«Noi, diverse ma sorelle nella preghiera»: così le donne cristiane italiane parlano al mondo
Avviato a Velletri il percorso che porterà alla realizzazione dei testi della «World day of prayer» del 2029, con la partecipazione di rappresentanti di numerose confessioni. Il tema: «La guarigione porta compassione»

La preparazione del World day of prayer (Wdp) – Giornata mondiale di preghiera – 2029 è stata affidata dal comitato internazionale Wdp alle donne cristiane dell’Italia. Dal 16 al 20 giugno al Centro Ecumene dell’Opera per le Chiese evangeliche metodiste in Italia si è svolto il laboratorio delle scrittrici per la Wdp, primo passo di un lungo percorso verso il 2029.
«Noi siamo Uno nello Spirito, noi siamo Uno in Dio. E ringraziamo Dio per questo dono di amore, saggezza, tenerezza, compassione, bellezza. Lavorando insieme, pensando, pregando, cantando e danzando insieme abbiamo reso questi giorni indimenticabili. Grazie al comitato internazionale e a quello nazionale». Parole che sintetizzano lo spirito di cinque giorni insieme vissuti da una trentina di donne cristiane italiane delle Chiese battista, cattolica, luterana, metodista, greco ortodossa, pentecostale, salutista e valdese, insieme alla direttrice esecutiva del comitato internazionale Wdp, la metodista statunitense Katie Reimer, e alle rappresentanti Wdp per l’Europa: Edith Toth, romena luterana, e Senka Sestak Peterlin, croata battista.
Le scrittrici sono donne di diverse età, provenienze, studi, con la comune esperienza di servizio nelle proprie comunità e nel dialogo ecumenico e interreligioso. La più giovane, laureanda in giurisprudenza, è impegnata nella Chiesa pentecostale Bethel di Cosenza. Tra le altre, una mediatrice interculturale che insegna italiano ai migranti, un’insegnante che opera nel movimento di spiritualità “Vivere in”, una giovane valdese, assessora alle politiche educative, per la pace e il dialogo interreligioso a Corato, una docente di Patrologia a Verona, alcune socie del Sae (Segretariato attività ecumeniche).
Organizzato dal comitato nazionale italiano della Wdp, che ha avuto un incontro preliminare con il direttivo internazionale in ottobre, il workshop è stato il primo atto per l’ideazione dei materiali che saranno utilizzati in 135 Paesi in 100 lingue il primo venerdì di marzo 2029.
La Giornata raggiungerà l’anno prossimo il centesimo anno di vita. Fu infatti nel 2027 che si formalizzò l’iniziativa – già presente in diverse modalità da fine Ottocento nell’ambito delle missioni femminili protestanti – che ha come motto «Informarsi per pregare, pregare per agire». Dopo il Concilio Vaticano II, anche le donne cattoliche e le ortodosse si sono unite alle sorelle della Riforma in un movimento esemplare per inclusione e vivacità.
I primi giorni a Velletri sono stati una “palestra” per imparare a capirsi e creare insieme un clima di fiducia andando in profondità nella conoscenza di sé e del testo biblico dal quale proviene il tema del 2029 «La guarigione porta compassione». Dal racconto della propria storia, alla preghiera comune, all’ascolto di ciò che lo Spirito suggerisce nel cuore, ai pasti presi insieme, al canto che ha aiutato a interiorizzare la Parola, alle danze che hanno creato unità si è dipanato il processo verso la creazione di relazioni per formare da molte membra un solo corpo.
«Arrivando qui – ha raccontato Edith Toth, musicista della Chiesa luterana – vi ho incontrate tutte: prima i volti familiari e poi molto rapidamente, attraverso conversazioni profonde, quelle che erano straniere sono diventate per me carissime sorelle e amiche. In questo potere femminile ho sperimentato come la compassione porti guarigione».
In questo alveo sono scaturiti i primi contenuti della proposta italiana di preghiera e azione alle donne del mondo che saranno sviluppati in quattro gruppi di lavoro incaricati di curare la celebrazione, lo studio biblico, il contesto nazionale e il programma per bambini e bambine, i quattro strumenti della Giornata mondiale di preghiera.
«Dio, che vi ha chiamate a scrivere questo programma per un tempo come il nostro vi darà ciò di cui avete bisogno – ha detto nel congedo Katie Reimer, laureata in teologia e musicista –. Il cammino sarà una sfida, ma anche un dono. Lasciate che questo tema vi trasformi, vi commuova, e vi aiuti a crescere. Nella misura in cui vi lascerete commuovere permetterete a chi celebrerà questa liturgia di lasciarsi trasformare».
I lavori nei gruppi proseguiranno da remoto fino a gennaio quando le prime bozze saranno sottoposte al comitato internazionale. Gli elaborati presenteranno, in diverse articolazioni, le problematiche più urgenti che impattano sulle donne italiane. Un mandorlo piantato dalle scrittrici nel giardino di Ecumene vuole essere un’attestazione di fiducia in Colui/Colei che porterà a compimento questa impresa.
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