giovedì 22 aprile 2021
Oggi si celebra la 51esima edizione della Giornata della Terra. Covid e lockdown non hanno migliorato le condizioni del Pianeta. A livello globale le emissioni di CO2 tornati sopra livelli pre-Covid
L'appello ai leader mondiali: «Priorità alla sfida climatica»

Ansa

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L’emergenza è ancora lì. Minacciosa. Aggressiva. Nonostante il mondo sia rimasto chiuso per quattordici mesi. Nonostante il Covid e l’inevitabile lockdown. I dati fanno ancora paura. Anzi più paura. A livello globale, le emissioni di CO2 sono nuovamente al di sopra dei livelli pre-pandemia. Non c’è insomma la 'guarigione della natura' che qualcuno si aspettava. C’è una sfida che si rinnova. C’è la disperata necessità di ridurre drasticamente le emissioni del 45 per cento entro il 2030 per mantenere il surriscaldamento globale entro 1,5°C. Il senso della Giornata Mondiale della Terra prende forma dietro le parole di Kathleen Rogers, Presidente di EarthDay.org: «Dobbiamo esigere che i nostri leader mondiali si impegnino sul versante climatico con misure su scala globale. Siamo sull’orlo del precipizio: se non agiamo ora per ridurre le emissioni di carbonio, non saremo più in grado di correggere la situazione».

Il mondo riflette. Si interroga. E si mobilita. Ancora una volta dopo 51 anni da quando il senatore e ambientalista statunitense Gaylord Nelson inventò, nel 1970, il primo Earth Day. Una scelta forte, coraggiosa, quasi obbligata, per sottolineare l’importanza di acqua e aria pulita, in seguito alla fuoriuscita di petrolio del 1969 a Santa Barbara, in California. Quel giorno 20 milioni di persone (il 10 per cento dell’intera popolazione Usa di allora) scesero per le strade in tutti gli Stati Uniti. Ora siamo al 51esimo compleanno. Gli organizzatori hanno organizzato una tre giorni sul clima, dal 20 aprile a oggi. Ma è molto probabile che l’intera settimana precedente – chiamata anche Earth Week – sarà dedicata interamente alle tematiche ambientali. Ecco la scossa. Ecco il mondo che si muove e mette la lente sulle questioni ecologiche più urgenti: la crisi climatica, l’inquinamento atmosferico, la deforestazione. Joe Biden ha invitato 40 leader mondiali a partecipare ad un summit virtuale oggi e domani per enfatizzare la necessità di azioni più forti in favore del clima. A causa della pandemia il summit avverrà in diretta streaming.

Si muove in mondo e si muove l’Italia. Con la forza di #OnePeopleOnePlanet. Con il pressing di questa maratona multimediale che per due anni ha preso il posto del progetto Villaggio per la Terra (inaugurato da Papa Francesco nel 2016 all’indomani dello storico accordo del clima su Parigi) e ha raggiunto centinaia di milioni di persone nel mondo. Un esempio straordinario di servizio pubblico. Tredici ore di diretta televisiva (oggi dalle 7.30 di mattina alle 20.30 live su RaiPlay) per dare voce a centinaia di associazioni in campo, fuori da ogni logica economica e decisi a promuovere la tutela del Pianeta come valore assoluto ed imprescindibile. I messaggi si accavallano e i Giovani per la Terra sono i veri protagonisti. Nell’autunno del 2021 è previsto l’evento speciale Youth4Climate: Driving Ambition voluta dal Governo italiano nell’ambito della COP 26 di Glasgow. Oggi #OnePeopleOnePlanet è stato ufficialmente inserito dal Ministero della Transizione Tecnologica nel programma della Giornata. L’Italia e il mondo. Ponti verso il 2030 è il modulo internazionale di #OnePeopleOnePlanet con collegamenti da diverse parti del pianeta (Brasile, Repubblica Democratica del Congo, Stati Uniti …) per mettere in luce l’enorme sforzo di tanti 'eroi' della terra che lavorano per lo sviluppo sostenibile e per la salvaguardia dell’ecosistema. Personaggi noti e volti sconosciuti, storie di vita, battaglie civili, dimensioni locali e globali, prospettive e scenari futuri: tutto calato in un dialogo aperto tra i cinque continenti per la costruzione di un futuro migliore. C’è poi un terzo messaggio dietro la maratona tv: innovazione per lo sviluppo sostenibile. È dietro questa parola, innovazione, che prende forma la speranza per uscire da questa crisi. Innovare e consumare innovazione vuol dire definire il nostro futuro.

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