Il prof di religione è andato in pensione. Nel primo giorno da assunto
di Andrea Cassisi, Capo d'Orlando (Messina)
Liborio Princiotta, 68 anni, di Capo d’Orlando ha vissuto una lunga vita da precario: è diventato docente di ruolo nel suo ultimo giorno di lavoro. «Felice di lasciare il posto a un collega, magari più giovane...»

C’è chi firma il contratto a tempo indeterminato per immaginare il futuro. E c’è chi lo firma quando il futuro è già diventato presente, anzi il passato. Come è accaduto a Liborio Princiotta, 68 anni, siciliano di Capo d’Orlando Messina. Al mattino, all’Istituto Merendino ha discusso davanti alla commissione la relazione finale dell’anno di prova da docente di ruolo e qualche ora dopo ha salutato colleghi e studenti per andare in pensione. Insomma, il primo e l’ultimo giorno della sua carriera da insegnante di ruolo sono coincisi e di certo, quello che gli è accaduto, non capita due volte nella stessa scuola! La sua è una storia che parla di vocazione, studio e perseveranza. Princiotta ha ottenuto l’immissione in ruolo dopo avere superato il concorso per la disciplina “scienze religiose” del 2025 (l’ultimo risaliva al 2004) con un brillante terzo posto in graduatoria. Così è arrivata l’assunzione a tempo indeterminato dopo ben 21 anni di precariato nella stessa scuola, fatte salve un paio di supplenze al comprensivo “Sidoti” di Gioiosa Marea e al Torricelli di Sant’Agata di Militello.
Fino al 2005 aveva lavorato come geometra in uno studio privato. Poi la scelta di percorrere la strada dell’insegnamento maturata anche all’interno di un robusto cammino di fede: 40 anni ministro straordinario per la Comunione nella sua parrocchia Santa Maria di Lourdes di Gliaca della Diocesi di Patti. Per lui la fede non è mai stata soltanto testimonianza, ma anche ricerca. Per questo, anche da adulto, ha continuato a studiare, approfondendo la Teologia e poi la Bioetica, fino a conseguire il Baccalaureato all’Istituto San Tommaso di Messina, la Licenza alla Pontificia Università Regina Apostolorum di Roma e un master in Bioetica e Sessuologia. Un percorso che gli ha permesso di approfondire temi con decine e decine di generazioni, ritrovando talvolta anche adolescenti che aveva accompagnato da bambini, quando ancora sedevano tra i banchi dell’asilo. La Diocesi lo ha sempre destinato all’Istituto Merendino che ha salutato il collega ripercorrendo la sua lunga carriera da “precario”: per anni riferimento per i progetti Erasmus e con ruoli di collaborazione nello staff dei dirigenti che si sono succeduti, Princiotta ha prestato «un servizio prezioso, esempio di docente attento e accogliente nei confronti delle giovani generazioni», per usare le parole della preside Maria Ricciardello. «I giovani hanno bisogno di incontrare persone testimonino e dicano la verità», dice.
«Sono felice di lasciare il posto di insegnante perché è una possibilità di lavoro in più per qualche altro collega, spero giovane, anche se, forse, un altro anno in classe sarei rimasto…» ammette sorridendo. Lasciata l’aula, nella sua agenda, dal prossimo primo settembre ci sono due impegni: i nipoti da coccolare e i pellegrinaggi da organizzare, come faceva un tempo prima del Covid. Prosegue così il suo viaggio, un altro modo per incontrare Dio e gli altri.
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