Contro l'odio, la criminalità, le ingiustizie: ecco il volto dei martiri di oggi

Cresce il numero dei cristiani uccisi nel mondo: dal 2000 a oggi sono più di 1.700. E oltre cento le testimonianze giunte nell’ultimo anno a Roma. Il lavoro della Commissione vaticana. E le parole di Semeraro, Fabene e Riccardi
Google preferred source
September 11, 2026
Contro l'odio, la criminalità, le ingiustizie: ecco il volto dei martiri di oggi
Una chiesa cattolica devastata da una bomba in Iraq nel 2004 / Ansa
Perseguitati e uccisi perché, in nome del Vangelo, si sono opposti all’estremismo, alla criminalità, alle ingiustizie. Sono i nuovi martiri e testimoni della fede nel XXI secolo, come dice anche il nome della Commissione che raccoglie le loro storie all’interno del Dicastero delle cause dei santi. «Solo nell’ultimo anno ci sono giunte fra le cento e le centocinquanta nuove testimonianze», spiega il segretario del Dicastero, l’arcivescovo Fabio Fabene, che presiede la Commissione. Organismo che finora ha censito 1.734 martiri e testimoni della fede uccisi dal 2000 al 2025: 304 delle Americhe; 277 di Medio Oriente e Maghreb; 153 dell’Europa (assassinati nel continente o in missione nel mondo); il restante di Africa e Asia. «Esempi di vita donata, benché non si tratti di donne e uomini canonizzati o beatificati», sottolinea il prefetto del Dicastero, il cardinale Marcello Semeraro. E “militi ignoti della grande causa di Dio”, come li aveva definiti Giovanni Paolo II, che dicono i «molteplici volti del martirio contemporaneo, diverso da quello dei secoli precedenti», osserva il vice-presidente della Commissione, Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio.
La conferenza stampa di presentazione del convegno "Il XXI secolo: un nuovo tempo di martiri?": da sinistra, l'arcivescovo Fabio Fabene, il cardinale Marcello Semeraro e lo storico Andrea Riccardi
La conferenza stampa di presentazione del convegno "Il XXI secolo: un nuovo tempo di martiri?": da sinistra, l'arcivescovo Fabio Fabene, il cardinale Marcello Semeraro e lo storico Andrea Riccardi
Qualche esempio? «La dura esperienza di violenza subita dai cristiani nel 2008 nello Stato indiano dell’Odisha che ha causato almeno cento morti tra i fedeli, oggi ricordati sia con dolore sia con gioia», fa sapere Riccardi. Una persecuzione anti-cristiana compiuta da gruppi di estremisti indù con centinaia di chiese, cappelle e case date alle fiamme e distrutte. Oppure i nuovi martiri dell’America Latina «che hanno perso la vita anche nel contesto del narcotraffico, della deforestazione, dello sfruttamento delle risorse naturali: sia missionari, sia laici che si sono impegnati nella lotta contro questi mali», afferma Fabene.
A loro è dedicato il convegno “Il XXI secolo: un nuovo tempo di martiri?” in programma martedì 15 settembre all’Istituto patristico Augustinianum di Roma. Appuntamento presentato ieri nella Sala Stampa vaticana e organizzato dal Dicastero delle cause dei santi che si tiene a un anno esatto dalla commemorazione ecumenica dei testimoni della fede di questi decenni presieduta da Leone XIV insieme con i rappresentanti delle altre Chiese e comunità cristiane nella Basilica di San Paolo fuori le Mura all’interno del Giubileo della speranza. Storie di «santità della porta accanto», evidenzia Semeraro citando papa Francesco, che mostrano come «la grazia della santità nella Chiesa non esaurisca nelle canonizzazioni». Proprio Francesco aveva voluto che la Commissione legata all’Anno Santo del 2000 e all’esperienza di Wojtyla sotto il nazismo e il comunismo entrasse in modo stabile nel Dicastero per «elaborare un catalogo di tutti coloro che hanno versato il loro sangue per confessare Cristo e testimoniare il Vangelo».
Testimoni che fanno emergere anche «il valore antropologico della santità cristiana», dichiara Semeraro, richiamando Benedetto XVI che poneva l’accento sul senso di «soffrire con l’altro, per gli altri», di «soffrire per amore della verità e della giustizia». E testimoni che raccontano anche l’ecumenismo del sangue, ricorda il cardinale prefetto. Alla domanda che fa da titolo al convegno, risponde Riccardi: «Sì, siamo in un nuovo secolo del martirio. Il tempo del martirio continua: lo conferma non solo la cronaca, ma anche la coscienza che si è sviluppata all’interno della Chiesa. Diocesi, ordini religiosi, comunità hanno risposto con convinzione alla lettera della Commissione per ricordare fratelli e sorelle che si sono sacrificati per Cristo». E, appunto, con numeri significativi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire