Il Papa nel santuario di Monserrat: «La Chiesa grida pace e giustizia al mondo»

di Giacomo Gambassi, inviato a Montserrat
La tappa nella celebre abbazia sul monte della Catalogna che custodisce la Madonna “nera”. Alla Vergine affida il suo pontificato e la comunità ecclesiale. La supplica: «Aiutaci a deporre le corazze che induriscono i cuori e a rivestirci unicamente delle armi di Dio»
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June 10, 2026
Il Papa all'arrivo a Montserrat
Papa Leone XIV davanti alla statua della Madonna di Montserrat / AFP
Cinquanta chilometri separano Barcellona da Montserrat. Il Papa, nei giorni del suo viaggio apostolico in Spagna, sale fin sul monte in cui è incastonata fra le rocce l’abbazia che custodisce la “Moreneta”: appellativo familiare con cui viene invocata la Vergine di Montserrat, patrona della Catalogna. È la statua della Madonna “nera” che la leggenda vuole sia stata trovata in una grotta da alcuni bambini e che da oltre un millennio attira i pellegrini di tutto il mondo. Leone XIV la sceglie «per affidarle, pieno di fiducia nella sua intercessione materna, il mio servizio petrino e la missione della Chiesa nel mondo che grida chiedendo giustizia e pace», spiega nella basilica. E anche per supplicarla di «aiutarci a rivestirci unicamente delle armi di Dio». Non è un caso che ricordi la conversione di sant’Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, «il quale in questo luogo suggestivo, dopo una notte di preghiera davanti alla Vergine, consegnò le sue armi da cavaliere, momento che segnò l’inizio di una nuova vita al servizio di Cristo».
Papa Leone XIV saluta la folla davanti al santuario mariano di Montserrat / REUTERS
Papa Leone XIV saluta la folla davanti al santuario mariano di Montserrat / REUTERS
Il giorno della visita è quello che vedrà il Papa anche celebrare la Messa nella basilica della Sagrada Familia e inaugurare la torre di Gesù Cristo, uno degli eventi più attesi del suo viaggio in terra iberica. Nel santuario di Montserrat Leone XIV ha intorno a sé i vescovi di tutta la Spagna, la comunità monastica benedettina che anima l’abbazia e le voci bianche della più antica “Escolanía” d’Europa. Ma anche migliaia di persone arrivate sui passi della “Mare de Déu de Montserrat”, come viene chiamata in catalano, e anche del Papa. Emblema delle «innumerevoli storie di devozione, gratitudine e speranza che le mura di questo santuario hanno contemplato nel corso dei secoli», tiene a far sapere Leone XIV. Il Papa guida il Rosario. E ricorda papa Francesco che nel 2023 aveva offerto la rosa d’oro alla Madonna “nera” e «invitava a considerare come, per centinaia di anni, i fedeli, senza distinzione siano passati da questo santuario recitando il Rosario, perché Maria, Mare de Déu, è fondamentale nella vita di ogni cristiano». Del resto, sottolinea Leone XIV, «Maria ci conduce verso Cristo e ci insegna ad ascoltare la sua voce», ma anche «ci invita a raggiungere un cuore riconciliato con i criteri del Vangelo». Perché, prosegue, «Gesù ci mostra la via della misericordia, della riconciliazione, della verità e della mitezza. Allo stesso tempo, smaschera la violenza che può nascondersi nelle nostre parole e nei nostri atteggiamenti: la critica che umilia, la condanna che distrugge e l’aggressività che divide. Tale violenza nascosta può spesso rivestirsi di armature apparenti con cui cerchiamo di proteggere le nostre ferite, le nostre paure o la sofferenza causata dalle ingiustizie». Per questo il Papa chiede di deporre «ai suoi piedi le corazze che hanno indurito poco a poco il cuore». Per questo il Papa chiede di deporre «ai suoi piedi le corazze che hanno indurito poco a poco il cuore».
 Papa Leone XIV saluta la folla nel santuario mariano di Montserrat / ANSA
 Papa Leone XIV saluta la folla nel santuario mariano di Montserrat / ANSA
Un appello che ricava dalla stessa statua in cui la Madre di Dio «mostra Gesù come un bambino indifeso», icona della «forza disarmata e disarmante dell’amore», aggiunge. E poi richiama la sfera che la Vergine tiene nella mano destra: quella che rappresenta il mondo. È il «segno della sua cura materna, perché il mondo intero trova posto nel suo cuore», afferma il Papa. E aggiunge che la Madonna «ci invita a riconoscerci fratelli e sorelle, così che nessuno sia escluso e la comunione sia più forte di ogni divisione». Da qui la necessità di imparare a «rinunciare alle parole offensive, al giudizio affrettato, alle maldicenze e alle calunnie» e a «custodire e coltivare l’amore in famiglia, tra amici, sul posto di lavoro, nei social network, nelle discussioni politiche e nelle comunità cristiane, affinché l’odio lasci il posto alla speranza e alla pace».
Il Rosario guidato dal Papa nel santuario mariano di Montserrat / REUTERS
Il Rosario guidato dal Papa nel santuario mariano di Montserrat / REUTERS
Dura poco più mezz’ora la preghiera. Poi il Papa si affaccia dal balcone del santuario per salutare il popolo di Montserrat. Un popolo di bambini e giovani, di famiglie e fidanzati, di anziani e malati, ma anche di nazioni diverse: quelle da cui arrivano i sette milioni di immigrati che vivono in Spagna, per lo più dell’America Latina. «Grazie alla Catalogna – dice Leone XIV fra gli applausi – per aver accolto così tante persone provenienti da altri Paesi. Perché ci insegna come integrare tutti in un’unica famiglia». Nelle parole a braccio evidenzia «la gioia, l’entusiasmo e il profondo senso di fede che stiamo vivendo in questi giorni, prima a Madrid, poi a Barcellona, in Catalogna e in seguito alle isole Canarie». Infine il mandato: «Tutti voi che siete qui ricordate alla Catalogna, alla Spagna e nel mondo intero che la fede dà vita e speranza». 

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