Don Giovanni Benassi, un viaggio nel Vangelo «marginale» di Marco

A un anno dalla morte del parroco e medico modenese, l'inaugurazione di un centro studi e la pubblicazione postuma del suo libro, frutto di oltre vent'anni di studio
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June 9, 2026
Don Giovanni Benassi, un viaggio nel Vangelo «marginale» di Marco
Fin da giovane, don Benassi ha dovuto sottoporsi a dialisi. Decise di compensare le lunghe ore di immobilità con giri ristoratori in moto
Non è passato un anno dalla morte di don Giovanni Benassi, sacerdote e medico modenese (5 ottobre 1952-25 giugno 2025). E oggi a Modena si inaugura il Centro studi intitolato al parroco di San Donnino che è stato punto di riferimento umano e spirituale per le tante generazioni che ha guidato dal 1989 al 2025 (centrostudi.benassi@gmail.com).
L’inaugurazione arriva a poche settimane dall’uscita postuma dell’ultimo volume del suo libro sul Vangelo di Marco. Frutto tangibile di un’intera vita sacerdotale, pastorale e intellettuale, “Un Vangelo marginale” è un’opera monumentale che riporta il lettore alle origini del cristianesimo, ai primi decenni dopo la vicenda terrena di Gesù, ma che nello stesso tempo guarda avanti e parla all’uomo contemporaneo con imprevedibile attualità. Tutto si lega, oggi, guardando a ritroso la vita del sacerdote: per decenni don Giovanni Benassi è stato il volto della comunità di San Donnino, raccontano i curatori del suo libro, Pier Angelo Carrara e Gabriella Maniscalco.
Un parroco capace di accogliere chiunque si avvicinasse alla sua chiesa senza condizioni preventive, senza richieste di appartenenza o di impegno. Le porte erano aperte a tutti: credenti convinti, persone in ricerca, dubbiosi, lontani dalla pratica religiosa. In un’epoca che ha messo la fede in secondo piano o l’ha confusa con un insieme di obblighi morali e verità da accettare passivamente, Benassi ha sempre cercato di mostrare un volto diverso della religione cattolica.
"Un Vangelo marginale - Marco" l'opera a cui don Benassi ha lavorato per oltre vent'anni 
"Un Vangelo marginale - Marco" l'opera a cui don Benassi ha lavorato per oltre vent'anni 
Dall’ascolto delle persone e delle loro domande è nata la convinzione che ha guidato tutta la sua ricerca: il Vangelo non è contro l’uomo, ma per l’uomo. Ogni parola evangelica è, secondo Benassi, una parola buona pronunciata sulla vita di ciascuno. La buona notizia è desiderabile perché umanizzante. Dio non è il rivale della libertà umana, ma colui che ne sostiene la piena realizzazione. Dio «fa il tifo» per l’uomo, sintetizzava il presbitero modenese, mentre passava lunghe ore in dialisi (cui si è sottoposto per più di 30 anni) e approfittando di quel tempo per approfondire i testi biblici.
Il nuovo Centro studi "Don Giovanni Benassi" (inaugurazione 9 giugno 2026)
Il nuovo Centro studi "Don Giovanni Benassi" (inaugurazione 9 giugno 2026)
“Il mestiere di Dio”, “La gioia nascosta”, “La Risurrezione non basta”, “Dal presepe al Vangelo”: ha scritto libri (oggi reperibili e consultabili al Centro studi) e studiato tanto, per dare risposta a una domanda umana, prima ancora che filologica, che lo ha accompagnato per tutta la vita: «A quale Dio crediamo? Quale Dio annunciamo?». Una domanda che non è rimasta confinata negli studi, ma che ha attraversato ogni sua omelia, ogni incontro, ogni celebrazione. Le sue riflessioni nascevano da un’analisi rigorosa del testo biblico. Per Benassi l’esegesi non era un esercizio accademico, ma uno strumento indispensabile per restituire senso e credibilità all’annuncio cristiano. È in questo contesto che matura il suo lungo confronto con il Vangelo di Marco, un testo per secoli considerato marginale, quasi un riassunto semplificato di Matteo. Solo dall’Ottocento gli studiosi hanno riconosciuto in esso il primo Vangelo composto. Benassi annota come metta al centro figure marginali, in particolare le donne, presenti discepoli fragili e incapaci di comprendere fino in fondo Gesù, ridimensioni ogni pretesa di possesso della verità. Invitando continuamente il lettore a interrogarsi più che a sentirsi rassicurato.
La grande intuizione di Benassi consiste nell’aver mostrato come questo Vangelo, apparentemente semplice e disordinato, sia in realtà costruito con straordinaria raffinatezza: attraverso un paziente lavoro di confronto tra parole, episodi e strutture narrative, l’autore individua una fitta rete di richiami, parallelismi e opposizioni. I curatori dell’opera parlano di un continuo intrecciarsi di similitudini e contrasti, di rimandi interni che arricchiscono progressivamente il significato del racconto. Una costruzione così complessa da far immaginare Marco intento a disporre e spostare frammenti di papiro sul pavimento della propria casa, alla ricerca dell’ordine capace di esprimere il messaggio desiderato. È proprio questa suggestiva immagine ad aver ispirato la copertina del volume.
Don Giovanni Benassi (5 ottobre 1952-25 giugno 2025)
Don Giovanni Benassi (5 ottobre 1952-25 giugno 2025)
Oggi pomeriggio i tanti fedeli che parteciperanno all’inaugurazione del Centro studi voluto dall’Associazione medici cattolici di Modena-Carpi, e che sarà presieduta dall’arcivescovo Erio Castellucci, potranno riascoltare la registrazione dell’ultima omelia, pronunciata il 22 giugno 2025 nella solennità del Corpus Domini, dalla voce di don Giovanni, così cara a chi lo ha conosciuto e raggiungeva ogni domenica San Donnino apposta per ascoltarlo: «Questi duemila anni sono solo l’inizio – diceva con il suo sorriso, solo pochi giorni prima di morire –. Il cammino più grande resta ancora da fare. Ma, si può dire, il meglio deve ancora venire: è davanti a noi. Un meglio che dipende dalle nostre domande».
Don Giovanni nella chiesa di San Donnino
Don Giovanni nella chiesa di San Donnino

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