Marino: «Restauriamo l'immagine della nostra umanità»
Nel messaggio alla Chiesa di Nola per la festa patronale, il vescovo si rivolge ai sindaci della sua diocesi: «Non restate imprigionati dal consenso dell'elettorato, logiche clientelari o privilegi»

Sono parole di consolazione e provocazione quelle che il vescovo di Nola Francesco Marino col messaggio “San Paolino, cantore della magnifica humanitas” rivolge alla Chiesa di Nola in occasione della festa patronale. Ricordando il danneggiamento, lo scorso marzo, della statua lignea di san Paolino che impreziosiva la cappella della Cattedrale a lui intitolata, Marino chiede di vivere l’attesa per il ritorno del simulacro come «un’opportunità sapienziale», per «comprendere che, prima ancora di restaurare il legno della statua, siamo chiamati a restaurare la “vera immagine” di san Paolino nel cuore della nostra devozione, liberandola da ogni abitudine sterile e dal tradizionalismo disincarnato per riscoprire il volto autentico del santo vescovo che si fece servo degli ultimi e prossimo a chiunque fosse smarrito. Si tratta, anche, di restaurare la vera immagine della nostra umanità, spesso sfigurata dal male in tutta la sua tragicità. Quante forme di povertà, antiche e nuove, ci chiedono oggi di essere comprese e accolte», scrive il vescovo, richiamando l’accoglienza dei migranti, le gravi carenze e disfunzioni della sanità pubblica, l’inclusione delle persone con disabilità, la volontà politico-amministrativa di elaborare leggi che abbandonano alla solitudine e alla morte coloro che sono nelle condizioni terminali della vita e il dolore di tanti, soprattutto giovani, causato nel mondo del lavoro dalle minacce occupazionali, dalla disoccupazione e dal precariato. Al suo discorso si aggiungono le catastrofi di ogni guerra: «Non possiamo restare indifferenti – afferma –: è questione di umanità ed è per noi credenti anche questione di fede».
Appassionato costruttore di civiltà e architetto dell’amicizia, san Paolino è inoltre, scrive il vescovo, maestro di «un’ecologia della bellezza» necessaria oggi in un territorio martoriato dagli scempi ambientali: «Anche noi dobbiamo ricomporre la frattura tra vita e territorio, persona umana e bene comune». Per questo, il vescovo di Nola si rivolge anche ai sindaci del territorio diocesano: «Vi affido all’intercessione di san Paolino che ha conosciuto e vissuto bene l’arte della politica, ricoprendo la carica di console imperiale e successivamente di governatore della Campania. Il vostro mandato non è l’esito di una vittoria elettorale, ma una vocazione alta alla quale siete chiamati. Siate a servizio di tutti, senza restare imprigionati dal consenso del vostro elettorato o da logiche clientelari e di privilegi». E ai sacerdoti e ai laici chiede di rendere «le nostre parrocchie non semplici spazi di aggregazione occasionale, ma vere e proprie palestre di vita cristiana». San Paolino, conclude Marino, «ha costruito ponti laddove il mondo vedeva solo confini e barriere. In un tempo attuale che ci spinge all’isolamento, l’amicizia cristiana è ancora una rivoluzione che ci permette di abbattere i muri dell’indifferenza, dell’autoreferenzialità e dell’esclusione».
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