Dietro le quinte di Messe e Angelus: gli “angeli” con la divisa fluorescente che si mettono al servizio dei fedeli

Da piazza San Pietro a Castel Gandolfo, il racconto di come l’Azienda regionale emergenza sanitaria del Lazio permette di vivere con serenità gli eventi ecclesiali legati soprattutto al Papa
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August 18, 2026
Personale dell’Ares 118 all’opera
Personale dell’Ares 118 all’opera
Siamo abituati a vederli ai margini dei grandi eventi, con le loro divise dal colore fluorescente pronti ad entrare in scena quando c’è bisogno di assistenza sanitaria. È così anche ogni domenica, quando piazza San Pietro si riempie di fedeli per l’Angelus, e ogni volta che papa Leone XIV si sposta a Castel Gandolfo. Dietro le quinte della vita ecclesiale, delle grandi celebrazioni liturgiche, degli incontri del Papa con la comunità cristiana, infatti, lavora una macchina sanitaria discreta ma essenziale, che garantisce alle persone di vivere un’esperienza di fede con la tranquillità di una pronta assistenza se c’è bisogno. È il sistema di Ares 118, l’Azienda regionale emergenza sanitaria del Lazio, che presidia questi momenti con personale medico, ambulanze e postazioni avanzate. Per molti di loro la dimensione della fede e quella professionale in certi contesti si sovrappongono. Una presenza costante, insomma, con gli operatori sanitari che garantiscono che la fede possa essere vissuta in sicurezza anche nei giorni di maggiore affluenza, compreso Ferragosto – la solennità dell’Assunta, secondo il calendario liturgico –, quando il servizio a Castel Gandolfo non s’interrompe. I mezzi sono posizionati strategicamente lungo le vie di fuga, per intervenire rapidamente senza intralciare il flusso dei pellegrini.
«Il nostro compito è essere presenti per garantire la sicurezza dei fedeli con la stessa attenzione con cui un medico si prende cura di un paziente. A Castel Gandolfo come in piazza San Pietro, anche nei giorni di Ferragosto, i nostri operatori non si fermano mai», spiega il direttore generale di Ares 118, Narciso Mostarda, il quale racconta come «gli importanti eventi dell’anno giubilare ci hanno permesso di potenziare ulteriormente una struttura e una organizzazione che sa adattarsi a ogni specifica situazione». Ad esempio, quando papa Leone XIV è a Castel Gandolfo e nelle giornate caratterizzate dal maggiore afflusso di fedeli, Ares 118, in accordo con il Comune di Castel Gandolfo, ha predisposto uno specifico dispositivo sanitario per garantire l’assistenza alla popolazione e ai pellegrini. Il piano prevede, nell’area a ridosso della sede che ospita il Pontefice, la presenza di due ambulanze infermieristiche, pronte a intervenire in caso di necessità. In più è stato allestito un punto sanitario all’interno di un gazebo, destinato alle prime valutazioni e agli interventi di emergenza. La struttura è presidiata da un medico e un infermiere ed è dotata del materiale necessario per affrontare le principali emergenze: monitor-defibrillatore, farmaci d’urgenza e lettini per la valutazione e l’assistenza dei pazienti. È inoltre prevista la presenza di un operatore logistico, con il compito di supportare l’organizzazione delle attività sul posto. A ciò si aggiungono tre squadre, composte da personale della Protezione civile e della Croce Rossa italiana, che girando tra la gente a piedi consentono di garantire una presenza capillare nelle aree maggiormente interessate dall’afflusso di persone e di intervenire rapidamente per le situazioni di primo soccorso.
Questa è un’organizzazione pensata in particolare nelle giornate in cui avviene la recita dell’Angelus, già sperimentata nei tre appuntamenti di luglio, e per il 15 agosto, quando si è verificato un ulteriore significativo afflusso di fedeli a Castel Gandolfo. Questo assetto consente di affiancare, alla normale risposta dell’emergenza sanitaria territoriale, una presenza dedicata e più articolata, con mezzi di soccorso, personale sanitario, supporto logistico e squadre appiedate distribuite nell’area dell’evento. Il tutto si completa con le basi per l’elisoccorso già individuate sul territorio, spiegano dall’Ares 118. Ma il loro servizio è costante tutti i giorni. Sono infatti circa 600mila le missioni di soccorso assicurate ogni anno sul territorio del Lazio, grazie a una flotta che ha raggiunto i 270 mezzi tra ambulanze e automediche, dislocate su 260 postazioni, con equipaggi di autisti-soccorritori e infermieri che erogano un modello di soccorso avanzato tra i più evoluti in Italia. A completare la flotta di mezzi su gomma, ci sono anche tre elicotteri.

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