Il Papa ai cardinali: non portatemi le agende personali ma le voci della gente

La seconda giornata del Concistoro convocato da Leone XIV. 170 i porporati. «Non è un raduno di esperti, né cerchiamo soluzioni immediate. Ma è un momento di ascolto e aiuto al Papa». La necessità di «camminare insieme». Il confronto su Sinodo e sinodalità e sull’evangelizzazione. Il pranzo con il Pontefice. La Messa al mattino
January 8, 2026
Il Papa ai cardinali: non portatemi le agende personali ma le voci della gente
La Messa presieduta stamani da papa Leone XIV nella Basilica di San Pietro con i cardinali partecipanti al Concistoro straordinario / VATICAN MEDIA
Non un incontro per «promuovere “agende” personali o di gruppo». E neppure il raduno di «un team di esperti». Il primo Concistoro straordinario di Leone XIV che ha radunato a Roma i cardinali di tutto il mondo è stato un «momento di grazia in cui si esprime il nostro essere uniti al servizio della Chiesa», ha ricordato ieri mattina il Papa durante la Messa nella Basilica di San Pietro che ha aperto la seconda e ultima giornata di lavori. E un’occasione per portare di fronte al Pontefice le istanze “dal basso”. Come ha chiesto lo stesso Leone XIV dicendo ai porporati di «farci voce, attraverso la condivisione, di tutti coloro che il Signore ha affidato alla nostra sollecitudine di pastori, nelle più svariate parti del mondo».
Papa Leone XIV durante i lavori di gruppo ieri al Concistoro nell'Aula Paolo VI /VATICAN MEDIA
Papa Leone XIV durante i lavori di gruppo ieri al Concistoro nell'Aula Paolo VI /VATICAN MEDIA
Centosettanta i cardinali che hanno partecipato, su 245 in totale. Due i temi di riflessione: “Sinodo e sinodalità” ed “Evangelizzazione e missionarietà nella Chiesa nella lettura di Evangelii gaudium”. Temi scelti a netta maggioranza delle stesse berrette all’inizio dei lavori, rispetto ai quattro che aveva suggerito il Papa nella lettera di convocazione. “Rinviata” quindi la discussione su liturgia e Curia Romana (in particolare riguardo al rapporto fra Santa Sede e diocesi). «Per ragioni di tempo e per favorire un reale approfondimento», ha chiarito Leone XIV. Anche se poi si è premurato di aggiungere: «Gli altri temi non vanno perduti. Ci sono questioni molto concrete, specifiche, che ancora dobbiamo vedere. Spero che ognuno di voi si senta veramente libero di comunicare con me o con altri, e continueremo questo processo di dialogo». Del resto, secondo le parole del Papa, l’obiettivo del Concistoro non è «arrivare a un testo», ma «portare avanti una conversazione che mi aiuti nel mio servizio».
La Messa presieduta stamani da papa Leone XIV nella Basilica di San Pietro con i cardinali partecipanti al Concistoro straordinario / VATICAN MEDIA
La Messa presieduta stamani da papa Leone XIV nella Basilica di San Pietro con i cardinali partecipanti al Concistoro straordinario / VATICAN MEDIA
Concistoro che, ha sottolineato nella Messa di oggi all’altare della Cattedra, richiama il verbo «consistere, cioè “fermarsi”». Per «ritrovarci insieme a discernere ciò che il Signore ci chiede per il bene del suo popolo». «Insieme», ha ripetuto il Papa più volte nei suoi interventi delle due giornate. Per ribadire il «cammino collegiale», come lo ha definito, che Leone XIV intende compiere, consigliato e supportato dal Collegio cardinalizio. Attraverso un appuntamento che il Papa si è impegnato a valorizzare dopo le sporadiche convocazioni sotto Francesco che allo “strumento” del Concistoro aveva preferito il Consiglio dei cardinali, il C9. Con un approccio, però, rivisto. Mercoledì e oggi si sono alternati momenti assembleari e gruppi di lavoro. In un “mix” che ha ripreso, da un lato, il metodo “classico” del Concistoro con le riflessioni del Papa e gli interventi liberi davanti a tutti i partecipanti nell’Aula Nuova del Sinodo; e, dall’altro, l’impostazione degli ultimi due Sinodi dei vescovi sulla sinodalità. Venti i tavoli nell’Aula Paolo VI per altrettanti gruppi di cardinali suddivisi in base alla lingua: i primi nove gruppi composti da porporati che guidano diocesi nel mondo; gli altri undici con berrette di Curia, residenti a Roma e non più elettori, ossia con oltre 80 anni di età.  Pranzo anche con il Pontefice, nell’atrio dell’Aula Paolo VI. Nel pomeriggio di oggi sono previste le relazioni dei gruppi e poi il discorso conclusivo del Papa. Termine del Concistoro: intorno alle 19. Proprio il rapporto fra Sinodo e sinodalità è uno dei lasciti di papa Francesco da approfondire: se Leone XIV ha appena rimarcato «il nostro apprezzamento condiviso per la sinodalità», va precisato il ruolo del Sinodo dei vescovi, come più cardinali hanno lasciato intendere. E poi l’urgenza di rilanciare l’annuncio. «Non è la Chiesa che attrae ma Cristo», ha affermato Leone XIV all’inizio dei lavori. E a braccio ha indicato una rotta: «Vogliamo essere una Chiesa che non guarda solo a sé stessa, che è missionaria, che guarda più in là». A fare da cornice la «prospettiva conciliare» che Leone XIV ha appena declinato incentrando sul Vaticano II il nuovo ciclo di catechesi delle udienze generali del mercoledì.
Papa Leone XIV ieri all'apertura del Concistoro nell'Aula Nuova del Sinodo /VATICAN MEDIA
Papa Leone XIV ieri all'apertura del Concistoro nell'Aula Nuova del Sinodo /VATICAN MEDIA
L’unità ecclesiale è una delle “preoccupazioni” del Pontefice statunitense. Parola-chiave del ministero di Robert Francis Prevost: sia da vescovo, come racconta il suo motto episcopale; sia adesso da Papa. «L’unità attrae, la divisione disperde», ha detto Leone XIV all’inizio del Concistoro. Consapevole che «siamo un gruppo molto variegato, arricchito da molteplici provenienze, culture, tradizioni ecclesiali e sociali, percorsi formativi e accademici, esperienze pastorali e, naturalmente, caratteri e tratti personali», ha sottolineato. E ben conscio, come si comprende dalla sua riflessione a braccio al termine della prima giornata, che «ci può essere qualcosa che ci fa paura; c’è il dubbio: ma dove andiamo? come andremo a finire?». Da qui il richiamo: «Penso che sia importante che lavoriamo insieme». E ancora: «Quanto è bello trovarci insieme nella barca». Concistoro nel segno dell’ascolto, ha puntualizzato. E Concistoro per «crescere nella comunione». Un modello che è «prefigurazione del nostro cammino futuro», ha assicurato il Papa.
Papa Leone XIV durante i lavori di gruppo ieri al Concistoro nell'Aula Paolo VI /VATICAN MEDIA
Papa Leone XIV durante i lavori di gruppo ieri al Concistoro nell'Aula Paolo VI /VATICAN MEDIA
L’appuntamento è stato voluto subito dopo la conclusione del Giubileo della speranza. E va letto come uno snodo del primo tratto di pontificato di Leone XIV: sia per «focalizzare sempre meglio lo sguardo sulla meta per non rischiare di correre alla cieca », ha osservato nella Messa; sia per confrontarsi in vista delle decisioni che il Pontefice assumerà: a cominciare dalle nomine nella Curia Romana e nelle diocesi del mondo, comprese quelle italiane. Certo, ha precisato, non si tratta di trovare «soluzioni immediate ai problemi», ma di «aiutarci reciprocamente - e in particolare aiutare il Papa - a trovare i “cinque pani e due pesci” che la Provvidenza non fa mai mancare là dove i suoi figli chiedono aiuto», ha proseguito. Con lo stile «di chi desidera che nel Corpo mistico di Cristo ogni membro cooperi ordinatamente al bene di tutti». E soprattutto «davanti alla “grande folla” di una umanità affamata di bene e di pace, in un mondo in cui sazietà e fame, abbondanza e miseria, lotta per la sopravvivenza e disperato vuoto esistenziale continuano a dividere e ferire le persone».

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