«Ragazzi attenti: il banco vince sempre», il monito del campione di memoria Andrea Muzii
L'ex campione mondiale di memoria ha dimostrato che l'azzardo, dal vivo e online, è a dir poco opaco. I 2mila euro vinti al casinò li ha donati a una Onlus che si occupa di Alzheimer

Andrea Muzii nel 2019 era impegnato a memorizzare interi mazzi di carte in trenta secondi. Aveva 19 anni e si era già laureato campione del mondo di memoria nella città di Zhuhai, in Cina. Sei anni dopo, ormai diventato influencer e docente, ha deciso di impegnare le sue doti mnemoniche in altre sfide, «per mostrare ai giovani che mi seguono che il gioco d’azzardo non ne vale mai la pena». A dicembre dello scorso anno, per due settimane, è volato negli Stati Uniti per contare le carte nel gioco del blackjack, dentro ai casinò di Las Vegas. Affidandosi alla sua memoria e a quello che definisce un “vantaggio matematico”, ha raccolto 2mila dollari che ha donato ad Airalzh, Onlus che promuove la ricerca medico-scientifica sull’Alzheimer in Italia. Ma è tornato in Italia che ha affidato, alle sue centinaia di migliaia di follower, il messaggio che gli stava più a cuore: «Chi ha visto i video che ho pubblicato lo sa bene – racconta ad Avvenire –: anche con una memoria come la mia e il ricorso a regole matematiche, il banco vince sempre. La mia soddisfazione più grande è che molte persone, alla luce della mia esperienza, mi hanno scritto di aver smesso di giocare d’azzardo».
L’obiettivo di Andrea Muzii è chiaro: «Aumentare la consapevolezza dei giovani sul tema» e, per farlo, ha scelto il blackjack, l’unico gioco d’azzardo in cui – almeno in teoria – memorizzando tutte le carte è possibile ottenere un vantaggio sul banco. «In tutti gli altri casi, il banco vince sempre – precisa Muzii –. Ma anche nel blackjack online ottenere un vantaggio matematico è impossibile. Dentro ai casinò, invece, è fattibile nella teoria ma quasi mai nella pratica». Il meccanismo è semplice e l’ex-campione di memoria lo riassume in quattro fasi: contare le carte, fare sempre la mossa giusta, variare le puntate e variare la strategia. Tutto si fonda su un principio matematico che, almeno sulla carta, non può essere tradito: «Le carte già uscite non usciranno di nuovo». Eppure, quello che due settimane a Las Vegas hanno rivelato a Muzii è che «giocare non ne vale la pena». Spesso sono i gestori stessi a impedire la vincita ai contatori: «Quando capiscono quello che stai facendo ti cacciano», spiega l’ex campione di memoria. A quel punto, l’aria del casinò diventa più pesante: «Dopo qualche giorno a Las Vegas, il gioco d’azzardo è diventato meccanico, l’adrenalina è scesa e ho iniziato a guardarmi attorno. Ho visto persone che perdono fortune e le proprie vite al tavolo». Per la mente allenata di Muzii, è semplice comprendere che per nessuna di loro il banco ha previsto una vincita: «Conoscendo gli aspetti matematici dietro a ogni gioco, è prosciugante vedere che quelle persone potranno solo rovinarsi. L’umore peggiora dentro ai casinò». E non sempre l’aria è più salubre fuori dalle sale piene di slot machine e roulette. In molti siti di streaming su cui trasmette anche Muzii, negli ultimi anni si è diffusa una tendenza al gioco d’azzardo in diretta. Molti influencer – ora in realtà bloccati dalle stesse piattaforme di streaming – puntavano, e perdevano, anche migliaia di euro di fronte a un pubblico molto giovane: «Adesso è una tendenza in declino – puntualizza Muzii –, ma in molti casi il gioco d’azzardo patologico è vissuto come uno scherzo, più che come una dipendenza. Critico duramente i miei colleghi influencer che non si prendono le proprie responsabilità, quando mostrano l’azzardo come un gioco. Non è cos.
In Italia, secondo la raccolta dati Espad del Cnr, il 45% degli studenti ha giocato d’azzardo nell’ultimo anno, il 6,6% è un giocatore problematico. Anche per questo, l’ex campione mondiale di memoria ha deciso di dedicare parte del proprio impegno alla formazione dei più giovani. «Il mio obiettivo è sempre allenare la mente dei ragazzi – spiega –. Per questo, la mia professione principale ora è l’insegnante e il formatore nella mia scuola privata (Accademia Athena, ndr) a Roma e a Milano». Nei casinò, invece, non ha intenzione di tornare: «Il mio obiettivo l’ho raggiunto. Mi piaceva usare la mia mente per prendere soldi al banco e darli a chi la mente ha scelto di curarla. Per questo ho donato tutto alla ricerca per la Alzheimer».

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