Addio a monsignor Adriano Caprioli, vescovo emerito di Reggio Emilia-Guastalla

di Edoardo Tincani, Reggio Emilia
Aveva 90 anni, aveva animato da presule la vita ecclesiale e culturale sia reggiana sia ambrosiana
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July 4, 2026
Addio a monsignor Adriano Caprioli, vescovo emerito di Reggio Emilia-Guastalla
Il vescovo emerito Adriano Caprioli
Monsignor Adriano Caprioli, vescovo emerito di Reggio Emilia-Guastalla, si è spento a novant’anni nella prima mattina di oggi all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, dove era stato già ricoverato due volte negli ultimi mesi. La notizia del decesso, illuminata dalla speranza cristiana e carica di intensa riconoscenza per il fecondo ministero del presule, è stata data dall’arcivescovo Giacomo Morandi a cui si uniscono nella partecipazione al lutto il vescovo emerito Massimo Camisasca e tutta la Diocesi. 
Nato a Solbiate Olona (Varese) il 16 maggio 1936, monsignor Caprioli è stato centrale per la vita ecclesiale e culturale sia reggiana che ambrosiana. Il suo ministero presbiterale iniziò il 28 giugno 1959, quando fu ordinato nel Duomo di Milano per mano dell’allora cardinale Giovanni Battista Montini, il futuro San Paolo VI, figura che rimase un riferimento costante in tutta la sua azione pastorale. Dopo aver conseguito la laurea in teologia nel 1961, Caprioli dedicò gran parte dei suoi primi anni di ministero all’insegnamento nei seminari di Masnago e Venegono Inferiore. Uomo di profonda cultura, ricoprì l’incarico di direttore dell’Istituto Superiore di Studi Religiosi e della Fondazione Ambrosiana Paolo VI a Villa Cagnola di Gazzada (Varese), promuovendo il dialogo tra fede e cultura contemporanea. Visse inoltre un’intensa esperienza come prevosto di San Magno a Legnano dal 1993 al 1998.
Eletto vescovo di Reggio Emilia-Guastalla il 27 giugno 1998, ricevette l’ordinazione episcopale nel Duomo di Milano il 12 settembre 1998 e fece il suo ingresso a Reggio Emilia il 20 settembre successivo. Per quattordici anni ha guidato la Chiesa reggiano-guastallese con il motto “Veritas et Amor”, distinguendosi per la sua “nobile semplicità” liturgica e per l’impegno costante nel far uscire la fede “fuori dal tempio”. Sotto il suo episcopato sono state compiute scelte storiche, tra cui il grandioso restauro e l’adeguamento liturgico della Cattedrale di Reggio Emilia.
Monsignor Caprioli ha saputo tessere legami profondi con il mondo dell’università, della cultura e del lavoro, mettendo sempre al centro la dignità della persona e della famiglia. Come comunicatore ha sempre posto grande cura nella scelta dei destinatari del suo magistero: il presbiterio, i giovani, le famiglie, le associazioni e i movimenti, la città in quanto tale con il “Discorso di san Prospero”, mosso dallo spirito paolino del farsi “tutto per tutti”. Caprioli è stato un pastore dall’ampio orizzonte missionario, che ha viaggiato più volte sia nelle parrocchie della diocesi che nelle terre delle missioni diocesane in Madagascar, Brasile, India e Albania.
Dopo l’accoglimento della rinuncia al governo pastorale, il 29 settembre 2012, il vescovo emerito ha scelto di rimanere a Reggio Emilia, risiedendo presso la parrocchia di Santa Teresa, dove ha continuato a servire con sorridente umiltà, prestando assistenza pastorale e condividendo la vita delle Case della Carità. Nel 2019, in occasione del 60° anniversario di ordinazione presbiterale, aveva ricordato con gratitudine il suo percorso e invitato tutti a pregare perché il Signore susciti sempre nuove vocazioni nella sua Chiesa. La camera ardente è aperta da oggi pomeriggio nella chiesa di Santa Teresa a Reggio Emilia, dove stasera alle 19.30 si recita il Rosario. Nella mattinata di lunedì la salma sarà accompagnata nella Cattedrale reggiana dove alle 9.30 l’arcivescovo Morandi presiederà la celebrazione esequiale.

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