I giovani, Maria e l'Europa: il Papa in Francia porta un triplice messaggio
di Daniele Zappalà, Parigi
L'incontro odierno con Macron all'Eliseo apre il quinto viaggio apostolico di Prevost. Poi, stasera, i Vespri a Notre-Dame, ricostruita dopo l'incendio del 2019. Intervista con il rettore del Santuario di Lourdes, padre Michel Daubanes: «C'è una gioia evidente nell'aria». Leone XIV qui incontrerà ammalati, claustrali e alcune vittime di abusi

Stamattina Leone XIV atterra a Parigi per iniziare il quinto viaggio apostolico del suo Pontificato, con quattro giorni dal programma molto fitto. Nella capitale francese oggi incontrerà al Palazzo dell'Eliseo il presidente della Repubblica Emmanuel Macron, che sarà all'aeroporto per accogliere il Pontefice al suo arrivo. Dopo la visita alla sede dell'Unesco e i Vespri recitati nella Cattedrale di Notre-Dame, ricostruita dopo il terribile incendio del 2019, il Papa concluderà la giornata con una storica veglia di preghiera assieme a 80mila giovani allo Stade de France, a Saint-Denis. Domani, prima di partire per Lourdes Leone XIV vivrà un momento di incontro con i membri dell'assemblea sinodale provinciale, i catecumeni e i neofiti all’Istituto cattolico di Parigi e celebrerà la Messa in Place de la Concorde, per un altro evento storico al quale si attendono circa 600mila persone che riempiranno l'Avenue des Champs-Élysées. In serata, al Santuario di Nostra Signora di Lourdes, presiederà la preghiera alla Grotta delle apparizioni di Massabielle. Domenica incontrerà la Conferenza episcopale francese, presiederà la Messa al Santuario, incontrerà gli operatori, le persone con disabilità e i pellegrini con malattie, ospitati all'Accueil Notre-Dame. L'ultimo giorno del viaggio, lunedì 28 settembre, si sposterà a Metz, città in cui crebbe uno dei fondatori dell'Unione europea, Robert Schuman, e vivrà prima un incontro interreligioso, poi parteciperà all'incontro "Alle radici dell'Europa per la pace e l'unità" con la presenza di molti giovani. Il viaggio si concluderà con la Messa nella Cattedrale di Santo Stefano.
«Una grande gioia ci anima nell’attesa di accogliere tutti i pellegrini che accompagneranno il Santo Padre, nel segno della preghiera». Padre Michel Daubanes, rettore del Santuario di Lourdes, esprime così i sentimenti che si toccano con mano nella cittadina mariana pirenaica dove il Papa arriverà domani sera. Sarà la seconda tappa del viaggio apostolico di Leone XIV in Francia che comincia stamani quando il Pontefice atterrerà a Parigi e che durerà quattro giorni.
Padre, come descriverebbe il clima d’attesa a Lourdes?
«Mi colpisce la gioia evidente che si respira. Osservo pure una certa eccitazione per quest’onore di ricevere e di vedere il Santo Padre. Di poter condividere un momento privilegiato con lui, secondo i diversi luoghi in cui si recherà nel Santuario. Ma constato ogni giorno che al centro di tutto resta la preghiera alla Vergine Maria».
Una preghiera che segnerà tutta la visita di Leone XIV…
«Sì, sarà così fin dall’arrivo del Papa, che si recherà subito alla Grotta di Massabielle. L’indomani, vivremo con il Papa la celebrazione dell’Eucaristia. Un’azione di grazie verso il Signore si leverà da tutti noi riuniti. Poi, nel pomeriggio, attraverso tutti gli incontri che il Papa avrà, pubblici o privati, con i malati, con alcune persone in situazione di precarietà, con le religiose di vita contemplativa di Lourdes e con alcune vittime di violenze sessuali, si prolungherà una preghiera che ci immergerà totalmente nello spirito evangelico. Gesù ricorda che la buona novella è annunciata ai poveri. Qui, nel Santuario, potremo vivere ciò concretamente, toccando con mano. L’incontro con i malati sarà certamente un momento molto forte e molto bello. La particolarità del Santuario è di poter accogliere un gran numero di malati e di ospedalieri. In occasione di questa visita, saranno presenti settemila malati. Sono già molto felici, come noi che abbiamo operato per questo pellegrinaggio con il Santo Padre».
I preparativi hanno risposto al desiderio del Papa d’incontrare chi viene a Lourdes vivendo la fragilità?
«Eravamo già pienamente consapevoli di questo desiderio. L’anno scorso, con il vescovo di Tarbes e Lourdes, Jean-Marc Micas, ci eravamo recati in Vaticano per l’udienza che il Papa ci ha accordato. E i malati erano già stati al centro di quell’incontro. Se il Papa viene a Lourdes è proprio per incontrare la fragilità, coloro che sono colpiti dalle prove della vita, e per ridire a tutti che la vita che riceviamo da Dio è più forte di tutto».
I pellegrini le parlano già delle proprie speranze circa questa visita papale?
«Da parte loro, c’è un’attesa estremamente importante, con richieste multiple. Molti ci dicono che vorrebbero incontrarlo, salutarlo, fargli un regalo, condividere una testimonianza personale, talvolta all’insegna di sofferenze, di precarietà e povertà. Anche se non sarà possibile organizzare così tanti incontri, ciò ci fa comprendere la grande ondata di speranza che anima ciascuno alla vigilia della visita».
L’incontro del Papa con le religiose di vita contemplativa rivela uno dei volti meno visibili di Lourdes...
«Si tratterà di un incontro privato e, personalmente, non ne conosco i contenuti precisi. Ma lo spirito sarà quello di un incontro fraterno con queste religiose che, con le altre congregazioni presenti a Lourdes, cingono il Santuario. Molti pellegrini sanno di poter contare su questa corona di preghiera che circonda la Grotta e il Santuario. L’incontro con il Papa significherà rendere ancor più concreta questa corona al servizio delle intenzioni di preghiera di chi giunge a Lourdes».
La preghiera alla Vergine è stata al centro del pontificato fin dai primi gesti di Leone XIV per presentarsi ai fedeli e al mondo. Ciò ha trovato risonanze particolari a Lourdes?
«Sì. Ricordo che la sera della sua elezione mi trovavo nella Basilica San Pio X, davanti agli schermi che avevamo messo a disposizione di chi voleva assistere all’uscita del Papa dal balcone della Basilica di San Pietro. Quella sera, attorno a me, ho constatato una gioia manifesta, soprattutto al momento in cui il Papa ha pregato la Vergine Maria e quando ha parlato dell’intenzione privilegiata che occorre avere verso i poveri e i piccoli. L’impatto è stato forte, posso dire, pure per il rettore. Con il Papa, in quel giorno della Supplica alla Madonna di Pompei, abbiamo potuto condividere fin da subito la preghiera dell’Ave Maria».
Dopo l’udienza a Roma, ha potuto comprendere meglio la relazione personale che il Papa intrattiene con Lourdes?
«Quando l’abbiamo incontrato a Roma, ci ha detto di essere già venuto a Lourdes in due occasioni, quando aveva 19 anni e quando ne aveva 29. Per noi è stata un’altra conferma della grande importanza, agli occhi del Papa, della religiosità mariana. Chi viene a Lourdes da pellegrino, generalmente, ha per priorità assoluta di recarsi alla Grotta di Massabielle per rivolgersi alla Vergine. Ogni volta, ci colpisce questo primo riflesso del pellegrino, che sarà lo stesso del Papa fin dal suo arrivo».
La scelta di Lourdes per l’incontro del Papa con le vittime di violenze sessuali nella Chiesa in Francia ha raccolto reazioni positive...
«Sì, questa scelta è eminentemente simbolica. A Lourdes, convergono situazioni di povertà e sofferenza con origini diverse: la malattia, l’handicap, l’aver subito violenze. Chi è stato ferito da violenze sessuali deve potersi sentire a casa. Per noi, ha assolutamente un posto di primo piano, vicino alla Vergine. Per questo, abbiamo deciso di ricoprire i mosaici di Marko Rupnik, che decoravano la facciata della Basilica del Rosario».
Gli italiani sono numerosi a Lourdes e conosceranno la gioia di avere il loro pellegrinaggio nazionale in coincidenza della visita del Papa...
«Siamo molto felici per loro. La Provvidenza ha operato per tutti quelli che erano già iscritti prima dell’annuncio della visita del Pontefice come pellegrino accanto a loro. Ma in proposito, vorrei rinnovare a tutti l’invito, dopo la visita del Santo Padre, a venire a Lourdes per gustare la gioia di rivolgersi alla Vergine Maria con i più piccoli che occupano il primo posto nel Santuario».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire 




