Il monito del Papa: la Chiesa non si costruisce irrigidendosi sulle proprie posizioni

Leone XIV celebra la Messa per la solennità dei Santi Pietro e Paolo che conclude il Concistoro. Il richiamo all’unità: cercare i punti di incontro nella verità e ascoltare le voci di tutti correggendo gli errori. La consegna dei palli a 35 arcivescovi metropoliti. Tre gli italiani: Soddu, arcivescovo di Sassari, Autuoro, di Benevento, e Dianin, di Gorizia
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June 29, 2026
Il monito del Papa: la Chiesa non si costruisce irrigidendosi sulle proprie posizioni
Papa Leone XIV durante la Messa per i Santi Pietro e Paolo nella Basilica Vaticana / Reuters
C’è bisogno di alimentare la «comunione» nella Chiesa che «non si costruisce irrigidendosi sulle proprie posizioni, ma ricercando, nei cuori di tutti, i punti di incontro nella Verità, alla cui sola luce ciascuno diventa per l’altro strumento di crescita». È un richiamo all’unità quello che arriva da Leone XIV nella solennità dei Santi Pietro e Paolo, patroni della città e della diocesi di Roma. Compito che, afferma il Pontefice, il Signore affida in particolare «a Pietro e ai suoi successori, a beneficio di tutto il popolo santo di Dio: ascoltare, con il suo aiuto, le voci di ciascuno, discernere le ispirazioni, condurre i cammini, correggere gli errori, istruire, incoraggiare, esortare e accompagnare i fratelli affinché, docili all’azione del medesimo Spirito cooperino alla salvezza gli uni degli altri e dell’intera umanità». Leone XIV ha fatto dell’impegno all’unità uno dei cardini del pontificato, come testimonia anche il suo motto “In Illo uno unum”, («Nell'unico Cristo siamo uno»). E ha fatto dell’ascolto una delle sue urgenze, a partire dal Collegio cardinalizio: lo dice anche il Concistoro straordinario di venerdì e sabato in cui ha radunato per la seconda volta dall’inizio dell’anno i porporati di tutto il mondo per discutere sulle sfide della Chiesa e del mondo, come era emerso dalle Congregazioni generali che avevano preceduto il Conclave da cui l’8 maggio 2025 sarebbe uscito papa Leone XIV. Eppure, aggiunge il Pontefice, spetta anche a «ogni cristiano farsi costruttore di unità, mettendo Dio al centro della propria esistenza e rendendosi vicino ai fratelli, attento alle loro vicende e ai loro bisogni per vivere con loro nella carità e così portare a compimento l’annuncio del Vangelo».
Papa Leone XIV durante la Messa per i Santi Pietro e Paolo nella Basilica Vaticana / REUTERS
Papa Leone XIV durante la Messa per i Santi Pietro e Paolo nella Basilica Vaticana / REUTERS
Il Papa presiede la Messa nella Basilica Vaticana, concelebrata assieme ai cardinali che hanno partecipato al Concistoro. Durante la liturgia consegna il pallio ai 35 arcivescovi metropoliti nominati nell’ultimo anno. Tre sono italiani: Francesco Soddu, arcivescovo di Sassari, Michele Autuoro, arcivescovo di Benevento, e Giampaolo Dianin, arcivescovo di Gorizia. Metropoliti che arrivano da tutto il mondo: oltre ai tre della Penisola, sei sono europei, sei provengono dall’Asia, uno dall’Australia, quattro dall’Africa, otto dal Nord America e sette dall’America Latina. «Rito antico e suggestivo» quella della benedizione e dell’imposizione dei palli presi dalla Confessione di Pietro, luogo della Basilica Vaticana in cui si trova la tomba dell’Apostolo, che sono realizzati con la lana degli agnelli allevati nella Trappa dell’Abbazia delle Tre fontane di Roma, agnelli che vengono benedetti dal Papa nella festa di sant’Agnese, il 21 gennaio, e che sono tessuti dalle monache benedettine di Santa Cecilia in Trastevere. «Queste fasce di lana bianca ornate da croci – spiega Leone XIV nell’omelia – esprimono l’impegno di ogni pastore, ma anche di ogni cristiano, a prendere sulle proprie spalle i fratelli e le sorelle che gli sono affidati, come altrettanti agnelli del gregge del Signore, e a sacrificare per loro energie, tempo, fatica, e anche la vita, perché a tutti giunga il Vangelo e il mondo intero trovi in esso armonia e concordia».
Papa Leone XIV durante la Messa per i Santi Pietro e Paolo nella Basilica Vaticana / AFP
Papa Leone XIV durante la Messa per i Santi Pietro e Paolo nella Basilica Vaticana / AFP
Il Papa chiede di guardare a Pietro e Paolo «per capire come essere a nostra volta apostoli e costruttori di unità, servitori generosi della verità nella carità». Leone XIV sottolinea la «fedele e paziente sollecitudine per l’unità» di Pietro che «è ben espressa dal simbolo delle chiavi, con cui spesso lo identifichiamo. Una chiave infatti non abbatte le porte, ma le apre e le chiude, ricercando al loro interno le leve giuste e accompagnandone i movimenti, perché i blocchi si sciolgano, i paletti scorrano e i battenti ruotino liberamente sui cardini, unendo gli ambienti e facendo di tante stanze isolate un’unica casa accogliente». Apostolo che, di fronte alla «questione dell’ammissione al Battesimo dei pagani non circoncisi» che «rischia di spaccare la comunità», sceglie di riunire «i fratelli: li ascolta e alla fine, guidato dallo Spirito Santo, prende la decisione, conservando la comunione e inaugurando una stagione nuova per l’intero popolo di Dio». Esempio di «grandezza d’animo», ma «non vuol dire che Pietro sia perfetto», avverte il Papa. Infatti, «durante la Passione rinnega il Maestro, per poi piangere sincere lacrime di pentimento; e Paolo stesso, in circostanze diverse, gli rimprovera l’incoerenza di alcuni suoi comportamenti. Sa però riconoscere i propri sbagli e ravvedersi, senza scoraggiarsi e senza venir meno alla missione di annunciare il Vangelo e radunare il gregge di Cristo, fino al martirio, che subisce proprio qui, a Roma».
Papa Leone XIV durante la Messa per i Santi Pietro e Paolo nella Basilica Vaticana / AFP
Papa Leone XIV durante la Messa per i Santi Pietro e Paolo nella Basilica Vaticana / AFP
Poi il riferimento a Paolo, l’Apostolo delle genti che ha come «simboli distintivi il libro e la spada, strettamente uniti tra loro», chiarisce. Il Papa cita la sua conversione e la sua testimonianza «fino al dono della vita» proprio nell’Urbe. E richiama le parole di sant’Agostino in cui sottolineava che «Dio prese il persecutore della Chiesa e ne fece un messaggero di pace». Invito a essere promotori di riconciliazione in un mondo ferito e lacerato dalle guerre e dalla polarizzazione.

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