Ecco come si diventa consulenti tecnici nei procedimenti giudiziari

Al via la prima edizione dell’executive master in "Consulenza tecnica giudiziaria" rivolto a ingegneri e architetti. Iscrizioni entro l'11 dicembre
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November 6, 2026
Ecco come si diventa consulenti tecnici nei procedimenti giudiziari
Il professore Orazio Baglieri, coordinatore del master
La complessità crescente dei procedimenti giudiziari rende sempre più necessario il contributo di competenze tecniche specialistiche, in particolare nei casi che richiedono di analizzare opere, infrastrutture, impianti, danni, responsabilità progettuali o valutazioni di natura ingegneristica e architettonica. In questi contesti, il ruolo del Ctu-Consulente tecnico d’ufficio e del Ctp-Consulente tecnico di parte è centrale per fornire al giudice e alle parti gli elementi tecnici necessari alla corretta valutazione delle questioni oggetto del procedimento. Una funzione che richiede una conoscenza specifica delle procedure e delle dinamiche del sistema giudiziario.
Il quadro professionale dei consulenti tecnici sta inoltre attraversando una fase di profonda trasformazione. Con il passaggio dagli albi cartacei dei singoli tribunali al nuovo Albo telematico nazionale, il numero dei professionisti registrati si è fortemente ridotto: fino al 2023 gli Albi dei tribunali contavano complessivamente oltre 183mila Ctu e periti, mentre ad agosto 2026 gli iscritti al nuovo Albo telematico dei Ctu erano poco più di 58mila.
È in questo scenario che la formazione specialistica assume un ruolo strategico, soprattutto per gli ingegneri e gli architetti chiamati a mettere le proprie competenze al servizio della giustizia. Per rispondere a questa esigenza, la Scuola di Master e Formazione Permanente del Politecnico di Torino propone la prima edizione dell’executive master in Consulenza tecnica giudiziaria, un percorso di alta formazione pensato per integrare competenze tecniche, giuridiche e procedurali e preparare professionisti in grado di affrontare con metodo e consapevolezza l’intero processo della consulenza tecnica, sia come Ctu sia come Ctp. Il programma combina la formazione accademica del Politecnico di Torino con il contributo di magistrati, avvocati, ingegneri e architetti, anche attraverso il coinvolgimento dell’Associazione Torino Giustizia, e propone un approccio fortemente applicativo, basato sull’analisi di casi reali e su un innovativo laboratorio Moot Court, nel quale i partecipanti potranno sperimentare direttamente le dinamiche di un procedimento giudiziario.
«Nei procedimenti giudiziari che affrontano questioni tecniche particolarmente complesse, il contributo di un professionista qualificato può offrire una lettura più precisa e puntuale delle dinamiche e degli elementi oggetto di valutazione. Con questo executive master vogliamo fornire a ingegneri e architetti gli strumenti necessari per mettere le proprie competenze tecniche al servizio della giustizia, integrandole con una solida preparazione sulle procedure e sulle modalità di interazione con il giudice e con le parti - spiega il professore Orazio Baglieri, coordinatore dell’executive master  in Consulenza tecnica giudiziaria -. Il punto di forza del percorso è il suo approccio fortemente applicativo: accanto alla formazione teorica, il laboratorio Moot Court permette ai partecipanti di confrontarsi con un caso concreto e di sperimentare direttamente, in un contesto che riproduce l’aula di tribunale, le dinamiche e le responsabilità proprie della consulenza tecnica giudiziaria».
«Con questo master il Politecnico di Torino conferma la propria vocazione a mettere le competenze tecnico-scientifiche dell’Ateneo a servizio delle istituzioni e della collettività. Vogliamo essere sempre più un partner tecnico della pubblica amministrazione, capace di offrire conoscenze, professionalità e strumenti per affrontare anche gli ambiti più complessi dell’azione pubblica. La gestione della giustizia rientra pienamente in questa prospettiva: formare professionisti in grado di supportare il sistema giudiziario con competenze tecniche qualificate nell’uso delle nuove tecnologie significa contribuire a rafforzare il rapporto tra sapere universitario, istituzioni e società. L’executive master in Consulenza tecnica giudiziaria rappresenta in questo senso un esempio concreto di come l’expertise del Politecnico possa tradursi in una formazione specialistica a supporto di funzioni dello Stato», aggiunge il rettore del Politecnico di Torino Stefano Paolo Corgnati.
Il piano didattico del master
Il percorso formativo è progettato per fornire a ingegneri e architetti le competenze necessarie per svolgere incarichi di Ctu e Ctp con rigore metodologico e piena consapevolezza delle responsabilità connesse al ruolo. Il piano didattico si articola in quattro aree – Elementi di Diritto, Metodologia della Consulenza Tecnica, Approfondimenti Specialistici e Laboratorio Moot Court – e affronta le diverse dimensioni, tecniche e giuridiche, dell’attività peritale. Dalla corretta interpretazione del quesito posto dal giudice alla gestione del contraddittorio, fino alla redazione degli elaborati peritali, il percorso approfondisce procedure, responsabilità e metodi operativi di Ctu e Ctp, affiancandoli allo studio dei principi fondamentali dell’ordinamento giuridico e della procedura civile e penale. Gli approfondimenti specialistici spaziano dai danni strutturali, ai reati ambientali, dalla salute e sicurezza sul lavoro agli incidenti rilevanti e ai sinistri stradali, includendo inoltre il Codice dei contratti, l’estimo e le valutazioni, la responsabilità amministrativa degli enti e gli aspetti tecnico-legali connessi all’impiego delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, fino alle frodi informatiche.
Il laboratorio che simula un processo al Palazzo di Giustizia
Al termine delle attività didattiche, sviluppate attraverso l’analisi e l’applicazione a casi reali, i partecipanti saranno coinvolti in un innovativo laboratorio esperienziale Moot Court, pensato per portare la formazione direttamente nel contesto giudiziario. I corsisti potranno sperimentare in prima persona le dinamiche di un procedimento, assumendo i ruoli di Ctu, Ctp e consulenti del pubblico ministero e confrontandosi con le diverse fasi dell’attività peritale, dalla formulazione dell’incarico alla discussione in udienza. Un’esperienza immersiva che permette di mettere alla prova sul campo le competenze acquisite e di comprendere concretamente responsabilità, modalità di interazione e dinamiche proprie della consulenza tecnica giudiziaria.
Le iscrizioni sono aperte fino alle ore 14 dell’11 dicembre 2026.
Maggiori informazioni su requisiti di iscrizione, modalità del bando e scadenze sono disponibili su:  Consulenza Tecnica Giudiziaria | Politecnico di Torino.   

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