Il benessere organizzativo ai tempi dell'intelligenza artificiale
Ecco come passare dalle logiche di controllo a modelli basati sul coinvolgimento e sull'autonomia consapevole dei dipendenti. Ne parla l'esperto Tomas Barazza

Con l’accelerazione del lavoro guidata dall’Ia-Intelligenza artificiale, il benessere organizzativo diventa una variabile critica. Cosa accade quando le aziende performano all’esterno, ma faticano internamente? Dai dati del Supernova Index 2025, l’analisi che monitora oltre 80 agenzie, emerge un forte divario: l’Nps clienti (Net Promoter Score, ovvero la metrica che indica la fedeltà e la soddisfazione dei clienti) è molto alto (75), ma l’Employee Nps (la metrica che misura la fedeltà e il coinvolgimento dei dipendenti) risulta più basso (48), segnale di carichi e modelli organizzativi sotto pressione. La direzione è chiara: passare da logiche di controllo a modelli basati sul coinvolgimento e la condivisione dei processi.
«Lo scollamento tra la percezione dei clienti e la tenuta dei team è il segnale di un modello di crescita a debito operativo. Molte agenzie oggi raggiungono risultati eccellenti verso l'esterno solo grazie a un enorme sforzo individuale, ma questo approccio smette di funzionare quando l'organizzazione cresce o quando l'intelligenza artificiale impone ritmi di produzione più serrati. Il vero salto di qualità è gestionale. Un'agenzia è veramente solida quando il suo sistema operativo è in grado di assorbire la complessità senza scaricarla sulle persone», spiega Tomas Barazza, ceo & fondatore della tech company wethod e managing director dell'Innovation design studio Maize, del gruppo Jakala.
Migliorare la performance non significa spingere le persone a produrre di più, ma ridurre l'attrito organizzativo. I dati del Supernova Index promosso da wethod mostrano che l’inefficienza spesso nasce da modelli "opachi", in cui le informazioni restano concentrate ai livelli più alti e costringono i team a continui passaggi burocratici. «La leva chiave è la progettazione della trasparenza - sottolinea il manager - . La performance migliora quando si passa da una gestione basata sul controllo gerarchico a una basata sull'autonomia consapevole, in cui ogni collaboratore, avendo accesso ai dati reali dei progetti, può prendere decisioni rapide e responsabili. La vera efficienza si ottiene quindi quando l'organizzazione mette le persone nelle condizioni di auto-organizzarsi, riducendo così il carico cognitivo e liberando tempo da reinvestire in attività ad alto valore strategico. È proprio questo il principio su cui abbiamo costruito wethod: rendere le informazioni accessibili per trasformare la gestione operativa in un processo distribuito e consapevole».
La reputazione esterna è il riflesso diretto della solidità dei processi interni. Il divario riscontrato nell’Index tra la soddisfazione dei clienti (NPS 75) e quella dei team (NPS 48) indica che molte agenzie garantiscono l'eccellenza attraverso uno sforzo individuale che, nel lungo periodo, diventa insostenibile. Proteggere la propria reputazione significa innanzitutto garantire la continuità del servizio e la stabilità dei team. Un'agenzia solida non può basarsi sull'eroismo del singolo o sulla gestione costante delle emergenze, ma deve puntare sulla prevedibilità dei risultati. Quando i processi sono chiari e il carico di lavoro è sostenibile, l'agenzia non è più solo un "esecutore di task", ma acquisisce l'autorevolezza necessaria per sedersi al tavolo come partner strategico. La reputazione si difende progettando un'organizzazione capace di assorbire la complessità del mercato senza scaricarla sulle persone.
«I dati del Supernova Index dimostrano che l’equilibrio è possibile e si manifesta in due modelli organizzativi virtuosi. Il primo è quello delle "micro-eccellenze", ovvero agenzie con meno di 20 collaboratori che raggiungono il punteggio massimo di soddisfazione interna (Employee NPS 100). In queste realtà, l'indice di Ownership è altissimo: non esiste una netta separazione tra chi pianifica e chi esegue. Ogni membro del team partecipa attivamente al monitoraggio e alla gestione dei progetti, sentendosi direttamente responsabile del successo economico e qualitativo del lavoro. Il secondo modello riguarda invece le agenzie di medie dimensioni che sono riuscite ad aumentare il volume d'affari mantenendo indici di benessere interno superiori a 70. Il loro fattore differenziante, misurato dal parametro Openness, è la condivisione sistematica delle informazioni, che rende la gestione operativa un processo realmente partecipato e trasparente, riducendo l’incertezza e permettendo di crescere senza compromettere la cultura aziendale o la qualità del servizio», conclude Barazza.
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