Dai rifiuti industriali il cemento che cattura CO2:
ecco la rivoluzione circolare della startup Resilco

Resilco ha sviluppato una tecnologia in grado di trattare e recuperare diversi tipi di rifiuti industriali di natura alcalina e trasformarli in una sorta di cemento, con abbattimento del consumo di CO2
February 27, 2026
Dai rifiuti industriali il cemento che cattura CO2:
ecco la rivoluzione circolare della startup Resilco
I cofondatori della startup Resilco, che ha sede operativa a Caponago, in provincia di Monza-Brianza
«Trasformare i rifiuti industriali in un materiale utilizzabile nelle costruzioni al posto del classico cemento, con annesso stoccaggio di CO2», è l’ambizione dalla quale nel 2019 è partito David Callejo Munoz, trasformandola in realtà con Resilco, la startup di cui adesso è ceo.
La sede operativa della startup italiana è a Caponago, in Monza-Brianza, «dove un problema comune delle industrie pesanti del territorio è trovare una soluzione per i loro scarti di lavorazione, ossia dare una seconda vita ai loro rifiuti». Resilco ha sviluppato una tecnologia in grado di trattare e recuperare diversi tipi di rifiuti industriali di natura alcalina, come le ceneri volanti da impianti di termovalorizzazione, le scorie siderurgiche dalla produzione di acciaio e le polveri di abbattimento fumi di vari settori industriali (ad esempio nelle produzioni di ceramica e vetro). Rifiuti che vengono attualmente smaltiti principalmente in discarica, ma grazie alla tecnologia sviluppata da Resilco potranno essere trasformati in preziose materie prime secondarie, per essere, in futuro, immessi sul mercato e utilizzati in settori come quello delle costruzioni, della produzione di malte, calcestruzzi, intonaci, resine e bitumi. «La tecnologia l’abbiamo sviluppato nel nostro piccolo laboratorio. Il funzionamento è molto semplice. Sciogliamo lo scarto in acqua e iniettiamo della CO2. Il nostro reattore brevettato, sfruttando le onde d’urto che danno energia al sistema, converte in pochi minuti questa miscela in una sorta di cemento pronto al riuso», spiega. A differenza di altri concorrenti che stanno sperimentando sistemi per il riciclo di questi scarti ma usano reattori ad alta temperatura e prodotti chimici, «la nostra tecnologia è più sostenibile sia dal punto di vista economico che da quello ambientale, perché si evita l’uso di sostanze inquinanti e non dovendo riscaldare il reattore si risparmia energia. Non solo il nostro sistema ci permette di non portare il rifiuto in discarica, ma anche di stoccare CO2 e di preservare cave e miniere fornendo un materiale sicuro, che può essere usato nei cantieri». Per tutte queste ragioni, Resilco riesce ad avere un’impronta di CO2 negativa. Inoltre, ricorda il ceo, il cemento tradizionale ha un’altissima impronta carbonica, dunque «per ogni tonnellata che riusciamo a sostituire con il cemento Resilco andiamo ad abbattere fino all’80% di CO2».
La completa circolarità dei rifiuti ideata dalla startup ha già attratto l’interesse di molte realtà: «In tutto abbiamo raccolto sette milioni e mezzo nei diversi round». Una gran parte di questo finanziamento è arrivato circa un anno fa, guidato dalla società 360 Capital attraverso il proprio fondo climate tech 360 Life II – sostenuto anche da Cdp Venture Capital, attraverso il Green Transition Fund – e con il coinvolgimento del Fondo Parallelo Lv 360, partecipato da Lombardia Venture, iniziativa di Regione Lombardia finanziata con fondi europei, gestita da Finlombarda. Una cordata che restituisce anche il livello delle aspettative sui diversi brevetti italiani e internazionali di Resilco, per il reattore e per la il processo. La startup – che a Busnago sta già realizzando un primo impianto pilota industriale per il trattamento e la trasformazione dei rifiuti – punta a vendere i primi impianti presso terzi entro la prima metà del 2026 e di installarli entro l’anno successivo: «L’ottenimento della certificazione necessaria andrà di pari passo, ma l’idea è di andare anche in altri Stati europei, dove ci stiamo già muovendo in questo senso». Del resto, il vantaggio offerto da Resilco è sia per le aziende italiane, «da quelle del settore edilizio alle utility e le acciaierie, che in questo momento stanno pagando il sovraccosto per l’alto prezzo dello smaltimento degli scarti», sia per il Paese «che grazie alla nostra tecnologia, che fa bene all’ambiente e all’economia può diventare competitivo all’interno dell’Europa».

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