Medjugorje, in migliaia al Festival della Gioventù. Per tornare «alla fonte»

La 37ª edizione dell'evento ha confermato la sua vitalità. Partecipanti provenienti da 73 Paesi, oltre 600 i sacerdoti presenti
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August 7, 2026
Medjugorje, in migliaia al Festival della Gioventù. Per tornare «alla fonte»
La 37ª edizione del Festival Internazionale della Gioventù (Mladifest) di Medjugorje / © 2026 Mladifest Medjugorje
La 37ª edizione del Festival Internazionale della Gioventù (Mladifest) di Medjugorje, che si è tenuto dall’1 al 6 agosto, ha visto, secondo gli organizzatori, quasi 50.000 partecipanti provenienti da 73 Paesi. La Messa della serata conclusiva, mercoledì 5 agosto, presieduta dal vescovo di Mostar-Duvno Petar Palić, è stata concelebrata dal visitatore apostolico a Medjugorje, l'arcivescovo Aldo Cavalli, da altri dieci vescovi e oltre 600 sacerdoti. Sono numeri che da soli parlano della vitalità di un appuntamento che va verso i 40 anni di vita, ma con una freschezza ancora “adolescenziale”.
«Ad fontem! Alla Fonte!» era il motto scelto per l’edizione di quest’anno, filo conduttore dei sei giorni di preghiera, catechesi e testimonianze. Nella Messa di mercoledì il vescovo Palić ha ricordato che nell'Eucaristia Cristo si dona a noi e la Chiesa si rinnova continuamente. Anche san Francesco d'Assisi traeva la sua forza dall'incontro con Cristo nell'Eucaristia. «Cristo è la nostra fonte, e la sua grazia non cessa mai di fluire», ha sottolineato il presule.
Il 5 agosto è festa nazionale in Croazia, giorno in cui si commemora la vittoria nella guerra d’indipendenza. Palić ha ricordato le vittime della guerra in Croazia e in Bosnia-Erzegovina e si è rivolto in particolare ai giovani provenienti dalle regioni del mondo nelle quali la guerra continua a lasciare le sue ferite, invitandoli a non permettere che l’odio metta radici nel cuore. La pace, ha sottolineato, comincia quando l’uomo affida la propria vita a Cristo.
© 2026 Mladifest Medjugorje
© 2026 Mladifest Medjugorje
Un richiamo reso ancora più concreto dagli episodi di vandalismo nei giorni immediatamente precedenti al Mladifest, che hanno creato sconcerto e turbamento. La risposta cristiana, ha osservato Palić, non poteva essere la paura o la ritorsione, ma quella della Chiesa nuovamente radunata attorno all’altare per celebrare l’Eucaristia. «Questa è la risposta della fede».
Al termine della celebrazione di mercoledì, i rappresentanti dei Paesi presenti sono stati chiamati davanti all’altare e hanno ricevuto un rosario da Palić e Cavalli, nel segno del mandato che li attendeva al ritorno a casa. Il parroco di Medjugorje, fra Zvonimir Pavičić, li ha invitati a tornare nelle proprie famiglie, parrocchie e nazioni come testimoni del Vangelo. Adorazione eucaristica, invio missionario e saluto in musica hanno chiuso la serata, secondo il programma ufficiale.
Il tema della Fonte aveva accompagnato il Mladifest fin dall’apertura del 1° agosto. Il nunzio apostolico in Bosnia-Erzegovina, l’arcivescovo Francis Assisi Chullikatt, aveva messo in guardia i giovani dalle «false fonti» di felicità offerte dalla cultura contemporanea: successo rapido, visibilità, possesso, piaceri passeggeri. Riprendendo il messaggio inviato da Leone XIV al festival, aveva esortato a non accontentarsi di una felicità effimera, ma a cercare quella verità che rende liberi.
© 2026 Mladifest Medjugorje
© 2026 Mladifest Medjugorje
Chullikatt aveva utilizzato un’espressione particolarmente efficace, parlando del «piccolo martirio della coerenza» richiesto quotidianamente al cristiano: dire la verità con amore, conservare una coscienza limpida, rimanere onesti quando sarebbe più comodo scendere a compromessi, perdonare quando sarebbe più facile restare nell’amarezza, scegliere Cristo anche quando il Vangelo contrasta con lo spirito del mondo. E aveva espresso la speranza che proprio durante quei giorni qualche giovane potesse riconoscere una chiamata al sacerdozio o alla vita consacrata.
Martedì 4 agosto era stato invece l’arcivescovo Cavalli a presiedere la Messa. «Medjugorje è un giardino pieno di frutti di grazia, pace, fede e vita nuova», aveva detto il visitatore apostolico. Ai giovani aveva riproposto anche lui l’invito di Leone XIV: «Ricordati di Gesù, non dimenticarlo mai. Torna a Gesù, Figlio di Dio». Un ritorno che Cavalli aveva indicato attraverso tre vie molto concrete: il Vangelo, l’Eucaristia e il sacramento della Riconciliazione.
Il programma del Mladifest ha alternato ogni giorno Messe, rosari, adorazione eucaristica, catechesi e testimonianze. Tra quelle più forti, le storie presentate dalla Comunità Cenacolo: giovani passati attraverso droga, alcol, gioco d’azzardo, depressione, dipendenze digitali e crisi familiari hanno raccontato il proprio percorso di rinascita attraverso l’incontro con Cristo.
Poi, quando a Medjugorje era ancora buio, l’ultimo appuntamento. Alle cinque di ieri mattina, 6 agosto, migliaia di giovani si sono ritrovati sul Križevac, il monte dominato dalla grande croce che sovrasta il paese, per l’ultima Eucaristia. Il programma indicava semplicemente «salita individuale» e «Santa Messa sul Križevac»: una conclusione essenziale per sei giorni che avevano avuto come parola d’ordine proprio il ritorno alla Fonte.
Il Mladifest tornerà nel 2027, ma eccezionalmente dal 26 al 30 luglio, anticipando le tradizionali date di agosto per evitare la sovrapposizione con la Giornata mondiale della gioventù di Seul.
© 2026 Mladifest Medjugorje
© 2026 Mladifest Medjugorje

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