Chi sono i 20 nuovi martiri (e tra i venerabili ci sono due religiose italiane)
Papa Leone XIV ha autorizzato la promulgazione di un decreto del Dicastero per le Cause dei Santi con cui si riconosce il martirio di 20 testimoni spagnoli, vittime della guerra civile

Il mese di giugno porta alla Chiesa un nuovo gruppo di martiri riconosciuti, che quindi si apprestano a essere beatificati, e cinque nuovi venerabili, tutti con il riconoscimento delle virtù eroiche. Ricevendo il cardinal Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, papa Leone XIV ha autorizzato anzitutto il Decreto sul martirio di venti sacerdoti della diocesi di Ibiza, uccisi tra l’agosto e il settembre del 1936. Anche le isole di Ibiza e Formentera, infatti, sono state coinvolte dalla rivolta militare del 18 luglio dello stesso anno, che ha dato inizio alla guerra civile spagnola e alla massiccia persecuzione contro la Chiesa cattolica.
L’elenco di questi martiri, di cui la diocesi di Ibiza fa memoria (non ancora liturgica) il 13 settembre di ogni anno, è capeggiato da don Juan Torres Torres, parroco-economo della parrocchia di Nostra Signora del Pilar a Formentera, assassinato il 7 agosto 1936, a ventiquattro anni; il suo corpo venne gettato in mare. Il giorno dopo venne ucciso insieme al proprio padre don Antonio Tur Costa, economo della parrocchia di San Carlo, mentre il 10 fu il turno di don Antonio Roig Guasch, che aveva lo stesso incarico a Formentera, nella parrocchia di San Francesco Saverio. Tutti gli altri sono stati messi a morte insieme nella notte del 13 settembre: facevano parte di un gruppo di novantatré prigionieri nel castello di Dalt Vila, la roccaforte araba di Ibiza.
Il primo dei nuovi venerabili è padre Júlio Maria De Lombaerde (al secolo Julius Aemilius Albert), sacerdote professo della Congregazione dei Missionari della Sacra Famiglia (1878 – 1944), che lasciò il nativo Belgio dopo aver ascoltato la predicazione missionaria di un vescovo. Il 21 novembre 1916 fondò le Figlie del Cuore Immacolato di Maria, dette Suore Cordimariane, poi i Missionari di Nostra Signora del Santissimo Sacramento, il 6 dicembre 1928, e le Suore di Nostra Signora del SS. Sacramento, il 24 dicembre 1929. Ricevette la cittadinanza brasiliana il 19 agosto 1941, dichiarando tutto il suo amore per il Paese che l’aveva accolto.
Statunitense, figlia di migranti irlandesi, era invece madre Maria Teresa (Julia Teresa) Tallon (1867 - 1954), già religiosa delle Suore della Santa Croce, che avvertì l’impulso di fondare una congregazione le cui aderenti sarebbero state “contemplative per la strada”: le Visitatrici Parrocchiali di Maria Immacolata, fondate il 15 agosto 1920 nella città di New York allo scopo di ricondurre i cattolici non istruiti a una fede più matura. Accettò di ritirarsi dal governo della Congregazione, a ottantaquattro anni, ormai affetta da malattie invalidanti.
La prima delle venerabili italiane è madre Maria Agnese Tribbioli (1879 - 1965), che fu affidata allo Spedale degli Innocenti di Firenze e poi al Patrocinio di San Giuseppe, per imparare un mestiere. Divenne anche religiosa nell’istituto di suore che assistevano le ragazze, ma una serie di fattori la condusse a prendere una nuova strada: il 4 agosto 1917, seguita da suor Adriana Telai, fondò la congregazione delle Pie Operaie di San Giuseppe. La sua carità toccò l’apice durante la seconda guerra mondiale: accolse nella casa generalizia alcune famiglie di ebrei e affrontò di persona, il 28 novembre 1943, due ufficiali delle SS, armata del solo crocifisso. Il 18 marzo 2010, nel Salone dei Cinquecento di Firenze, le fu attribuito il titolo di Giusta tra le Nazioni dallo Yad Vashem di Gerusalemme.
Anche la testimonianza di suor Clara (nata Barbara) Andreu Malferit (1596 - 1628) viene dalle Baleari, precisamente da Inca, nell’entroterra di Palma di Maiorca. A sette anni fu portata nel monastero di San Bartolomeo di quella città come educanda ed emise i voti il 17 febbraio 1613. La sua esperienza monastica fu segnata da doni preternaturali, a causa dei quali fu sotto esame, vissuti nel mezzo delle sue numerose incombenze.
Infine, la vocazione di suor Maria Petra (Nicoletta) Giordano (1912 - 2006), nata a Napoli ma trasferitasi a Roma, passò per la devozione di entrambi i genitori alla Madonna del Rosario di Pompei, ma divenne più matura frequentando la basilica domenicana di Santa Maria sopra Minerva. Entrò nel monastero domenicano di Santa Maria del Sasso a Bibbiena (Arezzo), del quale fu priora per tre mandati consecutivi, occupandosi della formazione delle novizie e di adeguare le Costituzioni dell’Ordine dei Predicatori al Concilio Vaticano II.
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