Stefania postava scarpette rosse: terzo femminicidio in 3 giorni

Stefania Rago postava sui social frasi contro la violenza sulle donne. Il marito, guardia giurata, l'ha uccisa ieri sera a Foggia con quattro colpi di pistola. A inizio settimana, altri due femminicidi: a Castel Maggiore un 73enne ha ucciso la moglie e si è impiccato, ad Alessandria un uomo ha accoltellato l'ex compagna in strada
April 24, 2026
Stefania postava scarpette rosse: terzo femminicidio in 3 giorni
I carabinieri effettuano rilievi sul luogo dell'uccisione di Stefania Rago (sopra). Il marito Antonio Fortebraccio (sotto) ha confessato il delitto/ ANSA
Aveva l'immagine delle scarpette rosse come foto di copertina su Facebook. Stefania Rago, 46 anni, postava frasi contro la violenza sulle donne, quelle piccole tracce digitali in cui si riconosce chi ha imparato a convivere con la paura. "Se mai abbasserò la testa... sarà solo per ammirare le mie scarpe", aveva scritto. E ancora, con un'autocoscienza che oggi suona quasi come un presagio: "Stefania, il tuo errore è stato cercare di rendere felici tutti, tranne te stessa". Parole che i familiari, i figli, l'anziana madre, rileggono adesso come un testamento.
Ieri sera, Stefania Rago è stata uccisa dal marito Antonio Fortebraccio, guardia giurata di 48 anni, nel loro appartamento di via Gaetano Salvemini 32 a Foggia. Quattro colpi di pistola, l'arma di ordinanza. Prima, i vicini avevano sentito urla, un litigio acceso: "Non era la prima volta", raccontano. "Anzi, i litigi erano assai frequenti. Scenate di gelosia gratuite, i motivi futili". Poi il silenzio sordo degli spari. Fortebraccio si è presentato spontaneamente in caserma. Stamani è stato sottoposto a fermo con l'accusa di omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale e portato in carcere. I figli della coppia, poco più che ventenni, non erano in casa al momento della tragedia. Quando sono arrivati, si sono abbracciati sotto shock davanti al palazzo, tra i parenti accorsi nel buio e l'anziana madre in lacrime. Anche i vicini erano sconvolti. "La mia compagna mi ha chiamato e mi ha detto che c'era un acceso litigio nell'appartamento accanto", ha raccontato uno di loro. "Poi ha sentito i colpi di pistola. Dopo un po' si è affacciata e ha visto i lampeggianti delle forze dell'ordine. Continua a piangere".
Se in un primo momento si è parlato di confessione del marito, oggi il suo legale ha riferito che l’uomo "era in forte stato confusionale, quindi non ricordava cosa effettivamente fosse accaduto. Non ha reso alcuna dichiarazione". "Una bellissima donna stroncata dalla mano folle di chi la doveva proteggere", ha detto la sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo, con una città già segnata ieri dai funerali di Annibale Carta, il personal trainer assassinato l'11 aprile. "Ci sentiamo svuotati dentro, con cicatrici brucianti addosso", ha aggiunto la sindaca. "La mano che spinge il grilletto, in omicidi d'impeto, non riusciamo a bloccarla".
Il femminicidio di Foggia è il terzo in quattro giorni in Italia. Martedì, a Castel Maggiore, alle porte di Bologna, i carabinieri hanno trovato due coniugi morti in una villetta di via Lame, nella zona di Torre Verde. Mauro Zaccarini, 73 anni, ex impiegato in pensione, avrebbe ucciso la moglie Adriana Mazzanti, 63 anni, probabilmente strangolata, per poi impiccarsi a una trave nella mansarda ore dopo. A dare l'allarme è stato il figlio 45enne dell'uomo, nato da un precedente matrimonio, che da ventiquattr'ore non riusciva a mettersi in contatto col padre. Ha trovato il corpo di lei riverso sul pavimento della cucina. La coppia era in crisi da tempo: pur vivendo insieme, erano di fatto separati. In casa è stato rinvenuto un biglietto scritto dal 73enne, in cui si intuisce l'intenzione di farla finita, senza riferimenti espliciti all'uccisione della moglie. L'autopsia chiarirà le cause del decesso di entrambi.
Il giorno prima ancora, lunedì, Loredana Ferrara, 53 anni, era stata accoltellata alla gola in strada a Vignale Monferrato, nell'Alessandrino, paese di nemmeno mille abitanti sui colli patrimonio Unesco. Il presunto assassino è l'ex convivente Silvio Gambetta, 57 anni, noto in zona per la sua attività nel podismo a livello regionale. Loredana lo praticava anche lei: aveva corso insieme a lui alla Staffetta della pace organizzata dal Club per l'Unesco di Vignale. "Tra fine novembre e inizio dicembre ci aveva raccontato di essere già stata aggredita da lui e lo aveva descritto come violento", ha dichiarato Alberto Massiotti, presidente del club dove lavorava la donna. Lo scorso inverno, proprio per questo, lei aveva deciso di lasciarlo. Gambetta si trova ora nel carcere di Vercelli con l'accusa di omicidio, mentre inquirenti e investigatori stanno lavorando all'ipotesi di contestare il femminicidio. La Procura ha disposto il massimo riserbo sulle indagini. Il funerale di Loredana si terrà lunedì a Terruggia.
Tre storie, tre dinamiche diverse nella forma ma identiche nella sostanza: un uomo che non accetta, che non tollera, che non rinuncia al controllo. Il Parlamento italiano ha approvato nel 2025 una legge che introduce il reato specifico di femminicidio nel codice penale, punito con l'ergastolo nei casi più gravi. Una risposta normativa attesa da anni, che non risolve però la questione a monte: quella della prevenzione, dell'intervento precoce, del riconoscimento dei segnali. Stefania Rago li lanciava, quei segnali, persino sui social. Nessuno, o quasi, li ha letti in tempo.

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