Il Papa: «La politica che cura le ferite dei popoli dà speranza all'umanità»

All'udienza generale il Papa rilancia la visione della politica come servizio al bene comune. «La comunità politica esiste in funzione del bene comune». Il richiamo ai diritti della persona, alla giustizia sociale e alla pace
Google preferred source
November 4, 2026
Papa Leone XIV tra i fedeli al suo arrivo in piazza San Pietro per la consueta udienza generale del mercoledì / REUTERS
Papa Leone XIV tra i fedeli al suo arrivo in piazza San Pietro per la consueta udienza generale del mercoledì / REUTERS
«La politica che si prende cura delle ferite dei popoli e di quanti subiscono ingiustizia offre motivi di speranza per l'avvenire dell'umanità». Nel giorno in cui la comunità internazionale guarda ai risultati delle elezioni di midterm negli Stati Uniti, all'udienza generale in piazza San Pietro papa Leone XIV indica quale sia il senso autentico dell'impegno politico, ricordando poi anche (nei saluti in polacco) che «la pace si costruisce sulla giustizia, sul rispetto della legge, sul dialogo, e non sulla violenza». Senza alcun riferimento alle vicende elettorali, il Pontefice nella sua catechesi di oggi ha richiamato la dottrina sociale della Chiesa e il Concilio Vaticano II, ricordando che l'autorità pubblica trova la propria ragion d'essere nel servizio alla persona e al bene comune. «La dimensione sociale è parte integrante, oltre che della natura umana, anche della nostra fede in Cristo Gesù», ha affermato il Papa introducendo una riflessione sul rapporto tra economia, politica e costruzione della pace. Il riferimento è alla costituzione conciliare Gaudium et spes, della quale Leone XIV prosegue il percorso di rilettura nelle catechesi settimanali dedicate quest'anno ai documenti del Concilio Vaticano II.
Il Pontefice ha richiamato anzitutto l'attualità dell'analisi proposta dal Concilio sui rischi di uno sviluppo economico incapace di rispettare la persona e il creato. Una valutazione che, osserva, appare ancora più evidente ai nostri giorni. Per affrontare queste sfide, però, non bastano interventi tecnici o correttivi limitati. «Si richiedono molte riforme nelle strutture della vita economico-sociale; è necessario anche da parte di tutti un mutamento di mentalità e di abitudini di vita», ha citato il Papa dal documento conciliare. Al centro della riflessione vi è il lavoro, definito come uno degli elementi fondamentali della dignità umana. «Attraverso di esso l'uomo si sviluppa come persona, provvede alle necessità familiari, esprime il proprio talento, partecipa alla vita sociale e costruisce un mondo migliore collaborando all'opera creatrice di Dio». Di conseguenza, ha ribadito Leone XIV, «non sono accettabili la disoccupazione, lo sfruttamento e condizioni di lavoro che mettono in pericolo la salute e la vita stessa».
La catechesi si è concentrata quindi sul significato della politica. Citando ancora la Gaudium et spes, il Papa ha osservato che «da una coscienza più viva della dignità umana sorge, in diverse regioni del mondo, lo sforzo di instaurare un ordine politico-giuridico nel quale siano meglio tutelati nella vita pubblica i diritti della persona». Un cammino che trova il proprio criterio nel bene comune. «La comunità politica esiste in funzione del bene comune», ha ricordato infatti Leone XIV, spiegando che esso consiste nell'«insieme di quelle condizioni di vita sociale che consentono e facilitano agli esseri umani, alle famiglie e alle associazioni il conseguimento più pieno della loro perfezione». Per questo, ha aggiunto, «sempre al bene comune deve mirare l'esercizio dell'autorità politica».
Il Papa ha ribadito inoltre uno dei principi fondamentali della dottrina sociale della Chiesa: «La comunità politica e la Chiesa sono indipendenti e autonome l'una dall'altra nel proprio campo». Tuttavia entrambe, ha proseguito citando il Concilio, «sono a servizio della vocazione personale e sociale degli stessi uomini» e potranno svolgere più efficacemente la loro missione «quanto più coltiveranno una sana collaborazione tra di loro». Da qui il legame diretto tra buona politica e pace. «Impegnarsi nell'economia e nella politica secondo questi criteri è un modo di costruire la pace», ha affermato Leone XIV. Quindi ha rilanciato una delle espressioni più note di papa Francesco: «La guerra è un fallimento della politica e dell'umanità, una resa vergognosa, una sconfitta di fronte alle forze del male». Al contrario, ha insistito, «la politica che si prende cura delle ferite dei popoli e di quanti subiscono ingiustizia offre motivi di speranza per l'avvenire dell'umanità». Il Pontefice conclude incoraggiando soprattutto i giovani a impegnarsi nella vita sociale e politica e invita le comunità cristiane a promuovere con maggiore decisione la conoscenza della dottrina sociale della Chiesa.
Nei saluti finali, poi, rivolgendosi ai pellegrini polacchi, il Pontefice ha ricordato che «settant’anni fa furono scarcerati gli eroici Primati di Polonia e di Ungheria, i cardinali Stefan Wyszyński e József Mindszenty». Facendo riferimento a «quanto scrisse in quella occasione il papa Pio XII nell’enciclica Laetamur admodum», Prevost ha esortato «a considerare che la pace si costruisce sulla giustizia, sul rispetto della legge, sul dialogo, e non sulla violenza».
Al termine dell'udienza Leone XIV ha ricordato le beatificazioni in programma sabato 7 novembre ad Antigua Guatemala e a Santander, in Spagna. Ha poi chiesto ai fedeli di accompagnarlo con la preghiera in vista del viaggio apostolico che inizierà dopodomani in Uruguay, Argentina e Perù. Nei saluti ai pellegrini di lingua italiana ha rivolto un pensiero particolare alla Confederazione Italiana del Terziario, agli incaricati della Piattaforma d'Azione Laudato Si', alle parrocchie di San Giovanni Battista di Canosa di Puglia e di San Lorenzo in Salerno, al Centro sociale di Tolve e alla Banda musicale di Fondo. Infine ha salutato giovani, malati e sposi novelli, ricordando la memoria liturgica di san Carlo Borromeo e invitando tutti a trovare in Cristo la guida per il cammino quotidiano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire