Chi è l'arcivescovo italiano Gabriele Caccia, nuovo nunzio apostolico negli Stati Uniti
di Annamaria Braccini, Milano
Milanese, 68 anni, è stato nunzio in Libano e nelle Filippine, prima di essere nominato Osservatore della Santa Sede presso l'Onu. La soddisfazione dei vescovi americani

Il nuovo nunzio apostolico negli Stati Uniti, nominato da papa Leone, è un sacerdote nativo della diocesi di Milano, l’arcivescovo Gabriele Giordano Caccia. Finora osservatore permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione delle Nazioni Unite, a New York, monsignor Caccia succede al cardinale Christophe Pierre che ha rassegnato le dimissioni per raggiunti limiti di età. «Sono onorato e profondamente grato per la decisione del Santo Padre», ha detto Caccia, sottolineando di accogliere «questa missione con gioia e trepidazione, incoraggiato dal calore e dall’apertura» che ha già sperimentato da parte della Chiesa locale, del popolo e delle istituzioni di questo Paese che ha avuto modo di conoscere durante i suoi anni di servizio alle Nazioni Unite a New York. Una missione «al servizio della comunione e della pace» e che inizia nell’anno del 250° anniversario della nascita degli Stati Uniti.
Gabriele Caccia è nato a Milano il 24 febbraio 1958. Cresciuto a Cavaria con Premezzo, in provincia di Varese, ordinato sacerdote nel 1983 dal cardinale Carlo Maria Martini, ha svolto il primo ministero, fino al 1986, presso la parrocchia di San Giovanni Bosco nel popoloso quartiere di Baggio alla periferia a Milano, dove ancora qualcuno dei ragazzi di allora si ricorda quel «giovane e brillantissimo prete di oratorio». E certamente ricorda anche lui quegli anni, considerato che la sua più recente visita a Milano è stata, infatti, il 30 gennaio scorso, proprio in occasione del 60° anniversario di “San Giovanni Bosco”, per la Messa presieduta dall’arcivescovo Delpini.
Inviato alla Pontificia Accademia ecclesiastica a Roma, ha conseguito il dottorato in Teologia e la licenza in Diritto canonico presso la Pontificia Università Gregoriana. Entrato nel Servizio diplomatico della Santa Sede nel 1991, fu assegnato alla Rappresentanza pontificia in Tanzania. Da allora, sono stati molti e tutti di grande prestigio gli incarichi ricoperti da monsignor Caccia che, quindi, può vantare una notevolissima esperienza diplomatica. Nel 1993 è stato chiamato a prestare la sua opera nella sezione Affari generali della Segreteria di Stato, nella segreteria del sostituto. Nel 2002 nominato assessore per gli Affari generali della Segreteria di Stato. Nel luglio 2009, Benedetto XVI lo aveva voluto nunzio apostolico in Libano e arcivescovo titolare di Sepino, ricevendo l’ordinazione episcopale dallo stesso Pontefice il 12 settembre successivo. Nel 2017 papa Francesco lo aveva scelto come nunzio nelle Filippine e, nel 2019, quale osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite.
L’annuncio della nomina è stata accolta con soddisfazione dai vescovi americani. «È con gioia che accolgo la notizia che papa Leone XIV ha nominato suo rappresentante personale e nunzio negli Stati Uniti, l’arcivescovo Caccia – scrive in una nota l’arcivescovo Paul Stagg Coakley, presidente della Conferenza episcopale statunitense –. A nome dei miei confratelli vescovi, desidero porgergli il nostro più caloroso benvenuto e il nostro sostegno nella preghiera nell’esercizio delle sue responsabilità negli Stati Uniti, e non vediamo l’ora di collaborare con lui».
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