Quelle "Storie meridiane" da scoprire intorno al Capo di Leuca
Tra mare, archeologia e paesaggi autentici, i comuni di Patù e Morciano hanno lanciato un interessante progetto di rigenerazione e valorizzazione territoriale. Fra le attività anche la campagna di scavi "DiscoVereto" e il rilancio del Museo

Ricostruire le reti di scambio, le identità e le interazioni culturali nel Capo di Leuca, dalla fine dell’età del Bronzo alla prima romanizzazione. Con questi obiettivi, si è svolta la “DiscoVereto”, la prima campagna di scavi archeologici sistematici nell’antica città messapica situata nel comune di Patù (Lecce), nell’area del “de Finibus Terrae”, crocevia di popoli e culture e porta naturale d’Italia fin dalla protostoria. La campagna, appena conclusa, svolta dall'Università “L’Orientale” di Napoli, fa parte delle azioni di rilancio del Mav – Museo Archeologico di Vereto allestito nelle sale di Palazzo Romano a Patù, con la nuova gestione affidata all’associazione Narrazioni. Attraverso reperti, iscrizioni, testimonianze funerarie e oggetti della vita quotidiana, il percorso espositivo accompagna il visitatore in un viaggio che attraversa oltre duemila anni di storia, dalla civiltà messapica all'età romana fino alle trasformazioni che hanno portato alla nascita degli attuali centri abitati.
Quella di Vereto è solo una delle “Storie meridiane” che si possono “ascoltare” e “vivere” intorno al Capo di Leuca in un percorso di rigenerazione e valorizzazione turistico-culturale finanziato nell’ambito del Pnrr Cultura – Attrattività dei Borghi, promosso proprio dal comune di Patù insieme a quello di Morciano di Leuca, con il coinvolgimento delle associazioni e degli operatori del territorio. Il Mav diventa il punto di partenza di una più ampia rete di percorsi e itinerari archeologici dedicati alla scoperta dell'antica città di Vereto e del suo territorio. La collina di Vereto, che raggiunge i 155 metri sul livello del mare e domina il paesaggio circostante, conserva ancora oggi importanti testimonianze dell'antico insediamento. Lungo i percorsi di visita è possibile osservare tratti delle mura messapiche, architetture rurali, grotte e testimonianze storiche che raccontano la lunga continuità di vita dell'area. Dai punti più elevati della collina lo sguardo abbraccia gran parte del Capo di Leuca, fino a raggiungere il mare di Santa Maria di Leuca, offrendo un'esperienza che unisce archeologia e paesaggio. Tra i luoghi simbolo di questo sistema culturale figura il Monumento delle Centopietre, uno dei siti più rappresentativi dell'intero Capo di Leuca. Il mausoleo funerario, costruito nel IX secolo utilizzando blocchi provenienti dall'antica Vereto, rappresenta una straordinaria testimonianza della continuità storica del territorio. Al suo interno si conservano affreschi medievali che documentano le diverse fasi di vita del monumento e il suo ruolo all'interno della storia locale. Insieme alla vicina chiesa di San Giovanni Battista e agli altri siti presenti nell'area, le Centopietre costituiscono un vero e proprio nodo culturale in cui si intrecciano archeologia, storia religiosa e memoria collettiva.






Archeologia, dunque, ma anche mare, natura, cammini e memoria per costruire un’offerta turistica integrata e sostenibile, capace di valorizzare il patrimonio storico, archeologico, paesaggistico e costiero del Capo di Leuca. L'obiettivo del progetto “Storie Meridiane”, che ricorda quel “Pensiero meridiano” che elaborò il sociologo Franco Cassano, è di trasformare luoghi, beni culturali e percorsi già esistenti attraverso la creazione di una rete di esperienze che permettano ai visitatori di conoscere il territorio in maniera più profonda, andando oltre la dimensione esclusivamente balneare. Il filo del racconto, via terra, tocca così il comune di Morciano di Leuca, con il complesso monumentale di Leuca Piccola, uno dei luoghi più significativi della storia del pellegrinaggio nel basso Salento. Situato a Barbarano del Capo, il complesso nacque come luogo di sosta e accoglienza per i pellegrini diretti al santuario di Santa Maria di Leuca lungo l'antico percorso verso il De Finibus Terrae. Costruito tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento per volontà del barone Annibale Capece, Leuca Piccola conserva ancora oggi la sua funzione di testimonianza storica di un territorio attraversato per secoli da viaggiatori e fedeli. La chiesa di Santa Maria di Leuca del Belvedere, gli affreschi e gli spazi destinati all'ospitalità raccontano una pagina importante della storia religiosa e culturale del Capo di Leuca. A breve distanza dal complesso monumentale si trovano le Vore di Barbarano, due grandi cavità naturali che rappresentano una delle emergenze geologiche più caratteristiche del territorio. Le voragini testimoniano la natura carsica del sottosuolo e contribuiscono a definire un paesaggio unico, modellato dall'acqua e dal tempo.
L'esperienza di visita comprende anche il centro storico di Morciano di Leuca, attraversato da percorsi che consentono di scoprire alcuni dei luoghi più rappresentativi della storia locale. Tra questi spicca la Chiesa Madre di San Giovanni Elemosiniere, dedicata al patrono della comunità e costruita nella seconda metà del XVI secolo, in una fase di profonda trasformazione del territorio salentino. L'edificio si distingue per le sue dimensioni e per il ruolo che ha assunto nel corso dei secoli nella vita religiosa e sociale del paese. La struttura esterna, caratterizzata da un impianto di gusto romanico arricchito da elementi rinascimentali, custodisce al suo interno una significativa stratificazione artistica fatta di altari, cappelle e apparati decorativi che raccontano epoche diverse, dal Rinascimento al Barocco fino al Settecento. Ancora oggi il campanile e la facciata della chiesa dominano il centro abitato, rappresentando uno dei simboli più riconoscibili di Morciano di Leuca.
E poi c’è il mare, sì. Elemento pieno, meraviglioso, imprescindibile e identitario di questa terra, che accompagna da sempre la storia delle comunità locali. Il progetto valorizza in particolare le marine di Torre Vado e San Gregorio, due località che rappresentano altrettante porte d'accesso al paesaggio costiero del Capo di Leuca. Torre Vado, con il suo porto turistico, le sorgenti naturali di acqua dolce che affiorano a pochi passi dal mare e la storica torre costiera edificata nella seconda metà del XVI secolo, conserva ancora oggi un forte legame con la propria storia. La torre, costruita dagli spagnoli per difendere il litorale dalle incursioni turche, continua a dominare il paesaggio della marina e rappresenta uno dei simboli più riconoscibili della costa ionica del Capo di Leuca. A pochi chilometri di distanza, San Gregorio offre invece uno dei tratti più suggestivi del litorale salentino, punto di incontro tra mare, scogliera e paesaggio mediterraneo, in una posizione privilegiata tra l'entroterra e Santa Maria di Leuca. Qui sono visibili sul fondale i resti di un antico porto messapico. “Storie Meridiane” che meritano di essere scoperte e vissute, nell’estremo lembo della Puglia. Crocevia e ponte di culture nel cuore del Mediterraneo.
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