Risorse per le attività e le infrastrutture: c'è un piano per gli oratori

di Giuseppe Muolo, Roma
Sono in arrivo due bandi: il primo da 6,5 milioni in tre anni. Il secondo da 50 milioni per il 2026. Il ministro Abodi: «Vogliamo far rivivere la centralità di questi luoghi come agenzia educativa». Don Guidi (Fom): «Laboratori per una società più giusta»
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June 23, 2026
Risorse per le attività e le infrastrutture: c'è un piano per gli oratori
Foto di gruppo all’Oratorio di Vighizzolo
Un piano per gli oratori italiani. All’orizzonte ci sono nuove risorse in arrivo. E non solo per finanziare le attività e le attrezzature. Ma anche per rinnovare le infrastrutture. Entro un mese, sul sito del Dipartimento dello Sport, verrà pubblicato un primo bando da 6,5 milioni di euro per tre anni, fino al 2028. Fondi che sono stati stanziati dall’ultima Legge di Bilancio. E che si aggiungono ai 500 mila euro della Manovra del 2024. Per un totale di 19,5 milioni di euro che serviranno a «rafforzare la funzione sociale, educativa e culturale degli oratori», attraverso iniziative dedicate alla promozione dello sport e della solidarietà, al contrasto dell'emarginazione sociale, della discriminazione e della devianza minorile, allo sviluppo di percorsi educativi, sociali, culturali e civici, alla formazione degli operatori e alla sperimentazione di metodologie innovative di intervento. L’obiettivo è far nascere almeno 125 progetti. Ma non è finita qui. Perché subito dopo, ma comunque sempre entro la fine dell’estate, verrà pubblicato un secondo bando da 50 milioni di euro (derivato dal Fondo per lo sviluppo e la coesione e valido per adesso solo per il 2026) che consentirà ai beneficiari di intervenire anche sulle infrastrutture degli oratori. È la prima volta in assoluto. Lo ha annunciato questa mattina il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, intervenendo al convegno “Investire nei giovani, costruire comunità. Dalle idee ai progetti”, che si è tenuto in Senato su iniziativa della senatrice di Noi Moderati, Mariastella Gelmini.
«Vogliamo far rivivere la centralità degli oratori come agenzia educativa che guarda allo sport in tutte le sue forme così come recita la Costituzione», ha sottolineato Abodi, che ha annunciato che il protocollo per il secondo bando verrà firmato il prossimo 1º luglio insieme alla Cei. Per Don Riccardo Pincerato, direttore del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei, «si tratta innanzitutto di un'occasione importante per intervenire sul cuore dell'oratorio: la relazione». È un modello «che non si è mai realizzato nella storia della Repubblica italiana – ha continuato il ministro -. Non si tratta di promuovere una disciplina, ma un modo di vivere, convivere e condividere quella parte dello sport che rimane nascosta rispetto ai grandi avvenimenti. Questo rappresenta per noi una priorità, che è costituzionale e politica allo stesso tempo, come impegno di Governo».
Il convegno in Senato /Muolo
Il convegno in Senato /Muolo
Gli ha fatto eco Gelmini, che ha evidenziato la necessità di offrire un’alternativa ai giovani, oltre a mettere dei limiti all’utilizzo dei social. «Pensiamo – ha detto - che gli oratori siano un luogo per superare il disagio che attanaglia molti di loro. Ma anche semplicemente un posto dove possono svolgere in sicurezza attività ricreative, sportive, culturali e teatrali, soprattutto senza gravare sui bilanci familiari». Oggi più che mai, ha ribadito Maurizio Lupi, presidente di Noi Moderati, «anziché parlare dei giovani bisogna parlare con i giovani». E «investire su di loro e sugli oratori, che sono una presenza fondamentale di questo tassello di un progetto sociale che guarda al futuro del nostro paese».
I due nuovi bandi sono stati accolti a braccia aperte da don Stefano Guidi, direttore della Fondazione Oratori Milanesi (Fom) e da suor Anna Monia Alfieri. Per il sacerdote, gli oratori «sono un laboratorio di convivenza civile, di dialogo e di costruzione di una società più giusta». Un luogo dove i giovani possono «rispondere alle domande di senso sulla loro vita». Sulla stessa scia, suor Alfieri ha messo in guardia da «risposte divisive». «Serve un villaggio per intercettare l’emergenza educativa». Per questo, ha concluso, «la differenza adesso la faranno le persone che si metteranno in gioco». Dentro e fuori dagli oratori.

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