delle persone. I dati INAIL indicano che circa l'80% degli incidenti sul lavoro presenta una componente comportamentale: si sbaglia perché non si conosce il rischio, perché si sottovaluta il pericolo o perché si adottano comportamenti non corretti. È un dato che richiama tutti – imprese, lavoratori e organizzazioni sindacali – a investire sempre di più nella cultura della prevenzione.
Per questo la parola chiave resta una: formazione. Una formazione continua, aggiornata e capace di accompagnare l'evoluzione delle tecnologie e dell'organizzazione del lavoro, ancora di più oggi, nell'epoca dell'intelligenza artificiale, con la necessità di sviluppare nuove competenze. L'AI può aiutarci a individuare rischi, prevedere anomalie e migliorare gli standard di sicurezza, ma non può sostituire il giudizio, la consapevolezza e la responsabilità delle persone. Non dobbiamo spegnere il senso critico affidandoci completamente agli algoritmi. Dobbiamo invece imparare a utilizzare le tecnologie come strumenti al servizio della persone, della loro salute e sicurezza.
Questo è il significato più attuale della memoria di Marcinelle. Trasformare il ricordo in impegno quotidiano, investendo nella prevenzione, nella formazione, nell'organizzazione del lavoro e nell'innovazione tecnologica, con il contributo attivo delle lavoratrici, dei lavoratori e delle loro rappresentanze. La sicurezza deve essere un valore condiviso e una responsabilità comune. È questo l'impegno che come Femca Cisl continueremo a portare avanti, con spirito di partecipazione e con la convinzione che tutela della persona, sviluppo industriale e innovazione possano e debbano camminare insieme.
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