Una finanza generativa e biodiversità bancaria: appunti per chi decide

Riprendendo alcune grandi piste della Dottrina sociale, papa Leone XIV in Magnifica humanitas ribadisce alcuni nodi fondamentali legati al credito. Che potrebbero trovare nell'Europa risposte pronte ed efficaci
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June 4, 2026
Una finanza generativa e biodiversità bancaria: appunti per chi decide
La cena di gala del Consiglio direttivo della Bce a Palazzo Vecchiio salone dei 500 in occasione della riunione dei governatori delle banche centrali europee dell'ottobre 2025 / ANSA
Non mancano concetti e visioni più che condivisibili sulla finanza e sul credito nella Magnifica humanitas. Papa Prevost evidenzia come i suoi predecessori, in particolare nelle encicliche, abbiano «evidenziato come il funzionamento dell’intermediazione finanziaria «quando è stato slegato da adeguati fondamenti antropologici e morali, non solo ha prodotto palesi abusi ed ingiustizie, ma si è anche rivelato capace di creare crisi sistemiche e di portata mondiale» (§ 160).
135 anni fa l’enciclica di Leone XIII ebbe l’inedito esito - forse una sola volta ripetuto con impatto analogamente diffuso e incisivo, con la Laudato si’ - di mobilitare migliaia di persone, soprattutto laici, in tutta Italia su progetti economici e sociali. Ricorda Leone XIV: «Possiamo rileggere anche la storia della Dottrina sociale della Chiesa dopo la Rerum novarum. Le iniziative nate in quel solco – associazioni, sindacati, cooperative, opere assistenziali – hanno contribuito in modo decisivo a migliorare la legislazione sul lavoro, a proteggere i più vulnerabili e a promuovere condizioni più umane». (§ 155).Oggi, la MH – parlando a tutti, credenti e non – non può non trovare, se convinti, nuovi e coerenti interpreti-realizzatori quotidiani del senso di marcia in essa tratteggiata.
Uno dei luoghi decisivi e quindi ineludibili di impegno efficace e innovativo è quello dell’Unione europea. Il 15 luglio prossimo, la Commissione pubblicherà il Rapporto sull’industria bancaria. Primo esito di una consultazione pubblica conclusasi il 19 aprile e base politica per il nuovo pacchetto di misure bancarie atteso nel secondo semestre. Obiettivi dichiarati: maggiore competività delle banche e soprattutto dell’intera economia europea nell’ambito della costruenda Unione dei risparmi e degli investimenti e una indispensabile semplificazione normativa (che non va letta come deregolamentazione). Sempre la Commissione, il 6 maggio scorso, ha lanciato il percorso di costruzione della Right to stay strategy, la libertà di restare nel luogo in cui si è nati, cresciuti o deciso di vivere, perché la Ue deve essere capace di assicurare ovunque al proprio interno opportunità di sviluppo, servizi essenziali e una vita dignitosa. Ciò dovrebbe contribuire a ridurre le disuguaglianze e quindi a rafforzare la stabilità delle democrazie liberali, a favorire una competitività inclusiva, ad attarre decine di paesi in cerca di modelli di sviluppo non polarizzanti. Ancora la Commissione, il 30 marzo aveva pubblicato il Rapporto di medio termine sul Piano di azione per lo sviluppo dell’Economia sociale, nell’ambito del quale individuava come decisivo lo sviluppo dei soggetti (anche le banche) che rientrano nel perimentro della definizione fatta propria anche dal Parlamento e dal Consiglio. Ciò attraverso riforme legislative appropriate.
In queste indispensabili attenzioni (e speriamo azioni) verso la dimensione sociale del mercato unico, alcuni spunti che caratterizzano la MH potrebbero essere colti e sviluppati dai Servizi della Commissione, dal Parlamento e dal Consiglio mentre avviano il cantiere del quarto pacchetto bancario, il primo che non prenda spunto dalla necessità di recepire nella Ue gli accordi di Basilea. Mi soffermo sugli aspetti della finanza e del credito, termini che incontriamo - rispettivamente - quattro e cinque volte nella MH. «La finanza ha conquistato negli ultimi anni una rilevanza crescente e ha conosciuto una forte innovazione anche in seguito all’introduzione delle criptovalute. Ed è altrettanto vero che la rendita da capitale rischia di sostituirsi al reddito da lavoro, spesso confinato ai margini dei principali interessi del sistema economico. Eppure, il risparmio che viene trasformato in credito per l’economia reale, e quindi per creare lavoro sia dipendente sia autonomo, resta centrale per lo sviluppo e per gli investimenti che debbono accompagnare le transizioni in corso. La funzione sociale del credito rimane insostituibile. La finanza per la finanza è cosa ben diversa dalla finanza per lo sviluppo e per la creazione e l’evoluzione del lavoro» (§160).
La funzione infrastrutturale della finanza era stata evidenziata da papa Francesco nel 2024: «Ogni volta che l’economia e la finanza hanno ricadute concrete sui territori, sulla comunità civile e religiosa, sulle famiglie, è una benedizione per tutti. La finanza è un po’ il “sistema circolatorio”, per così dire, dell’economia: se si blocca in alcuni punti e non circola in tutto il corpo sociale, si verificano infarti e ischemie devastanti per l’economia stessa» (2024). Oggi appare ancora più centrale per consentire anche alle micro e piccole imprese di investire nell’evoluzione/rivoluzione del lavoro e cogliere gli effetti positivi della potenza computazionale delle macchine. Puntando sul primato concreto della dimensione umana senza dimenticare che «l’uso dell’IA non è mai un fatto puramente tecnico: quando entra in processi che incidono sulla vita delle persone, essa tocca diritti, opportunità, reputazione, libertà. Decisioni delicate che toccano il lavoro, il credito, l’accesso ai servizi e la reputazione delle persone rischiano di essere affidate completamente a sistemi automatizzati…»(§ 102).
Un sistema bancario è competitivo in senso inclusivo non solo quando vi è spazio per banche di grandi dimensioni in grado di competere, come necessario, sui mercati internazionali con regole adeguate. Ma anche quando consente la coesistenza di una pluralità di modelli giuridici, con assetti proprietari e di governance partecipati dal basso e tecnicamente democratici (tali erano già le migliaia di Casse Rurali fondate dall’ultimo decennio dell’800 soprattutto sulla spinta della RN). Quel tipo di banche svolge una funzione economica e sociale in grado di finanziare l’economia reale nelle sue diverse espressioni comunitarie, dimensionali, di differenti finalità imprenditoriali. Il paese natale di papa Prevost, gli Usa, ha visto nascere e crescere campioni globali del credito e della finanza ma anche quattromila community banks, proporzionalmente regolate e vigilate. In Europa si può ambire alla stesso approccio normativo con analoga visione (vedi anche Beccalli, Viola 2026). In questa prospettiva, le banche di piccola e media dimensione espressione dei territori - sia mutualistiche sia capitalistiche - non sono un “difetto” da correggere, ma una componente funzionale della competitività inclusiva nazionale ed europea. Qualche passaggio del Codice di Camaldoli per una nuova Europa indica propositivamente lo stesso sentiero di azione. Spunti argomentati non mancano per il legislatore leggendo la MH. E anche per gli operatori bancari chiamati a trovare il giusto equlibrio tra intelligenza relazionale e potenza-potere computazionale.

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