Tutti da Jovanotti e Vasco, tranne Simone e Donato: i concerti per i disabili in Italia restano “sold out"

Le storie (tristi) di due fan in carrozzina esclusi dalle esibizioni dei loro idoli: «La musica continui davvero ad essere di tutti, senza barriere e senza zone d’ombra»
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August 17, 2026
Un ragazzo sulla sedia a rotelle
Un ragazzo sulla sedia a rotelle
Non è solo l’estate dell’afa asfissiante ma anche quella dei concerti in tutti i luoghi e in tutti i laghi. Per prendervi parte basta pagare: prezzi più stellari delle stelle sul palco. E su questi tagliandi venduti a peso d’oro, e con logiche che sfuggono ai comuni mortali, bisognerebbe, una volta per tutte, avviare un’indagine seria e capillare. Per il momento registriamo come dato certo quello di famiglie esasperate, con genitori condannati a sobbarcarsi fino a quattro o cinque concerti estivi per far felici i propri pargoli fan scatenati, investendo fino a 150 euro a biglietto. Un salasso. “Ticket non one”, comprato almeno un anno prima online sulle fameliche piattaforme dove, ciclicamente, a loro vantaggio, va in scena l’asta tosta per tutti i gusti.
Posti sdraiati nello sterrato e nel fango o solo in piedi, fino a 2 chilometri di distanza dal palco. Vedi il concertone del 4 luglio a Tor Vergata con Ultimo che è diventato il primo: recordman italiano capace di radunare una fiumana di gente mai vista prima nell’Urbe dai tempi di Cesare (non Cremonini ma Augusto): 250mila spettatori per il suo evento “La favola per sempre”. Ma la favola dei live dell’estate 2026 scopriamo con immensa tristezza che non è per tutti. Nella sola regione Puglia perlustrando la cronaca locale colpiscono due casi di “concerti negati”. Il primo “no grazie, per lei non c’è posto” è toccato in sorte a Simone, ragazzo con una grave disabilità dalla nascita. Simone non cammina e non vede, ma ascolta ogni giorno, con gioia e grande giovamento psicofisico le canzoni del suo idolo Lorenzo Jovanotti.

Ieri Lorenzo si sarebbe dovuto esibire nella ex Cartiera di Barletta (lo spettacolo è stato cancellato per la presenza di amianto nell’area), uno spazio da 30mila posti abbondanti, ma a quanto pare per Simone non c’era l’ombra di un posticino nell’area riservata ai disabili, perché sold out. Le sue tre sorelle, Concetta, Angela e Paola, si erano mosse con largo anticipo acquistando regolari biglietti allo scopo di regalare a quel fratello specialissimo l’unica cosa di cui ha bisogno: «Le emozioni». Assistere al concerto di Lorenzo, per Simone sarebbe stato il regalo più bello che potesse ricevere per il suo quarantesimo compleanno. Così, per fargli vivere una serata davvero indimenticabile le sue sorelle il 22 febbraio scorso avevano scritto agli organizzatori del concerto per ottenere un posto in quella benedetta area riservata. Nessuna risposta. E allora giù con il secondo tentativo: mail inviata l’11 aprile con risposta recapitata 48 ore dopo, ma gli organizzatori se la sono sbrigata con un gelido «abbiamo messo Simone in lista di attesa». Ma da quel momento è calato il silenzio. La legittima richiesta di Simone era forse finita nello spam di uno scenario che è assai diffuso: assenza di organizzazione e di spazi adeguati per poter ospitare persone con disabilità ai concerti.
Il concerto è stato comunque cancellato e il sogno di Simone è sfumato, ma per il futuro ci appelliamo al buon cuore di Lorenzo Jovanotti perché intervenga e faccia scavalcare a persone come Simone almeno questa barriera alzata dagli organizzatori o chi per loro. Stesso “no grazie, non possiamo ospitarla” è arrivato anche a Donato Grande, 35enne di Trani, che si era prenotato, nei tempi prescritti, per assistere a uno dei concerti del suo amatissimo Vasco Rossi in programma il prossimo anno allo Stadio Olimpico di Roma. Per Donato, che viaggia in carrozzina e ha una disabilità del 100%, non ci sarebbe uno straccio di posto disponibile per le serate dal 6 al 25 giugno 2027 con cui Vasco festeggerà i 50 anni di carriera.
Un appuntamento imperdibile per ogni fan del rocker di Zocca. E Donato è uno di loro e ha inoltrato la sua richiesta un attimo dopo che erano uscite le date dei concerti, perciò adesso smarrito e deluso si domanda: «Come mai sono finito fuori quota? Andare a un concerto di Vasco per me e per quelli nelle mie condizioni è partecipazione, è inclusione, è vivere la musica esattamente come tutti gli altri». Per Simone, come detto, il tempo è scaduto. Donato ha ancora davanti quasi un anno per sistemare la questione e anche qui ci rivolgiamo direttamente a Vasco affinché sappia. In questo tempo di attesa, che si spera non sia silente e privo di risposte positive, Donato chiede di condividere la sua storia. Che è poi quella di tanti altri ragazzi disabili, ai quali non può essere negato il diritto di essere protagonisti di certi eventi vitali, «perché – dice Donato – la musica continui davvero ad essere di tutti, senza barriere e senza zone d’ombra».

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