«Ragazzi attenti: il banco vince sempre», il monito del campione di memoria Andrea Muzii

L'ex campione mondiale di memoria ha dimostrato che l'azzardo, dal vivo e online, è a dir poco opaco. I 2mila euro vinti al casinò li ha donati a una Onlus che si occupa di Alzheimer
March 31, 2026
«Ragazzi attenti: il banco vince sempre», il monito del campione di memoria Andrea Muzii
Una camera nascosta mostra il banco di un casinò di Los Angeles in un video di Andrea Muzii
Andrea Muzii nel 2019 era impegnato a memorizzare interi mazzi di carte in trenta secondi. Aveva 19 anni e si era già laureato campione del mondo di memoria nella città di Zhuhai, in Cina. Sei anni dopo, ormai diventato influencer e docente, ha deciso di impegnare le sue doti mnemoniche in altre sfide, «per mostrare ai giovani che mi seguono che il gioco d’azzardo non ne vale mai la pena». A dicembre dello scorso anno, per due settimane, è volato negli Stati Uniti per contare le carte nel gioco del blackjack, dentro ai casinò di Las Vegas. Affidandosi alla sua memoria e a quello che definisce un “vantaggio matematico”, ha raccolto 2mila dollari che ha donato ad Airalzh, Onlus che promuove la ricerca medico-scientifica sull’Alzheimer in Italia. Ma è tornato in Italia che ha affidato, alle sue centinaia di migliaia di follower, il messaggio che gli stava più a cuore: «Chi ha visto i video che ho pubblicato lo sa bene – racconta ad Avvenire –: anche con una memoria come la mia e il ricorso a regole matematiche, il banco vince sempre. La mia soddisfazione più grande è che molte persone, alla luce della mia esperienza, mi hanno scritto di aver smesso di giocare d’azzardo».
L’obiettivo di Andrea Muzii è chiaro: «Aumentare la consapevolezza dei giovani sul tema» e, per farlo, ha scelto il blackjack, l’unico gioco d’azzardo in cui – almeno in teoria – memorizzando tutte le carte è possibile ottenere un vantaggio sul banco. «In tutti gli altri casi, il banco vince sempre – precisa Muzii –. Ma anche nel blackjack online ottenere un vantaggio matematico è impossibile. Dentro ai casinò, invece, è fattibile nella teoria ma quasi mai nella pratica». Il meccanismo è semplice e l’ex-campione di memoria lo riassume in quattro fasi: contare le carte, fare sempre la mossa giusta, variare le puntate e variare la strategia. Tutto si fonda su un principio matematico che, almeno sulla carta, non può essere tradito: «Le carte già uscite non usciranno di nuovo». Eppure, quello che due settimane a Las Vegas hanno rivelato a Muzii è che «giocare non ne vale la pena». Spesso sono i gestori stessi a impedire la vincita ai contatori: «Quando capiscono quello che stai facendo ti cacciano», spiega l’ex campione di memoria. A quel punto, l’aria del casinò diventa più pesante: «Dopo qualche giorno a Las Vegas, il gioco d’azzardo è diventato meccanico, l’adrenalina è scesa e ho iniziato a guardarmi attorno. Ho visto persone che perdono fortune e le proprie vite al tavolo». Per la mente allenata di Muzii, è semplice comprendere che per nessuna di loro il banco ha previsto una vincita: «Conoscendo gli aspetti matematici dietro a ogni gioco, è prosciugante vedere che quelle persone potranno solo rovinarsi. L’umore peggiora dentro ai casinò». E non sempre l’aria è più salubre fuori dalle sale piene di slot machine e roulette. In molti siti di streaming su cui trasmette anche Muzii, negli ultimi anni si è diffusa una tendenza al gioco d’azzardo in diretta. Molti influencer – ora in realtà bloccati dalle stesse piattaforme di streaming – puntavano, e perdevano, anche migliaia di euro di fronte a un pubblico molto giovane: «Adesso è una tendenza in declino – puntualizza Muzii –, ma in molti casi il gioco d’azzardo patologico è vissuto come uno scherzo, più che come una dipendenza. Critico duramente i miei colleghi influencer che non si prendono le proprie responsabilità, quando mostrano l’azzardo come un gioco. Non è cos.
In Italia, secondo la raccolta dati Espad del Cnr, il 45% degli studenti ha giocato d’azzardo nell’ultimo anno, il 6,6% è un giocatore problematico. Anche per questo, l’ex campione mondiale di memoria ha deciso di dedicare parte del proprio impegno alla formazione dei più giovani. «Il mio obiettivo è sempre allenare la mente dei ragazzi – spiega –. Per questo, la mia professione principale ora è l’insegnante e il formatore nella mia scuola privata (Accademia Athena, ndr) a Roma e a Milano». Nei casinò, invece, non ha intenzione di tornare: «Il mio obiettivo l’ho raggiunto. Mi piaceva usare la mia mente per prendere soldi al banco e darli a chi la mente ha scelto di curarla. Per questo ho donato tutto alla ricerca per la Alzheimer».
Il campione di memoria e docente Andrea Muzii
Il campione di memoria e docente Andrea Muzii

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