Chi è Alfonso Raimo, il nuovo vescovo di Terni-Narni-Amelia
di Irene Funghi
La missionarietà e l'impegno nella Fondazione "Missio" assieme al servizio come parroco, poi gli incarichi di vicario generale e vescovo ausiliare della diocesi di Salerno-Campagna-Acerno

L’annuncio dell’amministratore diocesano della diocesi di Terni-Narni-Amelia don Matteo Antonelli è arrivato oggi, 15 settembre, alle 12, nella cattedrale di Santa Maria Assunta di Terni, davanti ai fedeli e alle autorità civili e militari, contestualmente alla pubblicazione del Bollettino della Sala Stampa vaticana. Alfonso Raimo, vescovo titolare di Termini Imerese e finora vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Salerno-Campagna-Averno, è il nuovo vescovo della diocesi di Terni-Narni-Amelia, dove farà il suo ingresso nel pomeriggio del 24 ottobre, quando in Cattedrale la celebrazione eucaristica sarà presieduta dal Nunzio apostolico in Italia Edgar Pena Parra. «Vengo a voi con il cuore colmo di gratitudine e con quella trepidazione che accompagna sempre i passaggi nei quali il Signore chiede di affidarsi ancora una volta a Lui», le parole con cui ha iniziato il suo saluto, letto all'assemblea in Cattedrale. «Non vengo con la pretesa di avere già risposte – prosegue –. Vengo anzitutto per conoscervi, ascoltarvi e camminare con voi. Desidero conoscere questa terra, le sue comunità, le sue ricchezze e anche le sue ferite. Desidero ascoltare i sacerdoti, i diaconi, i consacrati e le consacrate, i laici, le famiglie, i giovani, gli anziani, coloro che partecipano assiduamente alla vita ecclesiale e anche quanti, per ragioni diverse, se ne sentono lontani». A raggiungerlo, l’augurio della Conferenza episcopale umbra di un «fecondo ministero nel servizio e nella guida del popolo di Dio affidato alle sue cure» assieme alle parole dell’arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno Andrea Bellandi che l’ha avuto al suo fianco come vicario generale prima e vescovo ausiliare poi. «Ha anche dato un forte impulso al dialogo con le altre confessioni religiose, fondando la Scuola di Dialogo interreligioso e interculturale, di cui è attualmente presidente», ricorda.



Originario di Calabritto, in provincia di Avellino, Raimo è stato ordinato sacerdote da Guerino Grimaldi e incardinato nell’arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno il 18 marzo 1990. È stato parroco nella parrocchia dei Santi Martino e Quirico in Lancusi di Fisciano, a Santa Maria del Carmine e Sant’Eustachio in San Francesco in Eboli, a San Bartolomeo Apostolo a Eboli e cappellano dell’Istituto a Custodia Attenuata, ricoprendo più volte l’incarico di vicario foraneo. La passione per la missionarietà (ha conseguito la licenza in Teologia della missione alla Pontificia Università Urbaniana di Roma) lo ha portato a essere vicedirettore dell’Ufficio missionario diocesano e incaricato regionale della pastorale missionaria della Conferenza episcopale campana e a ricoprire diversi ruoli (dal 2001 al 2015), all’interno della Fondazione “Missio”, tra cui quello di segretario nazionale della Pontificia Unione Missionaria e della Pontificia Opera di San Pietro Apostoli delle Pontificie Opere Missionarie. È stato poi docente di Teologia della missione presso l’Istituto Teologico Salernitano e l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Matteo” di Salerno. Nel giugno del 2020 è stato nominato vicario generale dell’arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno. Il 30 aprile 2024 è stato nominato da papa Francesco vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno e vescovo titolare di Termini Imerese, ricevendo l’ordinazione episcopale il 1º giugno dello stesso anno nella Cattedrale di Salerno dall’arcivescovo Andrea Bellandi. All’interno della Conferenza episcopale campana, è stato il vescovo delegato per la tutela dei minori.
Da parte sua, Raimo, assieme a quella rivolta alla sua nuova diocesi, ha indirizzato una lunga lettera alla Chiesa dove finora si è speso: «Il distacco, quando riguarda persone, luoghi e affetti che hanno accompagnato un’intera esistenza, non può essere indolore», «eppure, dentro questa fatica, sento una pace profonda», afferma, chiedendo perdono, in particolar modo ai sacerdoti, «se qualcuno non si è sentito sufficientemente accolto, accompagnato o sostenuto». Nel nuovo incarico «porterò le parrocchie nelle quali ho servito, i sacerdoti con i quali ho condiviso il ministero, le persone che il Signore ha posto sulla mia strada. Porterò con me ciò che questa Chiesa mi ha dato e anche ciò che, attraverso le mie povertà, mi ha insegnato», scrive. «Vado incontro alla Chiesa di Terni-Narni-Amelia con rispetto» «e desidero andarvi senza riserve, con cuore libero – conclude –, perché quella Chiesa possa diventare davvero la Chiesa alla quale donare, da oggi, la mia vita. A voi chiedo una cosa semplice: pregate per me».
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