Neve SGR investe sull’innovazione italiana

di Carola Mariotti
La società di Venture Capital controllata dal gruppo Intesa San Paolo ha raccolto fondi per 600 milioni, che verranno investiti in "aziende innovative"
Google preferred source
September 30, 2026
Neve SGR investe sull’innovazione italiana
Il meeting annuale si è tenuto all'interno delle Officine Grandi Riparazioni di Torio, alla presenza di investitori, imprenditori e manager /Intesa SP
L’innovazione cerca (e trova) respiro nel capitale privato. Dal 2020 ad oggi, nonostante la pandemia e la situazione geopolitica globale instabile, Neva SGR – società di venture capital gestita totalmente dal Gruppo Intesa Sanpaolo – è riuscita a raccogliere complessivamente 600 milioni di euro di capitale, tramite i sei fondi di venture capital che gestisce: Neva First, Neva First Italia, Fondo Sviluppi Ecosistemi di Innovazione, Neva II, Neva II Italia e Fondo Neva II Parallelo Lombardia. 
 La SGR ha presentato oggi alle Officine Grandi Riparazioni di Torino, in occasione del meeting annuale intitolato “Connettiamo l’innovazione alla crescita”, i risultati di sei anni di attività di fronte a rappresentanti del settore industriale, investitori e fondatori di start-up. La destinazione finale dei fondi raccolti finora? Supportare società altamente innovative in Italia e all’estero e ampliare i fondi italiani dedicati allo sviluppo dell'innovazione.Il bilancio delineato dall’amministratore delegato Mario Costantini e dal presidente Luca Remmert delinea una strategia mirata: 273 milioni di euro sono già stati investiti in oltre 50 realtà, tra società ad alto contenuto tecnologico in Italia e all’estero. Inoltre, Neva SGR ha incassato 55 milioni di euro dalle vendite di quote societarie a seguito della loro valorizzazione. «I nostri fondi di venture capital sono tra gli strumenti più efficaci e trasparenti per consentire agli investitori di accedere e contribuire all’innovazione attraverso un adeguato livello di diversificazione del rischio», ha commentato Remmert, presidente di Neve SGR, a margine del meeting. 
Al di là delle cifre di bilancio, l’evento ha messo in luce le tendenze industriali su cui si stanno concentrando i capitali di rischio italiani. Il portafoglio di Neve SGR spazia infatti dai settori tradizionalmente presidiati dal venture capital ad ambiti ad alta intensità di capitale scientifico e infrastrutturale. Sul fronte delle scienze della vita e della medicina personalizzata figurano realtà come Tr1x, AAVantgarde Bio e Kamau Therapeutics, aziende impegnate nello sviluppo di terapie geniche e cellulari per malattie rare e patologie autoimmuni. Nel comparto dell’economia spaziale e delle infrastrutture di comunicazione orbitale operano D-Orbit e Leaf Space. La transizione energetica è invece rappresentata da Energy Dome, specializzata nell'accumulo di energia a lunga durata tramite la valorizzazione dell’anidride carbonica. Completano il quadro le piattaforme digitali XFarm Technologies e Desk Bird, che si occupano rispettivamente della digitalizzazione della filiera agricola e di strumenti per la gestione aziendale. 
 L’obiettivo della promozione dei fondi di venture capital non risponde solo a logiche di rendimento finanziario e diversificazione del rischio per gli investitori, ma vuole creare nuove filiere industriali che si integrino con il tessuto economico e produttivo europeo. «Se vogliamo che il nostro Paese continui a essere protagonista nel futuro, dobbiamo contribuire alla nascita e allo sviluppo di nuove filiere industriali e tecnologiche, individuando e supportando imprenditori e aziende che abbiano la visione, il talento e la capacità di diventare i campioni di domani», ha concluso Remmert.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire