La transizione di Eni prende forma tra energia, tecnologia e territori

La sostenibilità di Eni corre lungo un crinale preciso: tenere insieme sicurezza energetica, trasformazione industriale e creazione di valore condiviso.
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May 19, 2026
La sostenibilità di Eni corre lungo un crinale preciso: tenere insieme sicurezza energetica, trasformazione industriale e creazione di valore condiviso. È questo il filo conduttore di "Eni for 2025 - A Just Transition", la ventesima edizione del report volontario di sostenibilità del gruppo, che rendiconta i risultati raggiunti nell’anno e le azioni avviate verso una transizione energetica giusta per le persone e per i territori. Il documento fotografa un percorso che non viene presentato come una successione di iniziative separate, ma come parte integrante del modello di business.
Le direttrici sono cinque: neutralità carbonica al 2050, protezione dell’ambiente, valore delle persone, alleanze per lo sviluppo e sostenibilità nella catena del valore. In questo schema la sostenibilità non è un capitolo laterale, ma il modo in cui l’azienda prova a governare la propria trasformazione in uno scenario segnato da volatilità geopolitica, domanda di energia ancora in crescita e necessità di ridurre progressivamente l’impronta emissiva. Nel messaggio che accompagna il report, l’amministratore delegato Claudio Descalzi parla di un modello industriale che combina "business tradizionali e nuove fonti energetiche" e unisce innovazione tecnologica, efficienza operativa e integrazione lungo la catena del valore.
Per Eni la transizione passa da una pluralità di soluzioni: il gas naturale resta rilevante per sicurezza e accessibilità degli approvvigionamenti, mentre crescono rinnovabili, biocarburanti, cattura e stoccaggio della CO₂, economia circolare e tecnologie di frontiera. Il primo capitolo è quello della decarbonizzazione. Nel 2025 le emissioni nette di gas serra dell’Upstream sono diminuite del 31% rispetto al 2024 e del 68% rispetto alla baseline 2018. È un risultato coerente con l’obiettivo di azzerare le emissioni nette Scope 1 e 2 dell’Upstream entro il 2030 e dell’intera Eni entro il 2035, mentre al 2050 resta il traguardo delle zero emissioni nette in termini di intensità emissiva sull’intera catena del valore. Sempre rispetto al 2018, le emissioni nette Scope 1 e 2 di Eni risultano diminuite del 40% e l’intensità emissiva netta Scope 1, 2 e 3 del 6%.Dentro questi numeri pesano anche gli interventi su metano e flaring.

L’intensità emissiva di metano nell’Upstream è allo 0,09%, ben al di sotto della soglia dello 0,2%, mentre le emissioni fuggitive di metano sono state ridotte del 97% rispetto al 2018. Nel 2025 è stato inoltre raggiunto il target di zero routine flaring per le attività operate: un indicatore tecnico, ma decisivo per misurare la riduzione degli impatti nelle attività oil & gas.La seconda direttrice riguarda la crescita dei business della transizione. Plenitude ha raggiunto 5,8 GW di capacità installata da fonti rinnovabili, con un aumento del 41% sull’anno precedente, proseguendo verso l’obiettivo di 15 GW al 2030. In Texas è stato avviato il più grande impianto di stoccaggio a batterie della società, con una capacità di 200 MW. Enilive, invece, lavora sull’evoluzione della mobilità e dei biocarburanti: la capacità di bioraffinazione è pari a 1,65 milioni di tonnellate l’anno, con l’obiettivo di arrivare a 5 milioni entro il 2030 per la produzione di HVO e SAFA sostenere questa trasformazione c’è anche il modello satellitare, con società focalizzate e capaci di attrarre capitali dedicati. Nel 2025, in joint venture con il fondo GIP, è stata costituita la società satellite della Carbon Capture & Storage, destinata a valorizzare il portafoglio dei progetti di cattura e stoccaggio della CO₂. L’impostazione è la stessa già applicata a Plenitude ed Enilive: specializzare le piattaforme di crescita, mantenendole dentro una strategia industriale unitaria.
La leva tecnologica attraversa l’intero report. Nel 2025 Eni ha destinato oltre 460 milioni di euro a ricerca e sviluppo, open innovation, soluzioni digitali avanzate e tecnologie di frontiera. La sola ricerca e sviluppo ha assorbito 207 milioni, di cui 165 dedicati a riduzione dell’impronta carbonica dei processi, economia circolare, rinnovabili e fusione a confinamento magnetico. Il portafoglio di proprietà intellettuale conta 9.520 brevetti in vita; delle 42 nuove domande depositate, 21 riguardano tecnologie legate a rinnovabili, biocarburanti, chimica bio e circolare e fusione. La tutela dell’ambiente si traduce anche nella gestione delle risorse. Eni indica come obiettivo la positività idrica entro il 2050 nei propri siti operati, ispirandosi al principio del Net Positive Water Impact e concentrando le azioni su disponibilità, qualità e accessibilità dell’acqua nei territori. L’integrazione dei principi di circolarità riguarda invece sia lo sviluppo di nuove filiere sia la trasformazione di quelle esistenti, dalla riconversione delle raffinerie in bioraffinerie all’impiego di materie prime circolari e feedstock alternativi. Il senso complessivo di "Eni for 2025" è quello di una transizione misurata su più piani: emissioni, asset industriali, tecnologie, persone, comunità e filiere. In un settore chiamato a rispondere contemporaneamente alla domanda di energia e all’urgenza climatica, il report indica una traiettoria fondata su obiettivi progressivi e misurabili.

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