Magnifica humanitas, il libro di Mario Toso su IA, lavoro e democrazia

Il vescovo emerito di Faenza-Modigliana legge l’enciclica di Leone XIV alla luce delle trasformazioni tecnologiche. Nella prefazione, Stefano Zamagni propone un’intelligenza artificiale condivisa e governata democraticamente
Google preferred source
October 28, 2026
Leone XIV in piazza San Pietro / VATICAN MEDIA
Leone XIV in piazza San Pietro / VATICAN MEDIA
L’enciclica di papa Leone XIV Magnifica humanitas è un documento di natura teologica e pastorale, ma le questioni che affronta investono un orizzonte più ampio, che comprende l’etica delle tecnologie, la filosofia politica e la democrazia. Nel tempo dell’intelligenza artificiale si corre infatti il rischio che la tecnologia finisca per prevalere sull’intelligenza umana, sulla libertà della persona e sulla coscienza. La posta in gioco è molto alta. Il rapporto fra dignità umana, libertà e sviluppo tecnologico è approfondito nel libro del vescovo emerito di Faenza-Modigliana Mario Toso, Un’enciclica sociale per abitare il nostro tempo. Magnifica humanitas, edito dalla Società Cooperativa Sociale Frate Jacopa. Il volume si propone come uno dei primi commenti organici all’enciclica e si avvale della prefazione di Stefano Zamagni, professore emerito di Economia politica all’Università di Bologna e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali dal 2019 al 2023. «In queste pagine», spiega Zamagni, «l’autore sollecita la nostra curiositas, nel senso di Agostino, in merito a tre grandi temi, ai quali sono dedicati altrettanti capitoli del libro, preceduti da un efficace abbozzo dei tratti caratterizzanti la grande res nova dell’intelligenza artificiale». Per Toso, la transizione digitale e l’intelligenza artificiale non costituiscono uno scenario esterno al quale adattarsi con qualche misura correttiva. Rappresentano piuttosto il campo nel quale si decide una parte fondamentale del modello di civiltà. Ignorarlo sarebbe un grave errore di prospettiva; subirlo passivamente, invece, una mancanza di responsabilità. Come osserva Zamagni, «la società civile, secondo quanto suggerisce Toso, deve ribadire il proprio ruolo di soggetto politico e non di mero utente della tecnologia altrui». La proposta è di pensare all’intelligenza artificiale come a un’«intelligenza comunitaria»: un bene che, come ogni bene comune, diventa tanto più fecondo quanto più è condiviso e governato democraticamente.
I tre grandi temi sui quali si concentra il volume sono il lavoro, la democrazia e la pace. Il primo riguarda la giustizia sociale nell’era del capitalismo cibernetico. Non si tratta soltanto di conservare il posto di lavoro, ma di tutelare e sviluppare la capacità lavorativa delle persone. Il lavoro, infatti, non ha unicamente una dimensione economica: è anche il luogo nel quale la persona esprime la propria personalità e realizza il proprio potenziale di vita. Se la dimensione economica richiama la nozione di lavoro giusto, espressa da Leone XIII nella Rerum novarum attraverso il principio della «giusta mercede all’operaio», quella personale e sociale chiama in causa il concetto di lavoro decente. Non basta quindi garantire la giustizia del lavoro: occorre assicurare condizioni che favoriscano la piena realizzazione dell’essere umano, contrastando le nuove forme di sfruttamento e di schiavitù.
Il secondo banco di prova è la democrazia. La sua crisi, sottolinea Zamagni, «non è un’emergenza, ma una condizione strutturale del tempo presente». Toso ne individua i sintomi nella polarizzazione, nella perdita di fiducia nelle istituzioni pubbliche e nella desertificazione della partecipazione, che non coincide soltanto con l’astensionismo elettorale, ma comprende anche il progressivo ritiro dalla vita civile. Come si può affrontare questo deficit democratico? Attraverso pratiche di effettiva condivisione del potere, ispirate al principio della sussidiarietà circolare. Una prospettiva che pone in relazione i tre pilastri dell’ordinamento sociale: Stato, mercato e comunità. La società civile, in questo quadro, non può essere considerata una semplice destinataria delle decisioni, ma deve essere coinvolta nella loro elaborazione.
Il terzo tema è quello della pace. Zamagni richiama l’accorato invito di Toso affinché i cristiani, che conoscono il significato della fraternità, si impegnino a tradurre in forme accessibili a tutti il linguaggio cristiano della misericordia, del perdono e della riconciliazione. Si tratta di una «traduzione cooperativa» nella lingua della ragionevolezza, capace di raggiungere anche chi proviene da tradizioni religiose e culturali differenti. «Toso», aggiunge il prefatore, «non si è mai stancato di insistere sull’urgenza che i cristiani di oggi si adoperino, in tutti i modi, per svegliare la ragione». L’affresco che emerge dal libro è attraversato dalla speranza, ma non indulge a facili entusiasmi. Toso non nasconde le difficoltà legate alla ricerca di un ethos condiviso nelle società multiculturali. È però persuaso che il senso della comunanza nell’umano sia inscritto in ogni persona, indipendentemente dalla sua appartenenza religiosa e culturale. Per questa ragione, l’autore non si limita a raccomandare di fare pace con gli altri, ma insiste anche sulla necessità di fare pace con sé stessi, raggiungendo quella pace interiore senza la quale diventa difficile costruire relazioni riconciliate.
Nella conclusione della prefazione, Zamagni richiama una frase di Albert Camus tratta dall’ultima pagina de La peste: «Quel che si impara in mezzo ai flagelli è che ci sono negli uomini più cose da ammirare che da disprezzare». Un’affermazione che, secondo il professore, trova un’eloquente conferma nella vicenda umana e nel pensiero teologico di Toso.
Modifiche principali: ho anticipato la notizia del libro, alleggerito i periodi più lunghi, corretto punteggiatura e maiuscole, ricostruito il ragionamento sul lavoro giusto e decente e ridotto le ripetizioni. Ho anche reso più espliciti i passaggi fra lavoro, democrazia e pace, preservando il contenuto e il tono dell’originale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire
Temi