mercoledì 8 giugno 2022
Il nuovo organismo è previsto dal testo della riforma della Curia stabilita dalla Costituzione “Praedicate evangelium”. Il suo compito è garantire la natura etica delle operazioni in questo campo
Piazza San Pietro durante l'Angelus del 5 giugno 2022

Piazza San Pietro durante l'Angelus del 5 giugno 2022 - Vatican News / Reuters

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Il bollettino della Sala Stampa della Santa Sede, nella sezione “rinunce e nomine”, ha informato ieri che «è stato istituito il Comitato per gli investimenti, previsto dall’art. 227 della Costituzione apostolica Praedicate Evangelium». La nota precisa che l’organismo è presieduto dal cardinale statunitense Kevin Joseph Farrell, «prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita», ed è composto dai seguenti membri: Jean Pierre Casey, fondatore e amministratore delegato di RegHedge (Gran Bretagna); Giovanni Christian Michael Gay, direttore gestionale dell’Union Investment Privatfonds GmbH (Germania); David Harris, portfolio manager di Skagen Funds (Norvegia); John J. Zona, responsabile degli investimenti del Boston College (Usa).

VaticanNews nel dare la notizia aggiunge che Casey è anche «coordinatore per il Regno Unito della Fondazione Centesimus Annus pro Pontifice» e che Harris è «gestore di portafoglio e partner di Skagen Funds, con un’ampia esperienza nei mercati azionari globali e negli investimenti sostenibili».

Secondo il primo comma dell’articolo 227 della Costituzione apostolica che disegna la nuova architettura della Curia Romana al Comitato per gli investimenti «compete di garantire la natura etica degli investimenti mobiliari della Santa Sede secondo la Dottrina sociale della Chiesa e, nello stesso tempo, la loro redditività, adeguatezza e rischiosità». Il secondo comma prevede poi che Comitato «è composto, secondo il proprio Statuto (non ancora pubblicato, ndr), da membri e da professionisti di alto profilo nominati per cinque anni dal Romano Pontefice», ed è «presieduto da un presidente, coadiuvato da un segretario (non indicato nel bollettino di ieri, ndr)».

Il Comitato è l’ultimo dei sei organismi economici previsti dalla Praedicate Evangelium. Gli altri sono il Consiglio per l’economia, la Segreteria per l’economia, l’Apsa, l’ufficio del Revisore Generale e la Commissione di materie riservate.

L’annuncio di ieri, seppure con un insolito stile impersonale in cui non viene esplicitato che si tratta di nomine pontificie, è il primo provvedimento ufficiale e pubblico preso a riguardo della Curia Romana dopo l’entrata in vigore, avvenuta domenica, della nuova Costituzione apostolica.

Il sito vaticano già da lunedì presenta la Curia così come configurata dalla Praedicate Evangelium, ma non ci sono stati ancora annunci di nomine o di conferme nelle cariche apicali dei Dicasteri vaticani. Ieri è stato comunque certificato che il cardinale Farrell (75 anni a settembre) continua a ricoprire l’incarico di prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita (ma nel 2019 è stato nominato anche Camerlengo di Santa Romana Chiesa). Così come lunedì, venendo ricevuta in udienza dal Papa nella nuova veste, è stata di fatto confermata la leadership della vecchia Congregazione - ora Dicastero -, per il culto divino e la disciplina dei Sacramenti.

Sempre ieri poi lo Ior ha diffuso il proprio bilancio per l’anno passato. In sintesi nell’esercizio 2021 l’Istituto «coerentemente con il piano strategico» ha conseguito 18,1 milioni di euro di utili netti, con un +15% di margine di interesse, un +22% di commissioni nette, un +4% di masse gestite. Un comunicato dello Ior precisa che il bilancio è stato approvato all’unanimità dal Consiglio di Sovrintendenza e, come da Statuto, trasmesso alla Commissione cardinalizia, che a sua volta, «fatte salve le esigenze di patrimonializzazione dell’Istituto», ha deliberato «con propria determinazione sulla devoluzione degli utili».

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