Le vacanze non bastano più: un italiano su tre non parte (e molti rientrano più stanchi)

L’ultima ricerca di Unobravo su ferie e benessere mentale mostra come staccare mentalmente dal lavoro sia diventato più difficile per gli italiani
Google preferred source
July 14, 2026
Le vacanze non bastano più: un italiano su tre non parte (e molti rientrano più stanchi)
ANSA/TELENEWS
Quasi quattro italiani su 10 la chiamano "libertà" (il 37,8%), mentre un 21,6% la definisce "fuga": sono le parole scelte dagli italiani, in un'indagine di Unobravo, per descrivere l'agognata vacanza a dare l'idea di come sempre più il viaggio diventa nell'immaginario la via d'uscita da qualcosa. Ammesso che le vacanze siano ancora un'opzione: quasi un italiano su tre quest'estate non farà vacanze vere e proprie. Tra chi è single, la quota sale al 41,3%, quasi il doppio rispetto a chi è in coppia. Anche tra chi parte, specifica la ricerca del servizio di psicologia online, il sollievo non è garantito: oltre il 34% è tornato dalle vacanze sentendosi meno ricaricato di quanto sperasse o addirittura peggio di prima.
A pesare sulla possibilità di ricaricarsi davvero sono diversi fattori. Innanzitutto il lavoro. Quando agli italiani viene chiesto cosa cerchino in vacanza, la risposta più frequente è "staccare mentalmente dal lavoro" (per il 41,6%). Una priorità molto più sentita del recupero delle energie fisiche (31,4%) e del bisogno di "non pensare a niente" (27,5%). Ma l'aspirazione di restare off line dagli impegni ordinari spesso resta tale: il 22,6% degli intervistati dice che staccare dal lavoro durante le vacanze è diventato più difficile rispetto a qualche anno fa e il 17,5% afferma di non riuscire a farlo davvero, fatica molto o lavora anche durante le ferie. «Il fatto che quasi un terzo delle persone torni dalle vacanze meno ricaricato di quanto sperasse non significa per forza che le vacanze non funzionino ma che non possono essere l'unico spazio dedicato al proprio equilibrio psicologico nell'arco di dodici mesi – Corena Pezzella, clinical manager di Unobravo –. Il bisogno di staccare dal lavoro, che emerge come obiettivo principale ancora prima del riposo fisico, racconta quanto sia diffusa la fatica di reggere un anno intero senza margini di recupero distribuiti nel tempo».
Ad aumentare lo stress di chi parte c'è poi il fattore economico: per uno su quattro è la preoccupazione principale, mentre per ben il 66,3% incide almeno "abbastanza" sul proprio livello di stress nell'organizzazione delle ferie. La spesa sostenuta si accompagna persino al senso di colpa: una sensazione mai provata solo da circa il 40% degli intervistati. Eppure, le aspettative sui benefici delle vacanze sono alte (e forse proprio per questo non possono che rimanere deluse). Nonostante tutto, il 76,8% degli italiani intervistati dichiara di sentirsi emotivamente meglio in vacanza rispetto al resto dell'anno e quasi quattro su 10 la definiscono addirittura il periodo in cui stanno meglio con se stessi in assoluto.
«I dati mostrano un meccanismo che osserviamo spesso nella pratica clinica: quando il benessere viene concentrato in una finestra temporale molto ristretta, l'aspettativa che la vacanza debba "risolvere" un anno di stress può diventare essa stessa una fonte di pressione», specifica infine Pezzella. I risultati dell'analisi fotografano una situazione sulla quale Unobravo sta provando ad accendere i riflettori anche attraverso la campagna OOH, che ha appena lanciato a Milano, con il titolo: "Il tuo benessere mentale merita più di due settimane all'anno". Un’idea che parte da una domanda semplice quanto spiazzante: perché il benessere mentale deve aspettare la pausa estiva?

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire