Il congedo del Papa dal Camerun: «Nessuno sia lasciato solo. La fede non separa lo spirituale dal sociale»

di Giacomo Gambassi, inviato a Yaoundé (Camerun)
Prima di volare in Angola, la Messa all’aeroporto militare di Yaoundé davanti a migliaia di persone in una conca di terra brulla. «La Chiesa ha sperimentato tempeste. Non guardiamo da lontano chi soffre. Insieme chiamati alla solidarietà di fronte a crisi economiche e sociali». L’invito al «coraggio di cambiare abitudini e strutture per tutelare la dignità della persona e superare disuguaglianze ed emarginazioni»
April 18, 2026
Il congedo del Papa dal Camerun: «Nessuno sia lasciato solo. La fede non separa lo spirituale dal sociale»
Papa Leone XIV alla Messa conclusiva nell'aeroporto militare di Yaoundé in Camerun / REUTERS
Il Papa si congeda dal Camerun rivolgendosi alla comunità ecclesiale. Lo fa durante la Messa conclusiva, fra imponenti misure di sicurezza, che presiede nell’aeroporto militare della capitale Yaoundé. Liturgia che precede la partenza verso l’Angola, terza delle quattro tappe del suo viaggio apostolico in Africa. Migliaia di persone sulla terra brulla, rosso intenso, si stringono intorno a Leone XIV. Accampate fino dal giorno precedente in una conca polverosa fra il caldo tropicale. Appuntamento anche di festa, fra balli e canti. E alla presenza del presidente camerunense 93enne Paul Biya. «La Chiesa ha sperimentato tante volte, nel suo navigare lungo i secoli, tempeste e venti contrari», afferma il Pontefice nell’omelia. Guai, però, a lasciarsi dominare dai «sentimenti di paura e di dubbio». Perché «Gesù è con noi, sempre, più forte di qualsiasi potenza del male». Da qui il richiamo a «stare insieme, solidali, come i discepoli, sulla stessa barca» e a «non guardare da lontano chi soffre, ma a farci prossimi, a stringerci gli uni agli altri». E l’invito: «Nessuno dev’essere lasciato solo ad affrontare le avversità della vita, e ogni comunità ha il compito, a tal fine, di creare e sostenere strutture di solidarietà e di aiuto reciproco in cui di fronte alle crisi – siano esse sociali, politiche, sanitarie o economiche – tutti possano dare e ricevere aiuto». 
La Messa conclusiva del Papa nell'aeroporto militare di Yaoundé in Camerun / REUTERS
La Messa conclusiva del Papa nell'aeroporto militare di Yaoundé  in Camerun / REUTERS
Del resto il messaggio del Vangelo ha anche una dimensione civica. E Leone XIV lo dice a chiare lettere quando ricorda che «la fede non separa lo spirituale dal sociale, anzi dà al cristiano la forza di interagire con il mondo, per rispondere ai bisogni degli altri, specialmente dei più deboli». Risposta a chi vuole o pretende un approccio religioso solo intimistico o circoscritto. E le parole di Cristo sono un «incoraggiamento ad affrontare problematiche e sfide – particolarmente quelle legate alla povertà e alla giustizia – insieme, con senso civico e responsabilità civile», sottolinea il Pontefice. Infatti, se Dio, «facendosi uomo, si è identificato con gli ultimi», allora serve nel mondo «il coraggio di cambiare abitudini e strutture perché la dignità della persona resti sempre al centro e si superino disuguaglianze ed emarginazioni». È ciò di cui l’Africa ha bisogno. Ma anche le società dell’Occidente, prigioniere di paure e chiusure. 
Papa Leone XIV alla Messa conclusiva nell'aeroporto militare di Yaoundé in Camerun / AFP
Papa Leone XIV alla Messa conclusiva nell'aeroporto militare di Yaoundé  in Camerun / AFP

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