Chi è l'arcivescovo italiano Gabriele Caccia, nuovo nunzio apostolico negli Stati Uniti
di Matteo Liut
Milanese, 68 anni, è stato nunzio in Libano e nelle Filippine, prima di essere nominato

Papa Leone XIV ha nominato l'arcivescovo Gabriele Giordano Caccia nunzio apostolico negli Stati Uniti d’America, accogliendo le dimissioni del cardinale Christophe Pierre, che ha compiuto 80 anni. Caccia, finora era osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a New York, ruolo svolto dal 2019. È nato a Milano il 24 febbraio 1958, è stato ordinato sacerdote nel 1983 dal cardinale Carlo Maria Martini, allora arcivescovo di Milano, e ha iniziato il suo ministero nella parrocchia di San Giovanni Bosco nel capoluogo lombardo, dove ha prestato servizio fino al 1986. Inviato a Roma alla Pontificia Accademia Ecclesiastica, ha conseguito il dottorato in Teologia e la licenza in Diritto canonico presso la Pontificia Università Gregoriana, completando così la formazione che lo ha introdotto al servizio diplomatico della Santa Sede.
Entrato nel corpo diplomatico nel 1991, ha svolto il suo primo incarico presso la nunziatura in Tanzania. Nel 1993 è stato chiamato alla Segreteria di Stato, nella Sezione per gli Affari generali, dove ha collaborato con i sostituti prima Leonardo Sandri e poi Fernando Filoni. Nel 2002 san Giovanni Paolo II lo ha nominato assessore per gli Affari generali della Segreteria di Stato, incarico che lo ha posto al centro del coordinamento della macchina diplomatica vaticana. Benedetto XVI lo ha designato nunzio apostolico in Libano nel 2009, assegnandogli contestualmente il titolo di arcivescovo-vescovo titolare di Sepino. Lo stesso Pontefice gli ha conferito l’ordinazione episcopale il 12 settembre di quell’anno. Nel 2017 papa Francesco lo ha trasferito alla nunziatura nelle Filippine, dove ha proseguito il servizio fino alla successiva nomina, nel 2019, a osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite. In questi incarichi ha maturato un’esperienza estesa tanto nel contesto mediorientale quanto in quello asiatico e multilaterale, rappresentando la Santa Sede in momenti significativi della vita delle rispettive Chiese locali e nei principali tavoli diplomatici internazionali.
In qualità di osservatore presso l'Onu, lo scorso 19 gennaio Caccia è intervenuto a New York al dibattito generale della prima sessione del Comitato preparatorio per la Conferenza diplomatica dei plenipotenziari delle Nazioni Unite sulla prevenzione e la repressione dei crimini contro l’umanità. Di fronte all’aumento delle «violazioni della sacralità della vita umana» e alla mancanza di «risposte collettive», con conseguenze per «bambini, donne e membri di minoranze etniche e religiose», che «continuano a subire persecuzioni, violenze e morte», ha detto in quell'occasione, come riporta l'Osservatore Romano, servono «misure efficaci» di prevenzione. «La Santa Sede — ha aggiunto Caccia — auspica un dialogo aperto e attento alle legittime preoccupazioni di tutte le delegazioni al fine di sviluppare una risposta efficace e duratura ai crimini contro l’umanità».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Temi





